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Scuolabus: la Grand Paradis scrive a Toninelli e Bussetti

Scuolabus: la Grand Paradis scrive a Toninelli e Bussetti

Ciò significa che i Comuni non possono più sostenere la spesa per lo scuolabus che, da servizio a domanda individuale, diventa servizio pubblico locale e deve essere assicurato solo “su istanza di parte e dietro il pagamento di una quota di partecipazione diretta, senza nuovi o maggiori oneri per gli enti territoriali interessati“.
Scuolabus come rifiuti, dunque, a completo carico dei cittadini che usufruiscono del servizio. 
Una situazione inconciliabile con la conservazione della residenzialità in molte zone della Valle d’Aosta e d’Italia, dove le scuole non sono presenti in tutti i Comuni. Una situazione alla quale l’Unione nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani ha inviato i sindaci a opporsi, integrando la tariffa o coprendola interamente con le risorse comunali messe a bilancio, spiegando a ragionieri, a revisori dei conti e anche alla stessa Corte dei Conti che non si può fare diversamente.
In Valle d’Aost,a l’invito è stato raccolto da Mauro Lucianaz, presidente dell’Unité des Communes valdôtaines du Grand Paradis, che ha scritto (a nome di tutti i sindaci dell’Unité) ai ministri delle Infrastruttture e Traposrti e dell’Istruzione, Unniversità e Ricerca, chiedendo loro di prendere in mano la situazione e risolverla: “sono a chiederVi un immediato intervento per modificare la norma vigente e permettere così alle Amministrazioni locali di integrare come ritengono giusto le tariffe dello scuolabus, o anche di regalarlo alle famiglie quando ritenessero che questo servizio generi coesione e futuro stesso delle comunità. Si tratta di garantire autonomia decisionale ai Comuni, rispettando le loro volontà e anche l’organizzazione dei servizi pubblici sui territori. Una modifica dell’articolo 5 del Dlgs 63/2017 è dunque urgente, entro il 1° settembre 2019, per evitare qualsiasi fraintendimento normativo e confusione organizzativa“.
Lucianaz ha spiegato, nella sua lettera: “Come sapete bene, nei Comuni montani e nei Comuni piccoli non sempre vi è una scuola in ogni paese, primaria e in particolare secondaria di primo e di secondo grado. È pertanto importante per le Amministrazioni comunali organizzare servizi di trasporto studenti efficaci, che suppliscano l’assenza di ordinario trasporto pubblico, all’interno del Comune e verso i Comuni vicini dove sono ubicati i plessi. Si tratta in moltissimi casi di un servizio decisivo e necessario per mantenere quelle famiglie e quei bambini a risiedere nel Comune. Un’azione dunque sociale, che diventa istituzionale. Molte scuole sono state chiuse nel corso degli ultimi anni in quanto, secondo gli Uffici scolastici, non rispettavano parametri e numeri che più volte abbiamo chiesto venissero modificati. L’organizzazione del trasporto con scuolabus, su un’asta di valle alpina, appenninica, piuttosto che all’interno di un ambito territoriale omogeneo, è un asse che permette di mantenere vivibilità dei luoghi e rappresenta un servizio che in moltissimi casi i Comuni offrono gratuitamente alle famiglie oppure a prezzi ridotti, quasi a essere un incentivo per la permanenza di quei bambini e ragazzi in paese: la loro vita in quel luogo è il futuro stesso del borgo, del Comune“.

Pubblicato / aggiornato il 22/07/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione