La presentazione della lista di Potere al Popolo per il Comune di Aosta
Potere al Popolo ha scelto un quartiere periferico, vicino alla ferrovia e a quella che era la sede del Progetto giovani, per presentare i candidati e il programma per il Comune di Aosta, mercoledì 26 luglio 2020.
Maria Lancerotto, coordinatore di Potere al Popolo in Valle d’Aosta, ha aperto l’incontro facendo riferimento anche alla struttura dell’ex mercato coperto, abbandonata, e «alla cattedrale nel deserto che è l’area megalitica, che non ha rilanciato la zona ma l’ha sventrata e ulteriormente separata dal resto della città. Il nostro progetto è di sanare questa ingiustizia sociale perché tutte le zone della città devono avere i medesimi opportunità e diritti».
Il candidato sindaco Bruno Trentin ha detto: «Mi candido a sindaco perché basta. Negli ultimi vent’anni Aosta è diventata un’unica periferia. A parte la via centrale, turistica e pedonale, tutto il resto è una periferia. La Regione non deve più governare il Comune. Il Comune deve tornare centrale e Aosta deve tornare a essere trainante per la regione tutta». Ha parlato anche di sicurezza e ha affermato che la soluzione deve venire dal potenziamento e dal ringiovanimento della Polizia locale. «Le telecamere e la repressione non bastano: bisogna aumentare i servizi ed eliminare il degrado. Dove si sta bene, c’è gente e c’è vita c’è più sicurezza», ha concluso.
Francesco Rappazzo, candidato vicesindaco, ha detto: «La nostra società ha una tendenza all’individualismo che non riteniamo normale. Molto si può fare e molto si può decidere. Il Comune è l’istituzione più vicina ai cittadini. Abbiamo scelto questo posto per andare contro la tendenza alla concentrazione dei servizi al centro. L’ex Progetto giovani deve diventare un centro di territorializzazione di più servizi. Per esempio un AmicoinComune decentralizzato in alcune giornate. Un luogo per i giovani artisti, per l’ascolto sociale, l’ascolto psicologico. I soldi necessari si possono trovare aumentando le tasse agli edifici privati sfitti». Ha poi parlato di servizi sociali, dicendo che «sono di buona qualità ma la tendenza è stata di codificare più che di coinvolgere gli operatori in un progetto sociale con la cura della persona al centro». E ha concluso: «Noi vogliamo invertire la tendenza del politico che si affida al dirigente per decidere. La politica deve fare la sua parte».
Pubblicato / aggiornato
il 27/08/2020 alle 05:45
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video