Legambiente: Charvensod e Chamois Bandiera verde, RaVdA Bandiera nera
In questa circostanza si annunciano le Bandiere Verdi e le Bandiere Nere 2019. E, quest’anno, si sono aggiunte anche le Bandiere grigie. Le Bandiere verdi sono per pratiche innovative ed esperienze di qualità ambientale e culturale dei terrtori montani; le Bandiere nere sono per le lacerazioni del tessuto alpino; le Bandiere grigie per ipotesi progettuali negative per l’ambiente.
Legambiente, nell’ambito della campagna Carovana della alpi ha premiato, quest’anno, il Comune di Charvensod. Bandiera Verde per il progetto Boudza-té (Muoviti), proposto da Daniele Vallet e recepito dall’ente, per incentivare la mobilità sostenibile casa/lavoro/casa: “La vicenda di Daniele e di Boudza-té dimostra come cittadini intelligenti e sensibili alle tematiche ambientali possano dare un contributo significativo alla vita delle loro comunità, se le amministrazioni hanno la capacità, l’umiltà e il buon senso di ascoltarli. Il Comune di Charvensod rappresenta un esempio positivo in tal senso. La Bandiera Verde che gli attribuiamo è ben meritata anche, e forse soprattutto, in relazione a questo particolare aspetto, nella speranza che anche gli altri amministratori delle nostre piccole comunità di montagna sappiano trarne esempio“.
Bandiera verde anche al Comune di Chamois: “unico Comune italiano non raggiunto dalle auto, per aver puntato le sue carte sull’ambiente e sulla proposta culturale, e per avere in cantiere un progetto di Comunità energetica oil free. Consapevoli dei cambiamenti climatici, gli amministratori di Chamois sanno bene che la prospettiva di medio periodo è quella del potenziamento dell’offerta di turismo dolce e ambientalmente sostenibile“.
Bandiera nera alla Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta “per aver fatto propria, attraverso atti pubblici e amministrativi, la scelta dell’assurdo collegamento intervallivo tra la Valtournenche e la Val d’Ayas attraverso il Vallone delle Cime Bianche“. Spiega la Carovana delle Alpi: “La nuova Giunta Regionale, insediatasi nel dicembre 2018, ha impresso un’accelerazione, chiedendo alle due società funiviarie interessate una nuova relazione sulla fattibilità dell’opera e ipotizzandone la fusione per facilitare il reperimento dei capitali necessari. In aprile, una delegazione del governo valdostano, guidata dal Presidente della Regione, si è incontrata con l’Amministrazione di Zermatt, La Giunta ha quindi dato subito l’impressione di voler avocare a sé il progetto, abbandonando di fatto il ruolo di terzietà.
L’ufficializzazione è arrivata il 19 aprile, con una Deliberazione (n. 513/2019) che costituisce un gruppo tecnico di lavoro, formato dai Dirigenti regionali competenti per area e da un rappresentante di Finaosta (la società finanziaria di proprietà regionale) con lo scopo di ‘definire il cronoprogramma amministrativo necessario per la realizzazione del collegamento intervallivo tra la Valtournenche e la Val d’Ayas’.
Non vi è quindi, per l’Amministrazione regionale, alcuna valutazione da compiere, non c’è spazio per alcun confronto, come richiesto a più riprese da gruppi di cittadini e dalle associazioni, e anche da alcune forze politiche in Consiglio Regionale. È stata fatta una scelta politica d’imperio, propagandando la realizzazione dell’impianto come l’opera che, tramite il collegamento tra le due valli valdostane e Zermatt, creerebbe un maxicomprensorio sciistico che, considerando anche Alagna Valsesia, si situerebbe al terzo posto nel mondo. Tutto ci tacendo sulla scarsa funzionalità di lunghi trasferimenti sugli impianti, e soprattutto, il prezzo altissimo che l’ultimo versante selvaggio del Monte Rosa dovrebbe pagare sull’altare di una disciplina sportiva il cui futuro è reso incerto dal cambiamento climatico in atto. Nei tempi degli inverni senza neve, insomma, l’Amministrazione valdostana sceglie di sposare l’idea di costruire nuovi grandi impianti andando alla ricerca delle alte quote. Cime Bianche rischia di essere il primo di una serie di progetti volti ad infrastrutturare i versanti più elevati, rinunciando a pratiche più sostenibili e a un contatto con la natura che, anno dopo anno, stanno invece prendendo piede. Contro la volontà di trasformare le nostre montagne in selve di piloni (e le relative zone a valle di esse in serbatoi d’acqua per il costosissimo innevamento artificiale) si assegna la Bandiera Nera 2019 alla Giunta regionale Fosson“.
Le bandiere saranno consegnare martedì 18 giugno, nel corso di una manifestazione che si svolgerà, alle ore 18, al CSV di Aosta.
Pubblicato / aggiornato
il 15/06/2019 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione