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RaVdA vuole ricorrere contro l’impugnazione della l.r. 8/2020

RaVdA vuole ricorrere contro l’impugnazione della l.r. 8/2020 (©Gianfranco Zanata per Bobine.tv) - Il Palazzo della Regione autonoma Valle d'Aosta

Mercoledì 19 agosto 2020, la Giunta regionale ha incontrato l’Ausl, gli Enti locali e le Organizzazioni sindacali in merito all’impugnazione di alcuni articoli della legge regionale 8/2020 da parte del Consiglio dei ministri.

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 7 agosto 2020, ha deliberato di impugnare l’articolo 14 (che riconosce un’indennità sanitaria valdostana) e gli articoli 15, 22 e 46 (che riconoscono indennità una-tantum ai lavoratori dell’Azienda USL, delle Unité des Communes, del Comune di Aosta, della Regione e degli Enti locali impegnati nell’emergenza COVID-19).

Il presidente della Regione e l’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali hanno affermato di non aver ancora ricevuto notifica dell’impugnativa da parte del Governo.

Hanno ripercorso le tappe che hanno portato alla definizione della legge regionale, nel corso delle quali è emersa la volontà della Regione di erogare le indennità una-tantum a tutti i lavoratori impegnati nell’emergenza COVID-19 e non solo a determinate categorie o tipologie contrattuali. È stato inoltre rimarcato come sia ritenuto fuorviante ogni paragone con Regioni a Statuto ordinario, in quanto la Valle d’Aosta ha competenze statutarie diverse e finanzia completamente la propria spesa sanitaria.

La Giunta ha quindi espresso la volontà di giungere alla definizione di scelte e percorsi condivisi, evitando polemiche e fratture a tutela dei lavoratori.

I funzionari del Dipartimento legislativo hanno illustrato i possibili scenari dovuti al ricorso alla Corte Costituzionale, poiché vi è la volontà di ricorrere contro tale impugnazione.

È stato deciso di dare corso in tempi brevi alla contrattazione relativa ai fondi messi a disposizione dalla legislazione nazionale, che non sono oggetto di contenzioso, e attendere la notifica del ricorso, il cui termine di ricevimento scade l’11 settembre, per definire le azioni da intraprendere in merito ai fondi stanziati dalla legge regionale 8/2020, per le quali le Organizzazioni sindacali confederali hanno annunciato l’invio a breve di una proposta.

I Cgil, Cisl e Uil chiedono il premio Covid per le oss delle micro

Le categorie Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil commentano l’incontro con la Regione in questi termini: «Abbiamo chiesto alla Regione di andare a contrattare sulle quantità previste dal decreto in attesa che sia chiarita la competenza statutaria della nostra Regione autonoma per le somme eccedenti, perché i nostri lavoratori della sanità meritano azioni concrete di gratitudine e non solo pacche sulle spalle a parole».

Inoltre i sindacati hanno rimarcato come questa condivisione si debba ampliare anche agli altri settori che ruotano intorno al sistema sanitario: «anche le Oss delle microcomunità aspettano il premio previsto (art.22 della legge 8). Il nostro auspicio, quindi, è che tutta la vicenda abbia un buon esito e si dia il meritato “premio “ anche alle oss delle microcomunità, oltre che al personale dell’ indotto socio sanitario». 

Savt l’impugnativa è un attacco all’autonomia

Il SAVT ritiene opportuna la volontà di voler ricorrere in Corte Costituzionale. 

«Tale decisione – comment ail segretario Claudio Albertinelli – è doverosa visto che è inaccettabile che lo Stato voglia impedire all’Amministrazione regionale di premiare/incentivare, con risorse proprie, il personale che ha operato nell’emergenza sanitaria, andando oltretutto ad ampliare la platea dei beneficiari rispetto a quanto previsto a livello nazionale. Si tratta di un vero e proprio attacco alla nostra autonomia e alle nostre prerogative, per di più in un ambito che è a completo carico del bilancio regionale».

Savt condivice che si debba al più presto aprire un tavolo di trattativa con l’azienda  USL al fine di distribuire le risorse che sono state assegnate alla Valle d’Aosta per incentivare gli operatori sanitari coinvolti nella gestione della pandemia e che si aggirano intorno al milione di Euro, «è bene infatti ricordare che i vincoli della normativa nazionale prevedono che tali risorse possano essere distribuite solo ad una platea limitata di operatori, creando ingiustificabili discriminazioni tra persone che hanno operato fianco a fianco durante l’emergenza. La legge regionale, come chiesto dal Savt, ha invece stanziato risorse specifiche e previsto che l’indennità Covid regionale fosse destinata a tutte le persone che hanno operato per l’Usl nella gestione dell’emergenza, siano esse amministrative o tecniche, con contratto pubblico o privato, estendendola anche al personale che opera nelle microcomunità gestite dalle Unité des Communes e dal Comune di Aosta e a quello che opera per la protezione civile regionale».

Visti i tempi lunghi della giustizia, che porteranno ad avere l’esito del ricorso presumibilmente non prima di un anno, il Savt ha chiesto all’Amministrazione regionale di impegnare immediatamente le risorse previste dalla legge regionale per l’indennità Covid e di dare il via il prima possibile alla contrattazione al fine di  definirne le modalità di erogazione. Si è fissato, come termine ultimo per dare il via alle trattative, l’11 settembre, giorno in cui scadono i 60 giorni entro i quali lo Stato deve notificare le motivazioni dell’impugnativa. 

Pubblicato / aggiornato il 19/08/2020 alle 15:37
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Categoria: Politica e Amministrazione