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La presentazione della lista dell’Union Valdôtaine

L’apertura della campagna dell’Union valdôtaine è stata affidata a un video emozionale: terroir, identité e valeur sono i termini utilizzati per trasmettere il pensiero unionista in estrema sintesi.«Prima di tutto esiste l’amore per la Valle d’Aosta» e poi ancora: «car les gens passent, l’Union reste». 

Josette Borre, candidata a vicesindaco del Comune di Aosta, ha introdotto Alessandro Giovenzi, ricordando quanto questa campagna elettorale si inserisca nel contesto più anomalo dei 75 anni di storia dell’Union valdôtaine. Il sindaco di Verrès ha ricordato come, lui e i suoi colleghi, sono stati baluardo sul territorio ma il desiderio è che si torni a sognare in grande «perché solo chi ha dei sogni può realizzare i sogni».

Daniele Grange, animateur principal della Jeunesse valdôtaine, ha detto: «La Jeunesse n’est par morte. In questi anni abbiamo visto parecchi viaggiatori politici che sono saliti sul nostro autobus e poi scendevano alla prima fermata, per cambiare partito o formarne uno proprio. Meglio perderli che ricaricarli per un’altra tornata elettorale. Serve un nuovo punto di partenza per il nostro partito, ricostruendo il sentimento di appartenenza».

Il presidente del mouvement, Erik Lavevaz, ha detto che non avrebbe voluto intervenire, in quanto anche candidato, ma ha ritenuto necessario chiarire alcuni aspetti: «Una lista di 23 candidati frutto di una scelta precisa, quella di non inserire più i portatori di voti. L’Union valdôtaine non è più un comitato elettorale. E questa è dunque una lista completamente identitaria e nella quale non ci sono persone che hanno cambiato casacca. Si tenga anche presente che oltre la metà dei candidati sindaci sono di area unionista e questo ha sicuramente inciso nel risultato numerico finale, perché non abbiamo voluto doppie candidature. Non abbiamo voluto fare liste miste né abbiamo accettato i corteggiamenti di coloro che volevano candidature personali. I nostri candidati sono un gruppo. Ritengo che tutto questo sia segno di forza, non certo di debolezza. Il nostro percorso è stato perfettamente coerente. Dopo le elezioni dovremo cercare di ricostituire un’area autonomista in grado di dare stabilità alla Valle d’Aosta».

Ha affermato di voler parlare di Rollandin per la prima e ultima volta, per amor di verità: «M. Rollandin a decide de se auto-suspendre du mouvement après sa condamnation de première instance. Dès ce moment, en mars 2019, on n’a plus parlé de lui nulle part : ni au Colmité ni au Conseil. Donc ses affirmations selon lesquelles ce seraient les dirigente du mouvement à le mettre à la porte sont s’une fausseté absolue. Personnellement, jamais je n’aurais vu voir dans la liste Uv quelqu’un condamné ou suspendu, toutefois le Comité et le Conseil fédéral auraient pu prendre des décisions différentes. Rollandin a compris que sa candidature aurait été improbable et il a fait ses choix conséquent. Une grande amertume reste en écoutant ses refrains. Les vrais unionistes sont les personnes qui ont encore là ou qui sont en train de se rapprocher. Nous avons besoins d’eux maintenant et dans le futur».

Ha parlato anche della Lega: «Sono tutto tranne che federalisti e lo hanno dimostrato con la vicenda degli 11 milioni tolti ai Comuni. Prendono ordini da Salvini a Milano, come prendono ordini Forza Italia e Fratelli d’Italia, rispettivamente da Berlusconi e Meloni».

Sono quindi stati presentati i candidati per le elezioni regionali. L’applauso più lungo per il presidente della Regine, Renzo Testolin. 

Ha chiuso l’incontro il senatore Albert Lanièce. Ha ringraziato i candidati perché, comunque, candidarsi per l’Union valdôtaine, in questo momento, non è facile. «Soutien au travail è il punto del programma che ritengo più importante perché è trasversale e perché ciò che ci chiedono le famiglie valdostane è di poter lavorare». Ha citato anche la valorizzazione dell’idroelettrico, che passa attraverso la ricomposizione della Commissione paritetica; il sostegno alla realizzazione di una seconda canna del traforo del Monte Bianco; l’ampliamento dell’Ospedale regionale; la sanitarizzazione della maggior parte delle microcomunità per anziani; la revisione dello Statuto; l’impegno nell’istruzione. Un cenno anche al referendum: ha detto di aver votato a favore della riforma costituzionale perché il collegio uninominale della Valle d’Aosta non è stato toccato. Tuttavia si tratta di una riforma incompleta. Dunque è lasciata libertà di voto agli unionisti. 

Ha concluso: «Dobbiamo tornare ai principi che sono alla base del nostro movimento: il federalismo, il riconoscimento delle lingue minoritarie, l’antifascismo. E, chiunque si definisca unionista, deve votare Union valdôtaine». 

Pubblicato / aggiornato il 29/08/2020 alle 03:38
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video