Rapporto AlmaLaurea: profilo e occupazione dei laureati della VdA
Le indagini per la redazione del Rapporto sul profilo dei laureati hanno coinvolto 75 università ad oggi aderenti al Consorzio intervistando nel 2018 oltre 280 mila laureati. L’indagine sulla Condizione occupazionale dei laureati ha analizzato invece i dati di oltre 630 mila laureati di primo e secondo livello nel 2017, 2015 e 2013 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.
Dai dati dell’indagine emerge che il 37,6% dei laureati dell’Univda proviene da fuori regione (per i corsi di laurea triennali la quota è del 43,2%) e la quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 2,7%.
Cresce negli anni la quota di laureati in corso che si attesta al 68,8% (era del 63% nel 2017 e del 65,9% nel 2018) mentre si registra un lieve calo per il voto di laurea medio che si ferma a 99,5 (100,4 nel 2018) e per la quota di coloro che hanno compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea: 32,2% contro il 32,9% del 2018 (comunque assai più alto del dato nazionale del 13%).
In crescita di due punti percentuali, con 95,7% punti (93,7% nel 2018), la soddisfazione dei laureati dell’Università della Valle d’Aosta per l’esperienza universitaria nel suo complesso (dato nazionale 89%). L’80,3% dei laureati sceglierebbe lo stesso Ateneo (dato nazionale 70%).
L’indagine ha coinvolto 191 laureati triennali del 2017 contattati ad un anno dal conseguimento del titolo. Il rapporto indica che il 50,3% degli studenti ha proseguito gli studi mentre il 49,7% non si è mai iscritto a un corso di laurea magistrale. Il tasso di occupazione di questo contingente è in aumento e si attesta al 79,2 % (71,4% nel 2018).
Secondo il Rapporto 2019 la retribuzione netta dei laureati triennali di Univda è di 1.274 euro (media italiana 1.169 euro).
Per quanto riguarda i laureati di secondo livello, il rapporto Almalaurea delinea due scenari differenti per gli intervistati a uno e a cinque anni dalla laurea.
Il tasso di occupazione dei laureati del 2017 intervistati ad un anno dal conseguimento del titolo è cresciuto di quasi tre punti attestandosi all’86,0% (83,3% il dato dello scorso anno). Il 36,1% degli occupati può contare su un contratto a tempo indeterminato mentre il 50% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto a tempo determinato). Il 5,6% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). La retribuzione è in media di 1.461 euro mensili netti (media nazionale 1.232 euro).
Cresce l’efficacia del titolo di studio: il 60% degli occupati (33,3% nel 2018) ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; inoltre, il 55,6% (22,2% nel 2018) dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi.
Il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali del 2013, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, scende all’89,7% (100% nel 2018).
Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 68,6% (47,4% nel 2018), mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 17,1% (5,3% nel 2018). Svolge un lavoro autonomo l’11,4% (il 42,1% nel 2018).
Il lavoro part-time coinvolge il 52,6% degli occupati. Le retribuzioni arrivano in media a 1.515 euro (1.140 euro nel 2018). Il 77,1% degli occupati (52,6% nel 2018) ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; il 60% (47,4% nel 2018) dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.
Pubblicato / aggiornato
il 07/06/2019 alle 12:00
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Categoria:
Cultura