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Elezioni regionali? Chissà quando!

Elezioni regionali? Chissà quando! (©Consiglio Valle) - Il Consiglio Valle, convocato in videoconferenza venerdì 17 aprile 2020

Fra le norme approvate dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta nell’ambito della proposta di legge coronavirus-2, per venire incontro alle difficoltà economiche di famiglie e aziende, vi è anche un articolo dedicato alle elezioni regionali.

L’articolo 14, recita: «In considerazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, dichiarato con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 […], in deroga a quanto previsto dall’articolo 8, comma 2, della legge regionale 7 agosto 2007, n. 21 (Disposizioni in materia di modalità di elezione del Presidente della Regione e degli Assessori, di presentazione e di approvazione della mozione di sfiducia e di scioglimento del Consiglio regionale), il termine entro il quale sono convocati i comizi elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale, sciolto con decreto del Presidente della Regione n. 54 del 18 febbraio 2020, è di novanta giorni dalla cessazione dello stato di emergenza sanitaria».

Un articolo passato in sordina ma dalle notevoli implicazioni. Infatti parlare di “cessazione dello stato di emergenza sanitaria” significa demandare le elezioni non a una data approssimativamente certa ma a una data certamente da destinarsi.

Visto che lo stato di emergenza sanitaria è stato dichiarato dal Consiglio dei ministri, a lui spetta decretarne la fine. Allo stato attuale è prevista per il 31 luglio e non occorre, a meno di novità, un ulteriore decreto di annullamento.  La data dei comizi elettorali sarebbe quindi fissata entro fine ottobre 2020.

Se lo stato di emergenza dovesse essere anticipato o posticipato rispetto alla data del 31 luglio, il termine di 90 giorni sarà da calcolare con riferimento alla nuova data (anticipata o posticipata) di cessazione della situazione di crisi.

Si è utilizzata, nell’articolo, una formulazione tale da non richiedere un’ulteriore modifica della norma.

L’ipotesi di anticipare la cessazione dello stato di emergenza è remota (siamo il 20 aprile e ancora non si è capito quando si entrerà nella fase due e quanto durerà, e quando sarà la fase tre: altro che cessazione!) ma non lo è affatto quello di posticiparla. Se il Consiglio dei ministri deciderà di attendere la sparizione completa di ogni caso di contagio prima di decretarla, a che data si potrà arrivare? E sempre governati da un Consiglio sciolto e da una Giunta di cinque componenti, con il presidente a interim, che ha anche le deleghe di tre Assessorati?

Non tutti hanno votato l’articolo

In sede di votazione, quattro consiglieri si sono astenuti: Jean Barocco, Joël Farcoz, Luciano Mossa e Renzo Testolin.

Joël Farcoz (Union valdôaine) non vuole commentare ma è evidente che un’astensione palesa dissenso.

Non commenta neppure Renzo Testolin (Union valdôtaine), che più che per un articolo di legge propendeva per una semplice presa d’atto da parte del Consiglio Valle; ipotesi pare avversata da alcuni dirigenti e dal presidente del Consiglio Valle Emily Rini. Si può ipotizzare che la sua astensione avesse il significato di non voler essere coinvolto in una decisione che lo vede protagonista.

Jean Barocco (indipendente vicino a Stella alpina) aveva votato l’articolo in Commissione, poi ha cambiato idea. E spiega: «Con gli elementi che avevo allora, che erano pochi, ho votato a favore; poi ho avuto delle segnalazioni. L’articolo 14 dispone il rinvio delle elezioni regionali con legge ordinaria e su questo ho dei dubbi. Perché, per spostare le elezioni, occorreva modificare la legge 21 del 2007, che è – ai sensi dello Statuto – una legge statutaria. Quindi, potrebbero esserci violazioni di norme dello Statuto speciale. Questi dubbi non mi sono stati fugati né dalla discussione in aula né da alcuni miei approfondimenti».

Diverse le motivazioni di Luciano Mossa (Movimento 5 Stelle): «non ritengo giusto che i Valdostani debbano aspettare ulteriori 90 giorni, dalla cessazione dello stato di emergenza sanitaria: non per tornare al voto, attenzione, ma solo per la convocazione dei comizi elettorali. In base a questo articolo si potrebbe andare a votare anche a novembre o dicembre. Mi pare davvero eccessivo. Non dico che bisogna andare alle urne il giorno dopo la cessata emergenza ma nemmeno 5-6 mesi dopo.
Le elezioni erano previste per il 19 aprile e i Valdostani dovranno già attendere parecchio rispetto a questa data, non era necessario allungare i tempi ulteriormente.
Ritengo che 30 giorni per la convocazione dei comizi siano più che sufficienti. Il che equivale ad andare a votare a settembre/ottobre, sempre nell’ipotesi che cessi a luglio.
Visto che, comunque, l’articolo è stato approvato, mi auguro che il presidente della Giunta non arrivi all’ultimo dei 90 giorni a disposizione per convocare i comizi ma che lo faccia il prima possibile
».

I consiglieri che hanno votato, erano consapevoli?

Che parte dei consiglieri non desiderino andare al voto è noto, il dubbio che le implicazioni di questo articolo siano state volutamente sorvolate è legittimo.

Pubblicato / aggiornato il 20/04/2020 alle 16:26
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Categoria: Politica e Amministrazione