Ayas: da uno scavo per l’acquedotto un ritrovamento archeologico
(©Ripartire dalle Cime Bianche) -
Lo scavo per l'acquedotto in località Fusines di Ayas con i ritrovamenti archeologici
Verso la fine del mese di maggio 2020, a Saint-Jacques des Allemands (Ayas), a seguito della posa di un allacciamento all’acquedotto, vi è stato un importante ritrovamento archeologico.
Lo scavo ha portato alla luce in località Fusines (Fucine) una grande quantità di semilavorati e di residui di lavorazione della pietra ollare, a certificare la presenza in loco di laboratori di tornitura, fra i più importanti dell’arco alpino per l’enorme quantità di resti che continuano a emergere, e oggetto di prelievo da parte di abitanti e turisti nel corso dell’ultimo secolo.

Al sito di lavorazione di Saint-Jacques, la cui cava di pietra ollare non è stata finora identificata, si affianca il vasto museo a cielo aperto del prelievo dei massi affioranti in quota, che si estende nel Vallone delle Cime Bianche nelle aree del Mase, del Pianoro di Rollin, dell’alto vallone di Tzere, del Gran Lago delle Cime Bianche e del Lago di Punta di Rollin, con la presenza di almeno tre siti certi di tornitura stagionale in quota, dai 2.400 ai 2.500 metri di altitudine. Numerosi sono ancora i manufatti in pietra ollare presenti nelle abitazioni private e la cui produzione in loco si stima fosse presente per un lungo periodo dal VI all’XI secolo.
Questo immenso patrimonio culturale, storico, antropologico e archeologico non è mai stato oggetto di mappatura, rilevamento, prospezioni, studi, catalogazione, fruizione. Lo scavo di Saint-Jacques è stato ricoperto.
«È bene che l’opinione pubblica sappia – afferma l’associazione Ripartire dalle Cime Bianche in una propria nota -, che l’Amministrazione pubblica a tutti i livelli (dal Comune, alla Sovrintendenza, al prossimo Consiglio regionale) sia sollecitata a intervenire con un progetto organico non più rinviabile per la rilevazione sull’intero territorio dell’alta Val d’Ayas dei luoghi di estrazione e produzione della pietra ollare, di mappatura dei residui di lavorazione esistenti, di prospezione di alcuni siti particolarmente promettenti (Fusines, Molére, Mase), di individuazione di spazi espositivi per la fruizione del patrimonio archeologico, di tutela dei reperti diffusi sul territorio».
Una base amministrativa esiste: è la convenzione Comune/Regione di cui alla deliberazione della Giunta regionale 110/2019: «buone intenzioni destinate a rimanere lettera morta se non intervengono finanziamenti adeguati, per un progetto che può avere altresì importanti e durature ricadute per l’economia turistica dell’intera Val d’Ayas».
Pubblicato / aggiornato
il 17/07/2020 alle 09:08
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Categoria:
Cultura