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La proposta di Pays d’Aoste Souverain

Pays d’Aoste Souverain ha presentato la propria lista martedì 1° settembre 2020.

Michel Perret, presidente del movimento, ha spiegato che, in questo gruppo sono riunite riunito persone che hanno un interesse storico per l’indipendentismo e persone nuove, che si sono approcciate per la prima volta a queste tematiche. Poi ha aggiunto: «Per noi i Valdostani sono gli abitanti che amano la Valle d’Aosta, che ci siano nati o che ci siano venuti».

«Utilizziamo l’italiano come lingua tattica», ha precisato Philippe Milleret, introducendo la presentazione del programma. «Noi puntiamo all’indipendenza della Valle d’aosta. Bisogna dividere fra visione (quello che si vuole realizzare in futuro), progetto (come si intende lavorare per crearne le condizioni) e programma (cosa fare nella legislatura). Crediamo nell’indipendenza e nel federalismo: una Valle d’Aosta libera, inserita in un contesto di popoli federati europei. L’indipendenza e il secessionismo non sono una cosa brutta: è poter decidere da soli. Anche se ci sono leggi che dicono che l’Italia è unica e indivisibile. Aspettiamo il collasso di questo sistema e ci prepariamo a quel momento. Fra i nostri punti c’è la zona franca: chi ha governato sinora non ha rispettato la Costituzione e noi dobbiamo essere fuori dai confini doganali. Colpevolizziamo il sistema italiano e coloro che hanno contribuito a portarci in questa palude».

Christian Sarteur ha spiegato: «siamo figli dell’Arpitania degli anni Settanta e da lì siamo cresciuti. Abbiamo rapporti con altri partiti nazionalisti per essere rappresentati anche a Bruxelles. Ci inseriamo nello spiraglio aperto, nel 1977, dalla definizione del diritto all’autodeterminazione dei popoli fatta dall’Italia e vogliamo vedere riconosciuto il nostro diritto all’autodeterminazione e alla zona franca. L’individuo deve tornare a essere cardine della società: siamo ostaggio di meccanismi che bloccano ogni iniziativa. I sindaci devono essere pagati di più in quanto primi interlocutori dei cittadini e per le responsabilità che hanno. Vogliamo ripristinare il panachage nelle liste per le elezioni comunali. Vogliamo una riduzione del numero dei consiglieri regionali, eletti in collegi uninominali che portino a rappresentare la Valle d’Aosta riequilibrando il rapporto fra Aosta e le valli laterali». In tema di istruzione, ha aggiunto: «Il francese sopravvive e il francoprovenzale e il walser non hanno la dignità che dovrebbero avere. I nostri figli dovrebbero essere quadrilingui e saper parlare perfettamente anche l’inglese».

Il programma è in dieci punti:

  • Centralité de la personne, pivot principal de la société
  • Représenter tout le peuple valdôtain avec grande attention aux jeunes
  • Application intégrale de l’article 14 du Statut de la Région autonoma Vallée d’Aoste (zona franca)
  • Centralité des Communes dans les choix législatifs, économiques et sociaux de la Région
  • Modifier les systèmes électoraux, aussi bien pour les Communes que pour le Conseil régional
  • Révision de la loi régionale 6 décembre 2019 n. 18
  • Redéfinition des rôles des élus par rapport à la population
  • Valorisation du patrimoine culturel et scolaire
  • Développement synergique des secteurs économiques de la Vallée d’Aoste
  • Réelle participation à l’activité administrative européenne
  • Intensifier l’assistance sur le territoire

«Chi sarà eletto sarà al servizio del popolo che lo ha votato – ha aggiunto Milleret – cosa che ultimamente si è sempre detta ma poco fatta».

Rispetto a eventuali accordi di maggioranza ha specificato: «Sono due anni che proviamo a ricompattare il fronte autonomista. Quindi è certo che non ci schiereremo con i partiti nazionali. E i partiti autonomisti che hanno sostenuto questo sistema dovranno rendersi conto che, per evolversi, dovranno adottare la linea che proponiamo loro».

Pubblicato / aggiornato il 01/09/2020 alle 19:22
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video