-10 giorni alle elezioni
Da lunedì 14 settembre 2020, inizia l’ultima settimana di campagna per le elezioni del 20 e 21 settembre.
E assisteremo a un massiccio trasferimento di leader politici in Valle d’Aosta.
Il centro destra porta, lunedì 14 settembre, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio; il vice presidente vicario nazionale ANCI Roberto Pella; il coordinatore di Forza Italia per il Piemonte Paolo Zangrillo.
Sempre lunedì 14, il Movimento 5 Stelle porta Giulia Sarti, della Commissione giustizia, e Stefania Ascari, della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
La Lega Vallée d’Aoste, mercoledì 16 settembre, porta Matteo Salvini.
Il centro destra rilancia, il 17 settembre, con Anna Maria Bernini, Antonio Tajani e Ignazio La Russa.
Insomma, niente Di Maio, niente Berlusconi (vabbè, è malato) e niente Meloni.
Ma i big acchiappavoti servono ancora? E, se sì, a cosa servono? A dare lustro alla lista locale oppure a cercare di conquistare qualche voto grazie all’ondata mediatica?
Forse non se lo è chiesto nessuno. È un’abitudine elettorale delle liste che hanno un collegamento nazionale che è abitudine sbeffeggiare da parte delle liste che non lo hanno.
Anche perché il rituale è consolidato: per raggiungere il maggior impatto, tutti gli effettivi del partito sono convocati a garantire sorrisi, strette di mano, applausi e selfie. Il big può dire quasi qualunque cosa e le sue frasi sono accolte entusiasticamente, a prescindere dal loro contenuto. Garantisce attenzione con frasi generiche e fumose, poi riparte.
Il migliore era stato Renzi: venuto in Valle d’Aosta promettendo (pure per iscritto) un accordo poi ribaltato dalla Ragioneria di Stato. Su di lui e sul suo modo di fare politica hanno anche scritto una tesi di laurea, alla Luiss.
Pubblicato / aggiornato
il 11/09/2020 alle 20:27
Categoria:
Politica e Amministrazione