-7 giorni alle elezioni
C’è chi sostiene che la preferenza unica, in queste elezioni per il Consiglio Valle, porterà a un femminicidio politico.
Nel senso che gli elettori, trovandosi di fronte alla possibilità di esprimere una sola preferenza, senza essere minimamente obbligati a esprimere una preferenza di genere, voteranno un uomo.
C’è chi invece sostiene che alcune personalità femminili sono riuscite, negli ultimi anni, a imporsi al punto da non temere penalizzazioni di sorta.
Ciò nonostante, dopo la riunione degli Stati generali delle Donne e la firma del Patto per le Donne, arriva anche l’Associazione Dora – Donne in Valle d’Aosta, che invita la popolazione tutta a votare donna «e in particolare le donne candidate nelle liste che rispecchiano il sistema di valori in cui ci riconosciamo: pari diritti per tutt*, antisessismo, antirazzismo, antifascismo».
L’Associazione, presieduta da Katya Foletto, ritiene vi siano azioni che le istituzioni non dovranno tardare a compiere:
- Riformare immediatamente la legge elettorale del Consiglio regionale prevedendo la doppia preferenza di genere
- Dare un segnale forte mettendo risorse per iniziative concrete di sostegno alle donne che lavorano e modificando il sistema di accesso ai servizi di accoglienza per la prima infanzia che oggi, proprio durante l’emergenza COVID-19, risultano escludere una parte notevole di genitori gravando ulteriormente sulle donne
- Mettere in atto azioni concrete per la prevenzione contro la violenza di genere in particolare attraverso iniziative rivolte ai/alle giovani e agli/alle adolescenti
- Avere un piano di assistenza sanitaria specifico per le donne, che consenta di aumentare i livelli di prevenzione e di accesso ai servizi (a cominciare dai programmi di screening)
- Mettere in atto politiche di sostegno e accompagnamento alle donne che svolgono ruolo di caregiver, sovente con familiari gravemente disabili e anziani, in particolare un sostegno economico, ma anche innovazioni in termini di accesso ai permessi laddove la contrattazione collettiva regionale lo permette
- Promuovere tutte le azioni che dal punto di vista culturale, politico ed economico mirino a sostenere il pieno esercizio dei diritti delle donne, dei minori, di tutti i soggetti deboli che in questa società vivono discriminazioni e si trovano in difficoltà. Esempi concreti possono essere corsi di lingua italiana, doposcuola gratuiti e aree gioco, ludoteche per bambini e ragazzi, progetti di inserimento lavorativo e sociale.
- Promuovere nella città di Aosta e sul territorio luoghi di incontro e di dialogo tra generazioni e tra culture, delineare progetti e attività che contrastino in modo netto e chiaro qualsiasi forma di razzismo, intolleranza e discriminazione di qualsiasi natura
- Progettare e mettere in atto programmi di recupero attraverso progetti di volontariato per coloro che dovessero compiere atti di bullismo, discriminazione e violenza.
L’Associazione si pone a disposizione delle forze politiche per la realizzazione delle sue proposte ed è disponibile a un confronto. Si dice certa che «la Valle d’Aosta, da sempre terra di migranti e di accoglienza, di tolleranza e di inclusione anche per via della sua natura plurilingue e cosmopolita, non possa dare spazio a certe visioni retrograde, misogene, razziste e violente».
Insomma: la posizione sembra essere si voti donna ma si faccia attenzione a quale. Suona come un discorso ad personam.
Pubblicato / aggiornato
il 14/09/2020 alle 21:00
Categoria:
Politica e Amministrazione