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Droga, racket e armi: 7 arresti e oltre 20 perquisizioni dalla GdF

Droga, racket e armi: 7 arresti e oltre 20 perquisizioni dalla GdF

Sequestrati cento grammi di cocaina, numerose armi bianche (fra le quali un machete di oltre 40 centimetri), proiettili, un taser e una balestra.
Poco prima dell’alba i finanzieri del Gruppo di Aosta hanno messo in atto l’operazione malAosta: più di sessanta uomini delle Fiamme Gialle, assieme a due cani antidroga, hanno condotto una ventina di perquisizioni e proceduto all’arresto di sette persone.
Accanto alle accuse di traffico di stupefacenti (cocaina) dalle quali è nata l’operazione, sulla base di segnalazioni via a via più precise che hanno permesso agli inquirenti di ricostruire la rete degli spacciatori e dei loro clienti, i finanzieri hanno potuto portare allo scoperto un vero e proprio racket ai danni dei venditori ambulanti, costretti con la violenza ad attenersi alle regole di spartizione delle piazzole di sosta stabilite e imposte dal gruppo con la violenza, oltre che giungere al rinvenimento di un considerevole quantitativo di armi, soprattutto bianche (4 coltelli a serramanico, 3 coltelli di altra tipologia, un machete con lama di oltre 40 centimetri) ma anche una balestra, un taser e un proiettile calibro .308
L’operazione è iniziata nella notte fra il 12 e il 13 giugno con l’arresto di Raffaele D’Agostino e Caterina Battaglia in seguito al ritrovamento sulla loro autovettura di cento grammi di cocaina: in seguito sono stati disposti dai sostituti procuratori Luca Ceccanti e Francesco Pizzato cinque provvedimenti di fermo di indiziato di delitto contro Francesco Battaglia, per il reato di porto di arma da fuoco e concorso in spaccio di sostanze stupefacenti; Antonio D’Agostino, Marino D’Agostino, Giuseppe Caponetti e Albert Bushaj per spaccio di sostanze stupefacenti. È stato invece denunciato a piede libero, sempre per il rinvenimento di alcune armi, Gaetano Nicotera.
L’indagine condotta dalla Guardia di Finanza si è intrecciata, peraltro, con la vicenda della rissa avvenuta, nel marzo scorso, nel Quartiere Cogne ad Aosta, durante la quale diversi testimoni sostengono siano stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco.
Gli inquirenti hanno espresso preoccupazione per la propensione alla violenza e all’uso delle armi da parte degli indagati, quadro che, relativamente inatteso nella realtà locale, la avvicina agli episodi di cronaca di altre città italiane.

Pubblicato / aggiornato il 14/06/2019 alle 12:00
Categoria: Cronaca