Meno persone in visita alle neo-mamme e aumenta l’allattamento al seno
L’emergenza epidemiologica da Covid-19 e l’avvio della fase post lockdown hanno imposto la riorganizzazione, rimodulazione e ottimizzazione dei percorsi clinici e delle procedure nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Beauregard di Aosta.
Per la prima volta nella sua storia, il reparto è rimasto senza fiocchi rosa e azzurri appesi alle porte delle stanze di degenza. Situazione che rappresenta l’impossibilità, per i visitatori, di accedere alle camere, a seguito delle disposizioni per il contenimento del rischio di diffusione del virus.
Il numero delle nascite è lievemente diminuito, anche per l’impossibilità, per le mamme piemontesi, di venire a partorire nell’ospedale valdostano.
La gestione del Punto Nascita valdostano e il lavoro di gestione della fase del travaglio non hanno subito variazioni per le donne negative al virus, mentre è stato oggetto di modifica il percorso di supporto alla diade madre-neonato.
Le visite in degenza non sono consentite ancora ai parenti e agli amici e sono, invece, limitate per i papà i quali, però, possono accedere alla sala parto, muniti di mascherina e solo se negativi al triage (non possono, però, accompagnare le mamme in camera).
È in fase di valutazione la possibilità di modulare le visite pomeridiane in reparto per i papà, sempre nel rispetto delle misure di contenimento del rischio di contagio.
«Molti ospedali in Italia hanno ridotto o annullato i servizi garantiti dal Percorso nascita – spiega il direttore della Struttura complessa Ostetricia e Ginecologia, Livio Leo – mentre noi abbiamo deciso di raddoppiarli al fine di mantenere un efficace distanziamento sociale, annullando le attese, perché si tratta di esami importanti per il monitoraggio dello stato di salute di mamma e bambino. È stato un lavoro che ha richiesto uno sforzo e un impegno maggiori ma che ha dato risultati significativi in termini di risultato, con evidenti vantaggi sul piano del benessere psicologico delle mamme stesse».
Tutte le donne in gravidanza sono sottoposte al tampone, ripetuto come screening al momento del parto. Nel caso di parti programmati o indotti, l’esame è eseguito il giorno stabilito.
Durante questo periodo, si è manifestato un incremento dell’allattamento al seno: superiore del +10% circa rispetto al 2019 con punte, come nel mese di maggio, del +16%. L’allattamento materno esclusivo è stato del 91,5% nel mese di marzo, dell’88,7% a maggio. La media nei 6 mesi è superiore all’83,5%.
«L’assenza di persone in visita ci ha fatto notare che, per quanto riguarda l’allattamento al seno, le mamme meno osservate, magari da estranei al proprio nucleo familiare ma presenti in reparto, le rende più spontanee e rilassate – dice la coordinatrice ostetrica, Christine Vicquéry – e sono più coinvolte in un momento così importante. È proprio nelle prime 48 ore che si stabilisce il corretto allattamento futuro. Lo abbiamo visto con le visite in fase di post-dimissione: sopratutto le neomamme più avanti con l’età portano avanti allattamenti che, probabilmente, avremmo rischiato di perdere».
Pubblicato / aggiornato
il 04/08/2020 alle 12:00
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Categoria:
Salute