Alpe e Uvp chiedono una verifica di maggioranza, Restano pronto a lasciare
Infatti sarebbe stata concomitante con il funerale di Osvaldo Ruffier.
Tuttavia è venuta meno l’opportunità di chiedere, al presidente Antonio Fosson, notizie rispetto alla tenuta della sua Giunta: a fronte del risultato elettorale, della richiesta di dimissioni da parte di Lega Vallée d’Aoste e in attesa della riunione nel corso della quale Pour notre Vallée si confronterà su questi temi e sullo stato di attuazione del programma di un governo che, per sua reiterata affermazione, non è un governo politico ma di scopo.
Nel pomeriggio, i gruppi consiliari Alpe e Union valdôtaine progressiste hanno diramato una nota nella quale si legge: «Non abbiamo intenzione di venire meno all’impegno che ci siamo assunti nel dicembre 2018 con la formazione della maggioranza composta dalle forze autonomiste. Per noi la validità del progetto di governo è confermata e se qualcuno ha cambiato idea per nuovi interessi e con l’obiettivo di farlo naufragare se ne assumerà tutte le responsabilità». E chiedono una verifica di maggioranza «in assenza della quale o in assenza di numeri sarà necessario trarre le dovute conseguenze.»
«Il Governo Fosson – aggiungono – è nato per ridare governabilità, per arginare la deriva sovranista e fascista e l’affermarsi di logiche politiche legate esclusivamente all’interesse di un partito nazionale che fa capo a un leader supremo, come è stato dimostrato dalle elezioni europee in cui il candidato valdostano della Lega si è fermato a un quarto dei voti attribuiti alla lista, e il cui slogan era “Prima gli Italiani” in barba ai valdostani».
E, ancora: «Se qualcuno ha cambiato idea rispetto ad una firma apposta sulla mozione di sfiducia a dicembre è bene che lo dica chiaramente. Oggi la nostra Regione ha bisogno di stabilità, che la Lega VdA non ha saputo garantire, anche a causa dell’arroganza e dell’approssimazione nella gestione della cosa pubblica. La nostra Regione necessita di programmazione e non di un ulteriore cambio di scena che rimetta in discussione quanto si sta faticosamente cercando di costruire».
Claudio Restanno ribadisce di non aver mai dato il proprio apporto politico a quello che ritiene un governo di scopo: “Nel discorso di insediamento del presidente Fosson – ricorda – non si parla di governabilità, di avanzata dovranista e fascista ma solamente di scopi: bilancio, legge elettorale, Casino. Le elezioni, poi, hanno dato un risultato che ha un innegabile rilievo regionale“. Si dice d’accordo con una verifica sull’attuazione del programma di governo ma soprattutto infastidito e offeso da un comunicato che lo ha lasciato allibito: “Io non ho mai chiesto niente né ho mai ricattato nessuno. Altrettanto non accetto di essere ricattato. Se qualcuno ha cambiato idea, sarebbe meglio lo dicesse“. Per quanto lo riguarda, si dice pronto a rassegnare le dimissioni e, forse, a prendere una decisione prima ancora che Pour notre Vallée si riunisca: “Se questa è la considerazione che hanno di noi, cosa rimaniamo a fare? La democrazia è altra cosa“.
Pubblicato / aggiornato
il 31/05/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione