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M5S-Cva: è scontro sull’approvazione del Bilancio 2018

M5S-Cva: è scontro sull’approvazione del Bilancio 2018

«La ragione di tanta urgenza – spiegano i consiglieri del M5S Luciano Mossa, Luigi Vesan, Maria Luisa Russo e Manuela Nasso – deriva dalla richiesta di affidare l’analisi a tecnici terzi e di non rinnovare gli incarichi apicali del CdA della Società avendo il management reiteratamente e pubblicamente sostenuto una delle posizioni ancora in fase di valutazione da parte del Consiglio regionale, ossia la quotazione in borsa di CVA. Atteggiamento questo stigmatizzato nella risoluzione essendo il giudizio sull’opportunità della quotazione in borsa della CVA di esclusiva pertinenza dell’Assemblea regionale, non certo del management che deve solo eseguire le scelte operate dalla proprietà, appunto la Regione Valle d’Aosta».
Tuttavia i consiglieri del Movimento 5 stelle affermano di aver scoperto che, il 14 giugno, il presidente di Finaosta Andrea Leonardi avrebbe comunicato al presidente del COnsiglio Valle Emily Rini l’intenzione di rimandare la nomina del Consiglio di amministrazione ma di approvare il bilancio 2018 durante la seduta dell’Assemblea dei soci di CVA che si terrà il 28 giugno.
Per il gruppo consiliare M5S, «il rinvio dell’approvazione del bilancio è necessario poiché occorre valutare una serie di decisioni assunte dal Consiglio di amministrazione in contrasto con la legge Madia che regola le decisioni da assumere rispetto alla quotazione in borsa di Società pubbliche quale è la CVA. L’approvazione del bilancio potrebbe comportare responsabilità anche gravi per l’assessore alle finanze Renzo Testolin e per gli amministratori di Finaosta, fatto questo che vogliamo certamente scongiurare».
«Sono due le soluzioni – concludono Mossa, Vesan, Russo e Nasso –: o viene impedito all’Assemblea dei soci di CVA di approvare il bilancio nella seduta del 28 giugno, oppure l’Assemblea straordinaria del Consiglio regionale deve essere convocata prima di quella data. Non esiste una terza possibilità”.

Il Consiglio di Amministrazione di Cva SpA ritiene necessario precisare che le manifestazioni di pensiero espresse dal management circa la quotazione in borsa di CVA “non hanno alcuna ragione di essere censurate. Infatti, considerazioni personali, peraltro non idonee ad incidere – né tanto meno ad influenzare – sulle valutazioni degli organi decisionali, non paiono essere impedite o limitate da disposizioni generali o di dettaglio in materia di società a partecipazione pubblica“.
Ed esprime il proprio dispiacere nel “constatare che al management dell’azienda, che conosce a fondo la realtà in cui opera e che pertanto dovrebbe essere considerato quale fondamentale interlocutore nell’ambito di un sereno confronto, si pensi di porre impedimenti nell’esprimere valutazioni o proposte che vogliono essere un contributo, e certo non un condizionamento, per la ricerca delle scelte migliori per CVA“.
Ritiene inoltre le dichiarazioni del M5S lesive “della dignità e dell’autorevolezza degli organi sociali e dei suoi componenti“, oltre che prive “di elementi oggettivi e delle necessarie motivazioni a supporto“.
E Cva conclude: “Eventuali valutazioni di natura politica, legittime in altri contesti, non dovrebbero interferire con il regolare funzionamento della Società e impedire l’adozione di deliberazioni (come l’approvazione del Bilancio) che, ai sensi di legge, non sono rinviabili e che, qualora non assunte nei tempi previsti dalla vigente normativa in materia, potrebbero determinare oneri e riflessi pesantemente negativi con riguardo al valore della società“.

Pubblicato / aggiornato il 24/06/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione