Tornano in Commissione i DLl su segretari comunali e mobilità sostenibile
Ha spiegato Roberto Cognetta (Mouv’): “Era successo quando era stato presentato il disegno di legge sulle Adaptation che non vi fosse la possibilità di approfondirlo in Commissione. In quel caso presentai mille emendamenti che furono ritirati solamente a fronte dell’approvazione unanime di una risoluzione che impegnava il Consiglio a non ripetere una simile circostanza. Invece, per la seconda volta da quando Rete civica è in maggioranza, numerosi disegni di legge approdano in aula senza che le Commissioni abbiano potuto approfondirli. Dunque i tremila emendamenti che abbiamo presentato sono chiaramente e volutamente ostruzionistici e sono un grido d’allarme“.
Stefano Aggravi (Lega VdA) ha aggiunto: “Alcuni disegni di legge sono sul tavolo della Giunta da tempo, dunque vi sarebbe stata la possibilità di discuterli, che ci è stata negata“.
Andrea Manfrin (Lega VdA) ha denunciato che ci si trova di fronte a un attacco alla democrazia: “L’urgenza la decide la necessità delle cose, non la politica. Se le Commissioni non possono svolgere il loro ruolo, la democrazia si dissolve“.
Paolo Sammaritani (Lega VdA) ha spiegato che può comprendere l’urgenza delle leggi finanziarie ma “quella sui segretari comunali e quella sulla mobilità sostenibile non sono urgenti e non vi è dunque la necessità di approvare leggi raffazzonate“.
Claudio Restano (La VdA che cresce) ha detto: “Quella sulla mobilità sostenibile è una legge che nasce vecchia. Allora lavoriamoci, per rispetto a coloro che, in quest’aula, rappresentano i Valdostani“.
Luca Distort (Lega VdA) ha affermato di ispirarsi, nella propria azione, a Madre Teresa di Calcutta, che diceva che la differenza la si fa facendo straordinariamente bene le cose ordinarie. “Questo è il modus in rebus scorretto di fare le cose – ha spiegato – e bisogna difendere il valore e la dignità delle Commissioni. Conosco le dinamiche che vi sono dietro e possono essere comprensibili ma non giustificano quello che sta accadendo. L’unione tra Rete civica e la maggioranza depotenziata porterà avanti sistematicamente questa strategia?“.
Elso Gerandin (Mouv’) ha anch’egli invitato la presidente del Consiglio Valle a intervenire: “Avere 24 ore di tempo per analizzare norme che evidentemente fanno acqua da tutte le parti è mortificante. Mi dispiace che questi comportamenti siano condotti da colleghi che hanno condotto battaglie a favore del rispetto dei ruoli dei consiglieri e che ora calpestano i loro principi. Neanche l’Augusto-pensiero è mai riuscito a fare quello che siete riusciti a fare voi in queste ultime due adunanze consiliari. Sarete giudicati sui vostri atti, perché avete superato il limite della decenza“.
Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha affermato che ciò che è doloroso “è la mancanza di rispetto nei confronti dei Valdostani. La maggioranza ha perso il senso delle cose, si è dimenticata del ruolo che deve svolgere ed è ormai convinta che per governare è sufficiente sostituire una democrazia con una dittatura che non produce niente se non bandierine che devono essere piantate per dimostrare che si sta facendo qualcosa“. Ha poi aggiunto: “se almeno le cose che sbandierate sulle pagine comprate dei giornali le faceste bene! Non avete capito che il vero lavoro serio è quello silenzioso e non quello dei sorrisi smaglianti con la continua ricerca della pubblicità sul nulla. È tristissimo vedere la Valle d’Aosta da voi ridotta a questo livello“. Rivolgendosi ai colleghi di Rete civica, li ha invitati a vergognarsi: “Fate un esame di coscienza dopo aver chiesto ai Valdostani se sono contenti di come state lavorando“.
Roberto Luboz (Lega VdA) ha affermato: “Qui stiamo parlando di sopravvivenza della maggioranza, non di temi. Prima della mobilità ci sono tante altre urgenze da affrontare, pensiamo al tema dei suicidi“.
Luciano Mossa (M5S) ha detto: “Ci sono stati momenti, dopo il ribaltone di dicembre, di tour de force di audizioni. Le istanze della minoranza non erano state prese in considerazione ma il tentativo era stato fatto. A rimetterci, con questa scelta antidemocratica, saranno i cittadini che riceveranno provvedimenti fatti male e calati dall’alto“. Ha chiesto che gli emendamenti fossero distribuiti in formato digitale, per risparmiare carta.
Diego Lucianaz (Lega VdA) è intervenuto per stupirsi che non fosse stato toccato, nelle comunicazioni del presidente del Consiglio, il tema della criminalità e delle infiltrazioni della malavita in Valle d’Aosta.
Daria Pulz (AduVdA) si è rivolta anche lei al presidente Rini per chiedere di riportare l’attenzione dell’aula dal modo in cui i nuovi provvedimenti sono stati “catapultati in aula” sulle “notizie allarmanti che giungono da magistratura e organi inquirenti“.
Joël Farcoz (Uv) ha affermato che, rispetto ai governi che ci sono nel mondo, la democrazia valdostana gode ancora di buona salute.
Emily Rini (Front valdôtain) ha risposto che il tema della criminalità organizzata non deve essere banalizzato ma neppure strumentalizzato: se si ha cognizione di fatti occorre andare nelle sedi competenti perché “non è compito del presidente del Consiglio entrare in tali fatti di cronaca, perché non sono sue prerogative“.
Chiara Minelli (Rete Civica) ha detto che “c’è un ovvio e prevedibile attacco politico che viene da chi aveva l’unico interesse di andare a elezioni anticipate. È dunque evidente che non possano riconoscere il lavoro che si sta facendo a favore della comunità. Non ho difficoltà a dire che noi per primi avevamo chiesto di approvare la legge sulla mobilità un po’ più avanti ma non perché non siano stati fatti approfondimenti: è infatti un provvedimento che ha un anno di esame e discende da uno presentato nella legislatura precedente. Ma c’è una quantità di denaro che è ferma e i contributi del 2019 potrebbero andare perduti. Vedremo se ci sono emendamenti migliorativi“. Ha concluso dicendo che “sentir parlare di dittatura da parte di un esponente della Lega di Salvini fa un po’ specie“.
Il presidente Rini ha rinnovato il suo impegno a far rispettare il ruolo delle Commissioni: “il vero luogo dove il dibattito politico può essere portato avanti“. Ha aggiunto che il dettato regolamentare non è stato violato ma “la pagina scritta in questa occasione non è positiva poiché non è stata portata avanti una pratica rispettosa dei consiglieri“.
Ha affermato che l’Ufficio di presidenza è unito nel difendere le prerogative degli organi consiliari ma di non aver possibilità di fare altro se non prendere posizione in aula. Ha chiesto una sospensione dei lavori per una riunione dei capigruppo allo scopo di trovare una mediazione fra le diverse posizioni.
I lavori sono ripresi giusto il tempo per sospenderli per la pausa pranzo, dire che sarebbero ripresi alle ore 15.30 ma che, alle 15, i capigruppo si sarebbero nuovamente riuniti per trovare una soluzione.
La mediazione è stata trovata: i disegni di legge sula mobilità sostenibile e sui segretari comunali saranno iscritti alla prima adunanza consiliare di settembre. Tuttavia un emendamento al collegato alla variazione di Bilancio permetterà di sanare le situazioni di emergenza.
Roberto Cognetta ha auspicato che la minoranza non sia più messa nelle condizioni di dover compiere simili azioni di forza.
Renzo Testolin, assessore al Bilancio, ha sostenuto: “con queste quattro ore di lavoro su due giorni di adunanza sono stati mortificati i nostri sforzi per portare avanti azioni concrete e necessarie a favore della comunità. Infatti il nostro non voleva essere spregio alle Commissioni ma risposta a situazioni critiche“.
Chiara Minelli ha sostenuto che “l’ostruzionismo si può comprendere per norme sui grandi principi ma non per leggi ordinarie o addirittura obbligatorie. Non c’è nessuna giustificazione per il comportamento di Lega e Mouv’. I disegni di legge non erano nell’interesse di Rete civica bensì dei Valdostani e, in questo modo, si sono persi alcuni mesi di lavoro. La resposnabilità ricadrà su chi ha assunto questo atteggiamento“.
Un intervento che, invece di chiudere il dibattito, lo ha riaperto. Nicoletta Spelgatti ha risposto a Minelli che “un buon tacer non fu mai scritto“. E ha aggiunto: “Avevamo raggiunto il nostro obiettivo e si poteva andare avanti a lavorare ma i vostri sono metodi dittatoriali per cui dovreste rivedere la vostra visione politica delle cose e del modo. Se pensate di poter governare in questa maniera, con questa maggioranza minorata, noi risponderemo facendo il nostro ruolo di opposizione. Sì, noi abbiamo interesse a sciogliere il Consiglio perché non è possibile governare in queste condizioni. Non è modificando le regole del gioco che le cose cambieranno ma tornando alle urne e facendo decidere i cittadini. Non siate così presuntuosi e arroganti da voler sapere solo voi cosa sia il bene della Valle d’Aosta“.
Elso Gerandin ha ritenuto di dover rispondere a Testolin e Minelli: “gli unici che escono mortificati da questo percorso che avete intrapreso sono coloro che non rispettano le regole e i ruoli delle istituzioni. Il Governo propone ma l’Assemblea legifera. Inoltre penso che difendere il ruolo del primo dirigente degli enti locali sia difendere un grande principio. Noi ci assumeremo le nostre responsabilità, voi assumetevi quella di essere una stampella a modulazione variabile“.
Claudio Restano ha puntualizzato a Minelli che l’ostruzionismo è stato quello di chi non ha voluto che i disegni di legge fossero discussi, dunque “lei ha fatto perdere tempo e suo è stato il grandissimo atto di presunzione“. Le ha detto di averla sentita esprimersi “con arroganza e prepotenza. Ne prendiamo sommessamente atto, ricordando che non sono stati seguiti gli iter ottimali per l’approdo in aula di un testo di legge“.
Manuela Nasso (M5S) ha detto di voler utilizzare toni e atteggiamenti diversi e più rispettosi: “ci sta a cuore il tema della modalità sostenibile e vogliamo che l’iter sia normale e non frettoloso. La legge è attualmente monca, poiché manca la mobilità ciclopedonale e ciò che abbiamo già avuto modo di evidenziare. Ci portiamo a casa questa vittoria e speriamo di arrivare a un testo migliore“.
Jean Barocco (Uv) ha risposto: “quando si raggiunge un compromesso non è una vittoria. Rifare questa discussione mi sembra superfluo. Per elaborare bene questa legge manca l’ultimo miglio. Cerchiamo di farlo al meglio“.
Patrizia Morelli (Alpe) ha affermato che era giunta l’ora di discutere i disegni di legge ma non si poteva evitare un riferimento a quando detto da Spelgatti. “Ci stava la sua frase di esordio, ma poi doveva metterla in pratica. Non è accettabile che abbia dato dei minorati ai colleghi di Consiglio e di maggioranza. Certi insulti non si possono accettare. Se si vuole proseguire i lavori entrando nel merito delle questioni, evitiamo di replicare oltre“.
Ma Spelgatti le ha risposto: “l’italiano è una lingua meravigliosa perché estremamente ricca. L’utilizzo dei vocaboli è estrermamente preciso. Dire che una maggioranza è minorata è dire che non ha i numeri. Ogni altra interpretazione è un vostro problema“.
Pubblicato / aggiornato
il 24/07/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione