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Pulz e Lega: scontro a distanza sul Casino

Pulz e Lega: scontro a distanza sul Casino

E prosegue: «Votare a favore di chi propone soluzioni semplicistiche può essere molto pericoloso per tutti. E con la Lega di Salvini in Valle d’Aosta il rischio è altissimo, non solo per le imprescindibili questioni etiche. Sul Casino ci avevano promesso “niente più soldi pubblici”. Ma era un giochino da bari. E ora che rischia di venir fuori, i leghisti iniziano ad agitarsi».
Il Commissario giudiziale ha detto che, per approvare il bilancio bisogna, chiarire alcuni aspetti, fra i quali il debito di oltre 48 milioni che il Casino vanta verso Finaosta. «L’amministratore di fiducia dei leghisti (Rolando) – dice Pulz – lo ha considerato “postergato”, cioè tra quelli che non saranno soddisfatti nell’ambito della procedura. Ma il Commissario ha sollecitato la Regione a dire, prima di approvare il bilancio, se rinuncia definitivamente alla restituzione del debito, ritenendo questa dichiarazione rilevante per la procedura di concordato (tradotto: Rolando è stato ambiguo, bisogna che si dica, prima e non dopo l’omologa, che quei soldi la Regione non li vedrà più)».
«Fatta chiarezza – aggiunge Pulz -, il bilancio del Casinò e la procedura concordataria ci guadagnerebbero. Tutto andrebbe via liscio. E per forza! In sostanza il Casino si salverebbe perché quello che prima era un prestito diventerebbe, magicamente, un regalo. La morale della storia è evidente. I leghisti, per non dare 6 milioni di euro al Casino (“mai più soldi pubblici”), si sono inventati una procedura che rischia di dargliene molti di più: 48 milioni, cui vanno aggiunte le spese per le consulenze, che da sole si avvicinano ai 6 milioni».
Per la Consigliera Pulz, «l’alternativa è il fallimento. Ma allora non era più onesto dirlo subito? E che serietà c’è nel voler accelerare tutto, senza fare chiarezza come richiesto dal Commissario? Nessuna serietà, appunto, solo l’intenzione di rimanere nell’ambiguità affinché non salti fuori la verità, e cioè che la bacchetta magica era rotta. Prendere in giro le persone può servire a prendere voti, ma non a risolvere i problemi – conclude -. Spiace dirlo a chi si è illuso che al disastro dei governi autonomisti si possa rimediare dando la fiducia a questi sovranisti esaltati».

A stretto giro di posta la risposta della Lega Vallée d’Aoste: “Con la presunzione di conoscere approfonditamente una materia complessa quale è il diritto fallimentare, la Consigliera si è lasciata andare in dichiarazioni che altro non fanno che rendere sempre più critica una situazione di per sé molto complessa e che lasciano trapelare che il fine ultimo di queste sia meramente un becero fine politico e non già una analisi approfondita dello schema di bilancio della società.
In merito alla postergazione del debito, la Lega ricorda che si tratta di una procedura insita nel finanziamento stesso da parte del socio, quindi non certo una «decisione arbitraria dell’amministratore di fiducia dei leghisti», come invece insinuato dalla Consigliera Pulz.
Inoltre la Consigliera forse ignora che il concordato non è una «procedura inventata dalla Lega per regalare 48 milioni di Euro al Casinò», bensì una procedura concorsuale prevista dalle norme in materia di diritto fallimentare, nonché l’unica alternativa possibile al fallimento.
Per quanto riguarda il «millantato regalo», vale la pena evidenziare che il Commissario Giudiziale ha già invitato il Socio a valutare ogni azione necessaria per salvaguardare l’integrità del valore del credito postergato (ad esempio con opportune operazioni che riguardino anche il patrimonio netto della società).
Infine, ci preme ricordare alla Consigliera Pulz che l’approvazione del bilancio del Casinò non è più una questione di competenza politica, ma tecnica, tant’è vero che si pone sotto l’egida del Tribunale e con la vigilanza del Commissario giudiziale. Ritenere perciò che il bilancio sia «un bilancio che fa acqua da tutte le parti» è un’affermazione che non colpisce la Lega Vallée d’Aoste, ma lede l’autorevolezza del Tribunale e la vigilanza del Commissario giudiziale, nonché la stessa procedura concordataria. Commissario che, tra l’altro, si è già espresso positivamente in merito all’approvazione del bilancio stesso“.
Quindi la Lega aggiunge che “Parlare con tale leggerezza del fallimento della nostra Casa da Gioco non solo non tiene conto dell’impatto devastante che questo avrebbe nei confronti dei dipendenti e delle loro famiglie, ma nemmeno delle ripercussioni negative in termini di indotto su tutta l’area, ivi comprese quindi le attività che vi ruotano attorno.
In ultimo, sorge spontanea una domanda: la Consigliera Pulz, che è anche insegnante, spiegherebbe dei concetti così complessi ai suoi alunni senza averli prima adeguatamente approfonditi? Forse, prima di lanciarsi in dichiarazioni improvvide, avrebbe potuto, e dovuto, confrontarsi con i deputati uffici della Regione, dove lavorano persone competenti e disponibili a chiarire ogni dubbio interpretativo“.

Pubblicato / aggiornato il 31/05/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione