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Immigrati: è scontro fra Lega, RaVdA e Rete Antirazzista

Immigrati: è scontro fra Lega, RaVdA e Rete Antirazzista (©RaVdA) - Lo sportello unico per l'immigrazione della Regione autonoma Valle d'Aosta

La Lega, lunedì 24 agosto 2020, ha commentato la decisione della Regione autonoma Valle d’Aosta di bandire la terza gara per la gestione dei centri di accoglienza, per ospitare 300 immigrati. 

«La procedura – scrive la Lega in una nota – riporta un dato inquietante. A fronte del precedente bando andato deserto nel mese di luglio 2019, il Governo regionale ha pensato bene di portare la cifra pro capite per l’accoglienza dei gentili ospiti dai 18€ previsti dai decreti sicurezza ai 24,25 euro attuali ,aumentando così i costi per le tasche dei cittadini di ben un milione e duecentomila euro per un totale dei costi in favore di chi sbarca domani di ben 10.675.675,50 euro.
Questa scelta, fatta in tutto silenzio e che pare rappresentare l’ennesima marchetta elettorale in favore delle cooperative “amiche” professioniste dell’accoglienza, incarna un vero e proprio sfregio ad una comunità come quella valdostana che sta lottando per uscire dalle disastrose conseguenze del Covid-19
».

La Lega Vallée d’Aoste ribadisce il proprio no alla presenza sul territorio regionale di centri di accoglienza «che, ad oggi, rappresentano non solo un pericolo sociale per le piccole comunità della nostra Valle, ma anche un elevato rischio sanitario per la presenza di numerosi migranti infetti da Covid-19 in arrivo sulle nostre coste».

Le precisazioni della Regione

La Presidenza della Regione ha risposto che il nuovo bando di gara è stato pubblicato nel luglio 2020 e gli è stata data evidenza con tutti gli strumenti previsti dalla normativa. È stato realizzato sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero dell’Interno con circolare de febbraio 2020, redatta in conformità a quanto indicato da Anac e inviata a tutti i Prefetti, i quali hanno l’onere di assicurare i servizi di prima accoglienza.

Precisa la nota: «A seguito di una disamina generale dei precedenti bandi di gara andati in buona parte deserti su tutto il territorio nazionale, il Ministero dell’Interno ha rilevato una serie di problematiche applicative emerse in ordine allo schema di capitalo di appalto approvato dal Governo nazionale in data 20 novembre 2018 e ha assegnato alle Prefetture la funzione di aggiornare i bandi di gara in modo da introdurre alcune varianti tra cui la rimodulazione dell’importo a base d’asta, precedentemente formulato sulla base di valori medi nazionali che non tenevano conto delle elevate differenziazioni di costi tra le singole realtà regionali».

La Presidenza della Regione ha quindi provveduto a dare applicazione a quanto disposto dal Ministero, definendo l’importo a base d’asta in € 24,25 pro capite e pro die, il cui onere è interamente coperto con risorse statali.

Il numero totale di posti disponibili, è stato ridotto dai precedenti 602 agli attuali 300, adeguandolo alle possibilità di accoglienza presenti sul territorio valdostano. 

Qui di seguito il riepilogo del costo pro capite/pro die sostenuto negli ultimi anni in Valle d’Aosta per l’accoglienza e quello proposto a bando di gara, unitamente alle disponibilità massime di accoglienza annuali previste:

  • Bando anno 2016 (per gli anni 2017-2018)                         
    • Costi sostenuti Euro 35 pro capite/pro die in base all’effettiva occupazione del posto;
    • Fabbisogno di posti a bando n. 602.
  • Bando prorogato per l’anno 2019 a seguito a due bandi andati deserti
    • Costi rideterminati in Euro 32 circa pro capite/pro die in base all’effettiva occupazione del posto.         
  • Bando anno 2020
    • Importo a base d’asta Euro 24,5 pro capite/pro die;  
    • Fabbisogno di posti a bando n. 300.

Il commento della Rete Antirazzista

La Rete antirazzista della Valle d’Aosta ricorda che aveva, a suo tempo, criticato la riduzione imposta, denunciando «il rischio di trasformare un servizio necessario in un “albergaggio” senza prospettive, che avrebbe determinato piuttosto una crescita del disagio sociale».

Non vuole commentare «il paventato pericolo sociale e addirittura l’elevato rischio sanitario che la presenza dei migranti rappresenterebbero. Su questo sarebbe sufficiente consultare i dati forniti dalle autorità sanitarie per rivolgere altrove le proprie preoccupazioni, evitando l’ennesima inutile e pericolosa propaganda sulla pelle delle persone più fragili».

Il commento del Progetto civico progressista

«Le dichiarazioni della Lega riguardo ai nuovi bandi per l’accoglienza emanati dalla Regione dimostrano, ancora una volta, un pericoloso vuoto di idee, il ricorso ad una demagogia ormai trita e una incapacità di governo di questo tema, che ha già dato frutti nefasti nei pochi mesi del 2018 in cui il governo leghista si è misurato concretamente con esso», commenta il Progetto civico progressista. 

E la nota prosegue: «Gli ultimi bandi per la gestione di centri di accoglienza straordinari per richiedenti protezione internazionale sono andati deserti anche sul territorio regionale perché l’importo di 18 euro a persona, determinato dalla politica sbagliata voluta dal precedente governo nazionale, non permetteva, in alcun modo, di garantire un’accoglienza dignitosa per i migranti e attenta ai territori. Imporre l’accoglienza in strutture grandi, con molte persone ammassate e pochi operatori si è già dimostrata la via più breve per generare situazioni di marginalità e di ghettizzazione ingestibili dai territori.  Solo un’accoglienza attenta alle persone mette le basi per la sicurezza sociale ed economica ed oggi anche sanitaria. L’aggiornamento del bando regionale, avvenuto su richiesta del Ministero e che utilizza fondi statali, prende quindi atto dell’impossibilità di garantire un sistema di accoglienza adeguato senza un approccio serio, progettuale e fortemente concertato con i territori. Una cosa che in valle d’Aosta sappiamo bene anche per le positive esperienze degli Sprar attivati nei nostri comuni negli ultimi anni».

In conclusione: «La nostra idea di Valle d’Aosta è quella di una comunità accogliente e solidale che si assume le proprie responsabilità anche nei confronti di quelle regioni italiane che sono più direttamente investite dal fenomeno migratorio».

Pubblicato / aggiornato il 25/08/2020 alle 17:44
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Categoria: Politica e Amministrazione