La risposta dei docenti al cambiamento climatico
(©Aisn)
Forte e corale la risposta all’intervento di Luca Parmitano giunge dall’Associazione degli Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN), insieme agli scienziati della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.
Il gruppo è riunito nella città campana in un workshop conclusivo del progetto biennale School for Inquiry, promosso e finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, con la finalità di creare e sostenere una rete nazionale di scienziati e insegnanti che, attraverso un approccio investigativo (Inquiry Based Science Education), intendano promuovere e migliorare l’insegnamento e apprendimento delle STEM (Science, Technology, Engineering and Maths).
«I dati dell’ESA ci dicono molto sul riscaldamento globale», testimonia il nostro astronauta, invitando chi ha in mano le redini a fare tutto il possibile per invertire questo trend.
Il gruppo di ricercatori e insegnanti, provenienti da tutta Italia (per la Valle d’Aosta erano presenti la dirigente scolastica Susanna Occhipinti e la docente della secondaria di primo grado Marie Claire Courthoud) raccoglie questa sollecitazione, in quanto responsabili della formazione dei futuri cittadini consapevoli.
Cambiamenti climatici, salute dei mari e dei ghiacciai, sono gli argomenti centrali che gettano le basi del protocollo di intesa tra l’Anisn e scienziati afferenti a centri di ricerca della rete nazionale, per portare in maniera efficace e scientificamente corretta queste tematiche in classe, attraverso i circa 600 docenti di ogni ordine e grado formati su tutto il territorio italiano.
Su questa tematica, l’Associazione è già attiva in quanto capofila del gruppo di partner che gestisce l’ufficio Esero Italia (European Space Education Resource Office) dell’Esa per l’educazione al pensiero critico e autonomo attraverso le Scienze della Terra e dello Spazio.
Pubblicato / aggiornato
il 02/08/2019 alle 18:23
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Categoria:
Cultura