Adava: buona l’estate, preoccupazione per le prenotazioni invernali
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Panorama alpino
Adava ha avviato un’indagine tra le strutture ricettive associate (nel settore alberghiero, extralberghiero, dell’open air e attività agrituristiche) sull’andamento delle prenotazioni per la stagione invernale 2020/2021 e l’accesso alle misure regionali anticrisi.
È stato coinvolto un campione composto da 280 attività.
Alla domanda su quale sia stato l’andamento del fatturato nel mese di luglio 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, a parte un 26,45% che si è dichiarato in linea con il 2019, prevalgono le risposte negative: il 21,01% degli intervistati ha registrato una contrazione compresa tra il -1% e il -15%, mentre il 32,25% ha definito l’andamento molto negativo con un decremento superiore al -15%.
Migliori sono i risultati registrati nel mese di agosto 2020. Il 28,99% ha dichiarato un fatturato in linea con quello di agosto 2019, il 36,96% ha registrato un risultato positivo con aumenti compresi tra l’1% e il 15%, mentre il 13,77% ha realizzato un incremento molto positivo (superiore al 15%). Permangono gli imprenditori che hanno dichiarato un calo compreso tra il -1% e -15% rappresentato dall’11,59% del campione intervistato, mentre il 6,52% ha dichiarato una preoccupante diminuzione di fatturato superiore al -15%.
Per quanto riguarda invece la previsione di chiusura della stagione estiva: il 9,42% ha dichiarato di aver già chiuso a fine agosto, il 24,28% chiuderà entro il 15 settembre, il 21,74% entro fine mese, mentre il 36,59% ha dichiarato di voler chiudere dopo il 30 settembre nella speranza di recuperare quanto perso a giugno e a luglio.
Relativamente all’andamento delle prenotazioni per la stagione invernale 2020/2021, il 24,64% ha registrato una tendenza in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente, mentre 64,13% ha evidenziato un andamento negativo (30,07%) o molto negativo (34,06%).
Riguardo alla provenienza delle prenotazioni sempre per l’inverno, ribaltando la tendenza normalmente registrata nei periodi pre-covid, sono gli italiani a rappresentare la maggioranza della domanda con un 64,13%, rispetto ad un 19,57% degli stranieri (il 16,30% non ha invece dato indicazione rispetto alla provenienza).
È stato chiesto oagli associati a quali delle misure regionali anticrisi sono riusciti ad accedere (o per le quali hanno comunque i requisiti per accedervi).
Tenendo conto del fatto che le 280 strutture ricettive che hanno partecipato al sondaggio avevano la possibilità di risposta multipla su più misure, i risultati (non in percentuale) sono stati i seguenti: bonus imprese (190), sospensione rate mutui Finaosta (105), incentivi alle assunzioni (77), contributi acquisto prodotti locali (64), accesso al credito per esigenze di liquidità (51), contributo 50% per spese funzionali a garantire rispetto misure sicurezza (47) e il bonus bed & breakfast (11).
Il 29,71% del campione ha poi dichiarato di aver avuto accesso a una sola misura, il 22,46% a due, il 18,84% a tre, il 10,87% a quattro, il 3,26% a cinque, l’1,09% a sei, mentre l’11,59% delle strutture associate intervistate ha invece dichiarato di non aver avuto accesso ad alcuna misura regionale anticrisi.
Pubblicato / aggiornato
il 11/09/2020 alle 05:20
Categoria:
Economia e Lavoro