Ai confini dell’invisibile: una serata dedicata ai buchi neri a Saint-Vincent
Il 10 aprile scorso gli astronomi del consorzio Event Horizon Telescope (EHT) hanno immortalato ciò che avviene in prossimità dell’orizzonte degli eventi di un buco nero, spingendosi al limite di ciò che può essere conosciuto. L’immagine è stata ottenuta tramite uno strumento innovativo e fotografa il materiale attorno al colossale buco nero nero situato nel cuore della galassia M87 a 55 milioni di anni luce dalla Terra.
Si tratta di un risultato rivoluzionario a 360 gradi, che ha richiesto il lavoro di decenni da parte di un team internazionale di scienziati che è riuscito a creare un telescopio virtuale di dimensioni terrestri dal potere risolutivo eccezionale utilizzando 8 antenne diverse operanti in perfetto sincronismo.
Durante la serata, saranno ripercorse le tappe più importanti, emozionanti e faticose che hanno portato a questa scoperta, ne spiegheremo il valore scientifico e racconteremo qual è il contributo dell’Italia e della Valle d’Aosta in questo tipo di studi.
Elisabetta Liuzzo, 36 anni, nata e cresciuta ad Aosta, laureata nel 2006 in Astrofisica e Cosmologia presso l’Università di Bologna, oggi lavora come ricercatrice presso l’Istituto di Radioastronomia dell’INAF a Bologna.
È membro dell’Event Horizon Telescope Consortium e ha contribuito alla pubblicazione nell’aprile scorso della prima immagine del buco nero di M87, partecipando al gruppo di lavoro per la calibrazione dei dati.
I suoi interessi scientifici riguardano l’analisi dei getti relativistici di nuclei galattici attivi extragalattici tramite osservazioni interferometriche ad altissima risoluzione angolare, con l’utilizzo di strumenti di nuova generazione. Ha pubblicato a oggi circa 80 articoli su riviste internazionali e partecipato ad altrettanti congressi sia in qualità di invited speaker sia di organizzatore scientifico.
Kazi Rygl, laureata nel 2006 in Astronomia presso l’Università di Amsterdam, ha conseguito il dottorato nel 2010 all’Università di Bonn. Attualmente lavora come ricercatrice all’Istituto di Radioastronomia dell’INAF a Bologna È membro dell’Event Horizon Telescope Consortium e ha contribuito alla pubblicazione nell’aprile scorso della prima immagine del buco nero di M87, partecipando al gruppo di lavoro per la calibrazione dei dati. I suoi interessi scientifici riguardano formazione stellare nella nostra Via Lattea e le galassie vicine tramite osservazione interferometriche ad altissima risoluzione spaziale combinandoli con dati di satelliti ad altre lunghezze d’onda. Ha pubblicato a oggi circa 90 di articoli su riviste internazionali e partecipato a numerosi congressi sia in qualità di invited speaker sia di organizzatore scientifico.
Pubblicato / aggiornato
il 15/07/2019 alle 12:00
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Categoria:
Cultura