La Valle d’Aosta vicina all’obiettivo Consumo suolo zero
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La presentazione dell'edizione 2020 del rapporto sul consumo di suolo, a Roma
L’aumento del consumo di suolo non va di pari passo con la crescita demografica e, in Italia, cresce più il cemento che la popolazione: nel 2019, sono nati 420 mila bambini e il suolo ormai sigillato è avanzato di altri 57 milioni di metri quadrati.
Il ritmo è di 2 metri quadrati al secondo. È come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla 135 mq di cemento.
La Sicilia è la regione con la crescita percentuale più alta nelle aree a pericolosità idraulica media. La Valle d’Aosta, con 3 ettari di territorio impermeabilizzato nell’ultimo anno, è la prima regione italiana vicina all’obiettivo Consumo di suolo 0 e dimezza la quantità di suolo perso, in un anno, all’interno delle aree protette.
Lo segnalano i dati del Rapporto Ispra Snpa Il consumo di suolo in Italia 2020, presentati mercoledì 22 luglio 2020, a Roma.
Aree a rischio idrogeologico e sismico
La copertura artificiale avanza anche nelle zone più a rischio del Paese: nel 2019 risulta ormai sigillato il 10% delle aree a pericolosità idraulica media P2 (con tempo di ritorno tra 100 e 200 anni) e quasi il 7% di quelle classificate a pericolosità elevata P3 (con tempo di ritorno tra 20 e 50 anni). La Liguria è la regione con il valore più alto di suolo impermeabilizzato in aree a pericolosità idraulica (quasi il 30%). Il cemento ricopre anche il 4% delle zone a rischio frana, il 7% di quelle a pericolosità sismica alta e oltre il 4% di quelle a pericolosità molto alta.
Regioni e Comuni
Il Veneto, con +785 ettari, è la regione che nel 2019 consuma più suolo (anche se meno del 2017 e del 2018), seguita da Lombardia (+642 ettari), Puglia (+625), Sicilia (+611) ed Emilia-Romagna (+404). A livello comunale, Roma, con un incremento di suolo artificiale di 108 ettari, si conferma il comune italiano con la maggiore quantità di territorio trasformato in un anno (arrivando a 500 ettari dal 2012 ad oggi), seguito da Uta (Cagliari; +58 ettari in un anno) e Catania (+48 ettari). Va meglio a Milano, Firenze e Napoli, con un consumo inferiore all’ettaro negli ultimi 12 mesi (+125 ettari negli ultimi 7 anni a Milano, +16 a Firenze e +24 a Napoli nello stesso periodo). Torino, dopo la decrescita del 2018, non riesce a confermare il trend positivo e nell’anno di riferimento, riprende a costruire, perdendo 5 ettari di suolo naturale.
Buone le notizie provenienti dalle aree protette
Nel 2019 sono 61,5 gli ettari di suolo compromesso, valore dimezzato rispetto all’anno precedente, dei quali 14,7 concentrati nel Lazio e 10,3 in Abruzzo. Pur non arrestandosi nel complesso, il consumo di suolo all’interno di queste aree, risulta decisamente inferiore alla media nazionale. Al contrario, lungo le coste, già cementificate per quasi un quarto della loro superficie, il consumo di suolo cresce con un’intensità 2-3 volte maggiore rispetto a quello che avviene nel resto del territorio.
Perdita di produzione agricola e danni economici
In sette anni, tra il 2012 e il 2019, la perdita dovuta al consumo di suolo in termini di produzione agricola complessiva, stimata insieme al CREA, raggiunge i 3.700.000 quintali; nel dettaglio 2 milioni e mezzo di quintali di prodotti da seminativi, seguiti dalle foraggere (-710.000 quintali), dai frutteti (-266.000), dai vigneti (-200.000) e dagli oliveti (-90.000). Il danno economico stimato è di quasi 7 miliardi di euro, che salirebbe a 7 miliardi e 800 milioni se tutte le aree agricole fossero coltivate ad agricoltura biologica.
Non solo consumo di suolo
Su quasi un terzo del Paese aumenta dal 2012 ad oggi anche il degrado del territorio dovuto anche ad altri cambiamenti di uso del suolo, alla perdita di produttività e di carbonio organico, all’erosione, alla frammentazione e al deterioramento degli habitat, con la conseguente perdita di servizi ecosistemici.
Il Rapporto e le cartografie delle Regioni, Province e Comuni sono disponibili online sul sito dell’Ispra.
Pubblicato / aggiornato
il 22/07/2020 alle 15:28
Categoria:
Politica e Amministrazione