Bruno Baratti in mostra a Genova
Tre giorni di eventi a Genova, hanno dato vita a un incontro tra sonorità elettroniche sperimentali, live set, performance e installazioni artistiche che hanno coinvolto centinaia di persone fino a notte.
Nelle ex cucine è stata allestita la mostra curata da Mixta Il canto del merlo con opere di Alessandro Bartolena (IT) – Trittico Aereo, Anton Karyuk (UKR) – Stick and Carrot, Marco-Augusto Basso, Timoteo Carbone (IT) – Labirintico, Bruno Baratti (IT) con l’installazione sonora La Cura, Kurina Sohn (KOR) – Extended Nature, Milotta / Donchev, Davide Cangelosi (IT) – Neanche così mi ascolteranno, Revolving Doors Team (IT) – Revolving Doors.
La Cura è un’installazione sonora composta da flaconcini medicinali sospesi con sottili fili. Due solenoidi, collegati a un dispositivo che li comanda, percuotono i flaconcini provocando lo spostamento casuale dei restanti e producendo rumori ritmici che, opportunamente amplificati ed elaborati da sintetizzatori elettronici, sono diffusi nell’ambiente creando un ritmo. L’installazione è programmata per attivarsi automaticamente a intervalli regolari somministrando “cure sonore concrete” al visitatore, che partecipa attivamente al progetto dovendo porsi, al pari del soggetto accudito, in condizione di attesa fino al momento della somministrazione. Come accade nella vita, la percezione del beneficio non è mai immediata e il periodo di attività dell’opera termina senza apparenti vantaggi sensibili. La vita di un soggetto che necessita di cura, in condizione di ricovero e assistenza sia in struttura organizzata sia domestica, è scandita dai momenti nei quali La cura è erogata. Il resto del tempo si caratterizza per l’attesa con tutte le sue implicazioni correlate. La durata della “cura sonora” è di 10 minuti per ogni intervallo.
I tre giorni di esposizione hanno accolto i visitatori nel contesto architettonico particolare della struttura di Quarto, ricca di storia, che risale al 1930 e accoglie al meglio e con continuità gli stimoli creativi artistici contemporanei restituendo atmosfere suggestive e cariche di emozioni. La cura, tra stupore e partecipazione, ha permesso la somministrazione sonora a tutti i presenti, a orari prefissati e con programmazioni automatiche, dalle 14 fino a notte.
Centrato l’obiettivo socio-culturale degli organizzatori di “riaprire le porte con la consapevolezza che qualcosa è cambiato e tornare ad accogliere la cittadinanza, avvicinandola alla struttura riattivando il processo di rigenerazione, sul solco della lotta allo stigma che va avanti da decenni”.
Pubblicato / aggiornato
il 29/09/2020 alle 15:23
Visualizzato volte
Categoria:
Cultura / Video