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Il Quartiere Cogne infiamma il Consiglio comunale di Aosta

Il Quartiere Cogne infiamma il Consiglio comunale di Aosta

Sulla scia delle recenti rivelazioni dell’operazione malAosta, condotta dalla Guardia di Finanza, che ha sgominato una banda dedita al traffico di stupefacenti e con il ricordo della precedente operazione Quei bravi ragazzi, della Polizia di Stato, risalente a febbraio, un intenso dibattito ha animato il Consiglio.
Pur condividendo la necessità di intervenire, la valutazione del livello di emergenza sociale è stata variabile: sono state evocate le banlieues francesi e le Vele di Scampia da parte della minoranza, mentre la maggioranza ha escluso che la situazione, pur con i dovuti rapporti di scala, possa esservi paragonata.

A introdurre il dibattito, due mozioni e un ordine del giorno presentati dalla minoranza consiliare.
La prima mozione, presentata dal Movimento 5 Stelle, partendo dal presupposto che un piano di riqualificazione del quartiere richiede risorse, impegna la Giunta comunale a impegnarsi per trovarle. In particolare, è suggerita la possibilità di partecipare al bando pubblicato dal Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri l’8 aprile. Il bando, destinato alle città metropolitane, ai capoluoghi di Regione e agli ex capoluoghi di Provincia, prevede la possibilità di finanziare progetti di innovazione sociale. Sono previsti fino a 150.000 euro di contributi per la fase di progettazione, 450.000 euro per quella di sperimentazione, mentre l’eventuale successivo consolidamento della sperimentazione potrebbe arrivare fino alla cifra di 1 milione di euro. I progetti dovrebbero essere articolati attorno a tre aree di intervento: l’inclusione sociale, l’animazione culturale e la lotta alla dispersione scolastica.
Luca Lotto, relatore della mozione, ha sottolineato l’urgenza di mettere rapidamente in cantiere questo progetto: “la scadenza per la presentazione è il mese di maggio 2020; essendo un bando à volée, chi prima presenta i progetti prima è finanziato.”
Per il sindaco Fulvio Centoz, la mozione va esattamente nella direzione auspicata dalla Giunta: sebbene non siano condivisi i toni allarmisti delle premesse della mozione, la necessità di intervenire contro l’esclusione sociale è ritenuta prioritaria anche dalla maggioranza. Conseguentemente, la mozione è stata approvata.
“Tengo a precisare – ha affermato il primo cittadino – che dalle stesse Forze dell’Ordine è emerso come, senza voler sottovalutare il fenomeno, non esista nessuna situazione emergenziale. Se è preoccupante la manifestazione di queste situazioni ci conforta il fatto che in maniera abbastanza puntuale e precisa le Forze dell’Ordine sono riuscite a fermare le attività delittuose in maniera celere e coordinata.”

La seconda mozione, presentata dal Gruppo misto di minoranza, voleva impegnare la Giunta ha creare un tavolo di confronto, il più ampio possibile, coinvolgendo tutti i soggetti interessati: dal Comune di Aosta agli Assessorati regionali alle Politiche sociali e alla pubblica Istruzione ma, soprattutto, gli abitanti del Quartiere. Al di là della situazione contingente, è stato sottolineato come vada rivista la geografia sociale del Quartiere, in particolare la concentrazione pressoché esclusiva degli alloggi di edilizia popolare presenti sul territorio del Comune di Aosta.
“Non è pensabile intervenire solo sul sintomo. – secondo il consigliere del gruppo misto di minoranza Loris Sartore -. Serve una cura che intervenga sulla patologia: per azioni strutturali intendo la necessità di riflettere, sul lungo termine, alla necessità di favorire l’insediamento di attività produttive e di aggregazione giovanile per dinamizzare la zona”.
L’intervento di Sartore è stato di spunto a riflessioni sulla possibilità di ridurre le dimensioni del parco abitativo, dedicandone una parte ad attività di altro genere.
“Il Consiglio può dare un indirizzo politico – ha sostenuto il sindaco – che sarebbe il necessario punto di partenza: gli alloggi destinati all’edilizia pubblica non dovrebbero più essere concentrati sul solo Quartiere Cogne, perché quello è il punto di partenza per immaginare un cambiamento del quartiere”, ha invitato quindi al ritiro della mozione dietro l’impegno ad avviare un tale tavolo di riflessione.

È stato però l’ordine del giorno, presentato dal consiglieri Lorenzo Aiello del gruppo misto di minoranza ed Étienne Andrione della Lega, avente come oggetto l’implementazione di un protocollo d’intesa fra l’Arer e il Tribunale di Aosta per revocare, nei casi previsti dalla Legge regionale n.3 del 13 febbraio 2013 art. 42 commi D ed E, gli alloggi di edilizia popolare ai soggetti che le utilizzino per attività criminali o che siano considerati socialmente pericolosi.
“Ciò che tengo a sottolineare – ha dichiarato il relatore Lorenzo Aiello – è come non si parli di decisioni arbitrarie prese senza sentenze giudiziarie criteri ben precisi. Credo sia necessario dare un messaggio chiaro alla cittadinanza: non stiamo parlando di persone pizzicate a rubare generi alimentari al supermercato perché affamati, ma di criminali che gestiscono giri d’affari anche da 1.600 euro al giorno”.
Non si è fatta attendere la reazione della maggioranza. Nella sua replica l’assessore Luca Girasole ha contestato sia la forma sia il contenuto della mozione: “l’ordine del giorno non è solo irricevibile ma addirittura inammissibile perché sostiene cose palesemente non vere. Non tutti i coinvolti nelle operazioni malAosta e Quei bravi ragazzi utilizzavano le loro abitazioni per l’espletamento di attività criminali.”
Più voci della maggioranza hanno espresso la loro contrarietà all’ordine del giorno, sostenendo come il rischio sarebbe di colpire indiscriminatamente anche i familiari degli inquisiti.
Nonostante due proposte di emendamenti al testo, l’ordine del giorno è stato respinto con quattro voti favorevoli, undici astensioni e undici voti contrari.

Nella ripresa pomeridiana, dopo l’approvazione del nuovo Regolamento comunale dei fondi per le persone sfrattate, la mozione del consigliere di minoranza Lorenzo Aiello sul controllo dell’effettiva residenza degli assegnatari degli alloggi di edilizia popolare ha portato alla richiesta di secretare la seduta per tutelare i nomi delle persone eventualmente segnalate.

Alla ripresa della seduta pubblica, il dibattito si è fatto rovente, fra accuse di aver trasformato il Consiglio in un’aula di Tribunale e repliche, bipartisan, sull’ingenuità di chi ritiene come le situazioni descritte non possano prodursi a causa dei controlli.

La richiesta della Giunta di ritirare la mozione è stata accolta dietro l’impegno a convocare, entro luglio, la Commissione competente per chiedere conto all’Arer della situazione.

Pubblicato / aggiornato il 26/06/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione