-13 giorni alle elezioni
Se la scelta fra le liste che si sono presentate alle elezioni è fatta sulla base delle proposte contenute nei programmi, il confronto non è facile.
Ci ha provato il Nursind (sindacato delle professioni infermieristiche) che ha così dovuto «prendere atto che nessuno si è impegnato a rafforzare la leadership infermieristica, creare servizi guidati da infermieri, ridurre il rapporto infermiere-assistiti e tanto meno ad aumentarne la retribuzione».
Dall’analisi emerge che «Una forza politica su due ha individuato obiettivi che evidenziano una buona conoscenza delle priorità e dei vincoli economici-normativi-procedurali del Sistema Sanitario ma, a nostro avviso, solo il 30% dei programmi è sufficientemente innovativo e potenzialmente realizzabile».
Per la cronaca, solo la lista della Lega Vallée d’Aoste si colloca appena al di sopra della sufficienza.
Noi abbiamo provato a fare lo stesso lavoro sul tema dell’autonomia. Sostantivo che non appare nel programma del Movimento 5 Stelle. Queste le proposte degli altri:
Alliance Valdôtaine – Stella Alpina -Italia Viva
Per esercitare la propria autonomia serve dialogare con il governo centrale. Diventa a tal proposito quanto mai fondamentale il ruolo della Commissione Paritetica, necessaria per definire norme di attuazione a vantaggio delle nostre competenze statutarie. La riattivazione dei lavori della Commissione è necessaria ed in particolare serve agire su una Norma di attuazione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta finalizzata ad affidare alla legislazione regionale la possibilità di disciplinare la procedura per le concessioni delle grandi derivazioni di acque. Non si tratta solo di definire il futuro della Compagnia Valdostana delle Acque, ma di esercitare a pieno titolo la nostra autonomia.
Sarà essenziale, affinché si possano affrontare con relativa serenità i prossimi mesi, dare piena attuazione LR del 13 luglio 2020, n.8 cercando di negoziare un accordo con il Governo in merito alle osservazioni che sono state fatte e che non tengono debitamente conto, a nostro avviso, delle prerogative di Autonomia del nostro Statuto, particolarmente in tema di sanità.
La Scuola pubblica deve essere libera, aperta, gratuita e deve essere sostenuta con adeguate risorse finanziarie, professionali e strumentali per costruire un sistema valdostano di qualità che guardi all’ innovazione didattico-pedagogica, ma nello stesso tempo sappia rimanere ancorato alla sua storia di autonomia.
Centro Destra Fratelli d’Italia/Forza Italia
Occorre concentrarsi sul bene più prezioso che la nostra Autonomia speciale tuttora custodisce: l’Autonomia legislativa, ovvero la potestà di fare le norme al fine di salvaguardare – valorizzandole in chiave moderna – le nostre specificità, finché il nostro status di Regione ad Autonomia speciale possa essere adattato alle nuove richieste, esigenze e sfide dettate dai tempi che cambiano, tornando a essere percepiti come patrimonio collettivo fondamentale da tutti i valdostani.
Credendo in un’Italia federale inserire in un’Europa delle Regioni, siamo convinti che la Vda debba uscire dall’auto-isolamento politico in cui si è infilata, aprendosi all’Italia e all’Europa, per evitare che siano altri a mettere mano allo Statuto Speciale al posto nostro. Questo perché abbiamo una serie di grandi opportunità che ci sono garantite e che dobbiamo cercare di sfruttare appieno, nell’ambito dell’attività promossa dalla Commissione paritetica per le norme do attuazione del Statuto Speciale, che si sostanzia in due ambiti: la piena attuazione dello Statuto, conferendo alla Regione le funzioni amministrative corrispondenti alle competenze legislative statuarie e l’armonizzazione della legislazione statale con l’ordinamento regionale, vale a dire l’adozione di specifiche disposizioni adeguate alle particolarità valdostane, in deroga alla normativa statale di settore.
Infine, siamo convinti che il collegamento con le forze politiche nazionali, che rappresentiamo, già impegnate nel percorso di riconoscimento dell’autonomia in favore di altre Regioni del Nord Italia, consentirà di avere il sostegno necessario per la difesa, il rafforzamento e l’implementazione dell’Autonomia della Valle d’Aosta, tramite la Commissione paritetica e le norme di attuazione.
Lega Vallée d’Aoste
Potenziamento dell’Autonomia finanziaria della Valle d’Aosta per poter definire un sistema di agevolazioni fiscali che favorisca il rilancio delle aree di montagna e quelle maggiormente colpite dalla crisi economica e sociale.
La firma e i relativi effetti dell’Accordo finanziario firmato il 16 novembre 2018 tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Regione Autonoma Valle d’Aosta hanno dimostrato come la questione finanziaria sia centrale se non fondamentale per il futuro della nostra Autonomia. Non esiste autonomia politica alcuna senza un adeguato livello di autonomia finanziaria. Quanto ottenuto nel 2018 grazie al lavoro della Lega Vallée d’Aoste ha permesso, in quella fase, di poter finalmente definire l’ammontare del contributo regionale per il risanamento della finanza pubblica e mettere fine ad una serie di contenziosi che da tempo limitavano la capacità programmatoria della Regione in termini di finanza pubblica. Tale traguardo, tuttavia, deve costituire un ulteriore punto di partenza, e non certo di arrivo, verso il raggiungimento della reale applicazione in termini integrali delle nostre prerogative statutarie che nel tempo si sono assuefatte in ragione del notevole flusso finanziario di cui la Regione ha goduto sino all’anno 2010.
Crediamo pertanto nell’importanza di definire un dialogo fattivo con lo Stato centrale e le Istituzioni europee, in sinergia con i nostri rappresentanti, al fine di implementare le applicazioni in senso integrale delle nostre prerogative di Autonomia. In tal senso crediamo che sia fondamentale il ruolo ricoperto dalla Commissione Paritetica nella definizione di norme di attuazione moderne e utili allo sviluppo delle competenze statutarie, in particolare con riferimento alla materia fiscale attraverso la regionalizzazione dell’Agenzia delle entrate al fine di poter gestire efficientemente la quota parte di imposte di spettanza regionale nonché le competenze a suo tempo in capo all’Agenzia del territorio, lasciando l’attività di controllo generale agli organi statali deputati, nonché (soprattutto) la “riforma” in chiave moderna delle competenze di cui all’art. 14 dello Statuto in materia di Zona Franca con l’obiettivo di consentire l’identificazione di ambiti e/o zone geografiche di “no tax area”, al fine di favorire lo sviluppo di nuovi insediamenti aziendali, di ricerca industriale e scientifica, nonché poter rilanciare aree oggi depresse per l’evoluzione sociale (e.g. comuni di alta montagna e relative valli laterali) e/o postindustriale.
Pays d’Aoste Souverain
Pas ha le sue fondamenta nel diritto all’autodeterminazione dei popoli e la libera emancipazione del Popolo Valdostano, in sintonia con la dichiarazione di Chivasso del dicembre 1943 dei popoli alpini. Pas s’impegna a operare nell’attuale quadro istituzionale creando una piattaforma politica di persone libere, aventi come unico obiettivo di penare al benessere della Vallee d’Aoste e dei Valdostani.
Esercitare il proprio diritto/dovere per l’applicazione integrale dell’art. 14 dello Statuto della Regione Autonoma Valle d’Aosta (Zona Franca), emanato con la legge costituzionale del 26/02/1948 n. 4 e deliberato con verbale del Consiglio Regionale n. 31 dell’11/03/1948: «il territorio della Vallée d’Aoste è posto al di fuori della linea doganale e costituisce zona franca. le modalità d’attuazione della zona franca saranno concordate dalla Regione e stabilite con legge dello Stato». Attraverso i propri rappresentanti, Deputato e Senatore, ci si confronterà al tavolo romano e, tramite alleanze, con movimenti e partiti già presenti in seno al Parlamento o alla Commissione Europea, si evidenzierà la violazione della Costituzione dello Stato Italiano.
Pour l’Autonomie
Per una Valle Autonoma e Libera, unita nell’espressione della propria unità linguistica attraverso la valorizzazione del Patois, del Francese e della lingua Inglese.
Progetto civico progressista
L’autonomia è un valore fondante per la Valle d’Aosta, la ragione stessa della sua esistenza istituzionale.
Le potenzialità offerte dallo Statuto speciale del 1948, esaurito lo slancio e l’entusiasmo della fase costituente, sono però state nel corso degli anni scarsamente esplorate dalla classe politica valdostana, che si è limitata a considerare lo Statuto come strumento per rivendicazioni di carattere essenzialmente finanziario, nei confronti dello Stato, culminate con il riparto fiscale del 1981.
Questa concezione dell’autonomia, accompagnata da una crescita esponenziale delle risorse finanziarie disponibili, ha contribuito a creare un sistema di potere, gestito dai sedicenti partiti autonomisti basato sullo stretto connubio tra politica e amministrazione e incentrato su una capillare distribuzione delle risorse finalizzata quasi esclusivamente ad una crescita del consenso politico dei partiti di governo, senza preoccuparsi di utilizzare le cospicue risorse finanziarie per creare un modello di sviluppo originale per la Valle d’Aosta.
È ora di cambiare passo per non consegnare la Valle d’Aosta e la nostra autonomia ai populisti e sovranisti, ma soprattutto per utilizzate più compiutamente la potestà legislativa e amministrativa della Regione Autonoma.
E la parola d’ordine per cambiare passo deve essere “autonomia responsabile”: non sterile rivendicazione di privilegi, ma azione di governo della nostra comunità che tuteli e valorizzi caratteristiche e peculiarità del territorio, uso degli strumenti di democrazia diretta, promozione degli ideali del federalismo e dell’integrazione europea.
Autonomia responsabile significa:
- Utilizzare al meglio e in modo originale le nostre competenze, mettendo a frutto anche le esperienze di realtà simili alla nostra (Savoie, Valais, Tirol, Trentino…). Il bilinguismo sancito dallo Statuto può essere un reale strumento di crescita anche per una migliore integrazione europea e un terreno di ricerca e sperimentazione per l’apprendimento linguistico.
- Utilizzare competenze già in nostro possesso, quali quelle introdotte dalla recente norma di attuazione in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e regionale (D.Lgs. 184/2017), permette di esercitare efficacemente l’autonomia nel campo della politica tributaria, intervenendo in modo più equo sugli scaglioni di reddito e sui tributi locali ed effettuando una reale e incisiva politica economica nei confronti dei settori più deboli, quali l’agricoltura, dove le competenze sono ancora più ampie.
- Rivendicare nuove competenze, attraverso modifiche statutarie che, per esempio, blindino nello Statuto il riparto fiscale, stabilendo in tale sede la quota di tributi erariali di spettanza della Regione, evitando che sia sempre il frutto di contrattazioni con lo Stato; o che indichino nello Statuto, in un’ottica federalista, le competenze dello Stato, attribuendo alla Regione, in modo residuale, tutte le altre competenze.
- La Commissione paritetica dovrà essere attivata per la definizione di norme di attuazione fondamentali per la nostra Regione, quali quelle sull’acqua, che è la nostra ricchezza più importante e che deve rimanere un bene primario pubblico, o quella sull’inclusione sociale, con l’obiettivo di ricondurre ad un’unica cabina di regia le risorse e le modalità di erogazione oggi previste a livello statale e regionale, la cui gestione diventerà strategica al termine dell’emergenza legata al coronavirus.
Rinascimento Valle d’Aosta
- Riforma del sistema elettorale a favore di quello maggioritario. Da valutare l’elezione diretta del Presidente della Regione.
- Attuazione realistica della Zona Franca, ad esempio, attraverso la sospensione di imposta sui depositi doganali.
- Difesa delle lingue locali, Francese, Patois e Walser, attraverso una vera stimolazione dell’uso delle stesse , in un’ottica di reale premialità e una valorizzazione dell’indennità di bilinguismo.
Union valdotâine
Engagement qui fonde sa raison d’être dans les concepts d’Autonomie et de Fédéralisme global qui restent au centre de l’action politique et administrative de l’Union Valdôtaine et qui seront à nouveau le phare qui guidera le travail de ceux qui ont décidé de mettre leur propre temps et leurs compétences à la disposition du Mouvement pour cette compétition électorale.
Notre autonomie, conquise avec l’engagement et le sacrifice des pères fondateurs du Mouvement, qui doit être interprétée non pas comme un privilège ou une concession anachronique, mais plutôt comme un instrument capable de permettre à la communauté de la Vallée d’Aoste de valoriser tout son potentiel.
Apertura di un tavolo di confronto a livello regionale e, successivamente, con le istituzioni nazionali per l’aggiornamento dello Statuto Speciale, con riferimento ad una possibile realizzazione, alla luce delle normative europee, della zona franca e per la piena attuazione da parte dello Stato del principio dell’intesa.
Valle d’Aosta Futura
Zona Franca: l’articolo 14 dello Statuto speciale della Vda, pilastro dell’autonomia politico-finanziaria della nostra Regione, strumento in grado di compensare criticità, perifericità e sovraccosti del nostro territorio e della nostra comunità, deve essere realizzato in termini attuali e pragmatici.
Vallée d’Aoste Unie
- Un’efficace interlocuzione con Roma e Bruxelles per riaffermare con decisione la legittimità e l’importanza dell’Autonomia speciale per una Regione alpina. Gli uffici di Roma e Bruxelles vanno ripensati e ripresa la rete di collaborazione con le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome, così come con le Regioni europee con forte autonomia legislativa
- L’Autonomia significa norme di attuazione importanti, immaginando un “pacchetto” su molte materie, ma anche assunzione di responsabilità sulla legge elettorale regionale, ma anche per quella dei Comuni, che dia stabilità al sistema. I ritardi nell’emanazione di norme di attuazione già varate dalla Commissione Paritetica ha raggiunto livelli allarmanti;
- Va nel frattempo avviato un lavoro serio per la riscrittura dello Statuto speciale con il meccanismo dell’intesa con lo Stato per rafforzare poteri e competenze nel quadro di un’Italia federale. La prossima Legislatura regionale deve avviare un lavoro serio, con tempi certo, per avere una nuova ”Costituzione regionale » che affermi una logica pattizia per evitare colpi di mano centralisti
Vda libra/Partito animalista italiano
L’Autonomia non deve essere un concetto astratto. Non deve essere neppure, soltanto, un documento ufficiale, uno Statuto. È il prodotto della storia di una terra. La nostra terra. E il senso di appartenenza. Per questo preoccupa l’indifferenza che, sovente, ruota attorno a questo termine. Come senno fosse importante.
L’Autonomia che non sa innovare è destinata a impoverirsi. Per innovare bisogna procedere allo studio dei dossier contenenti relazioni e dati statistici precisi, ma soprattutto si deve cercare il coinvolgimento attivo dei cittadini e dei rappresentanti delle categorie produttive, sociali, commerciali, turistiche, economiche, culturali, nonché delle associazioni sportive, di volontariato o altro.
L’Autonomia è un tema trasversale. Perché non basta difendere l’Autonomia a parole, bisogna dare contenuto ai progetti e rilanciare la cultura del buon autogoverno. Oggi dobbiamo utilizzarla al meglio per attenuare gli aspetti negativi della globalizzazione.
Vda libra intende l’Autonomia come un’apertura all’Europa e al mondo. Per dare gambe a questi concetti bisogna, però, chiedere e ottenere dallo Stato italiano: la revisione delle norme di attuazione, il principio dell’intesa sulle riforme statuarie, la riscossione diretta del gettito fiscale, una riforma della legge elettorale finalizzata all’elevazione della Valle d’Aosta a circoscrizione unica per l’elezione di un eurodeputato.
Parlando di Statuto e di Autonomia due parole dobbiamo dirle su un argomento forse “abusato” in ogni campagna elettorale, ma mai concretizzato. Parliamo della Zona Franca, prevista dall’art. 14 dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta. Non è mai stato attuato, anzi, è stato avvilito dalla concessione per diverse decine di anni di beni contingentati. A nostro parere bisognerebbe parlare, a oggi, di “zone franche montane”. Teniamo presente che in Italia già esistono una quarantina di zone franche in senso stretto e zone franche urbane. Vdalibra ritiene che si debba riprendere questo tema e seppure sotto nuove forme adattate ai tempi, riproporre l’idea della zona franca per la Vda proprio come strumento per favorire la ripresa e lo sviluppo delle aree di montagna.
Vdalibra, pur consapevole delle difficoltà che incontreremo nel sostenere con lo Stato Italiano una trattativa che porti a un pieno riconoscimento del nostro Statuto, ricorda che la storia ha insegnato come tutto può cambiare e nulla è stabile e perenne. Nulla ci vieta, dunque, di ipotizzare una prospettiva diversa rispetto all’attuale autonomia, qualcosa che guardi oltre a ciò a cui siamo abituati. Il pensiero a un prossimo futuro va a una Valle d’Aosta-Stato, che, assieme a realtà a essa vicine geograficamente (ma anche simili per territorio, cultura, clima, etc) possa fare parte di una confederazione (tipo quella Elvetica) all’interno di una nuova Europa dei Territori delle Comunità e non più degli Stati attuali.
Pubblicato / aggiornato
il 08/09/2020 alle 20:30
Categoria:
Politica e Amministrazione