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Cisl: arriva il Bonus ed è tensione e delusione fra gli insegnanti

Cisl: arriva il Bonus ed è tensione e delusione fra gli insegnanti

Nelle scorse settimane le scuole hanno ricevuto dall’Assessorato alle Finanze della Regione autonoma Valle d’Aosta i finanziamenti relativi al fondo per la valorizzazione del merito.

Il bonus per la valorizzazione del merito dei docenti è stato introdotto dalla legge sulla Buona scuola. Nelle intenzioni dell’Amministrazione voleva essere una leva per attivare processi virtuosi di innovazione e miglioramento della scuola.

Gli effettivi risultati si vedono con chiarezza in queste settimane – commenta Corrado Fosson, segretario di Cisl Scuola -. Registriamo già le prime tensioni all’interno del corpo docente fra i docenti esclusi dal beneficio senza che ne comprendano le reali motivazioni. Dette tensioni incidono negativamente sulle dinamiche relazionali e non contribuiranno certamente ad incrementare la qualità del servizio scolastico. Ora che hanno ricevuto le somme loro spettanti, registriamo anche la delusione degli insegnanti premiati perché le trattenute subite sono prossime al 50% del compenso. Le trattenute previdenziali ammontano al 9,15%, l’Irpef nazionale al 38,00, l’Irpef regionale all’1,23%, a queste bisogna poi aggiungere, dove viene applicata, l’Irpef comunale che varia fra lo 0,20% e lo 0,40%. Ad esempio: nel caso in cui il compenso ammonti a 1.500 euro, l’insegnante ne percepisce solo 828,18; nel caso in cui il compenso ammonti a 700, euro l’insegnante ne percepisce solo 386,47. Valutato che tali compensi sono considerati retribuzioni accessorie dovrebbero beneficiare, come avviene nel privato, di una tassazione agevolata del 10%.  Nell’accordo per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, sottoscritto recentemente a palazzo Vidoni, si accenna anche alla detassazione del salario accessorio. Sarà la volta buona? Se si fosse applicata la tassazione agevolata per il salario accessorio l’Irpef non ammonterebbe più al 38% ma sarebbe pari al 10%. Le ritenute in questo caso sarebbero pari al 20,38%. Negli esempi sopra riportati gli insegnanti avrebbero percepito rispettivamente 381,53 euro o 179,06 euro in più“.

La CISL Scuola ritiene che le retribuzioni dei lavoratori dovrebbero essere definite dai CCNL e non elargite discrezionalmente. Auspica che con il prossimo rinnovo contrattuale sia possibile apportare correttivi. “La scuola, fin dagli anni ’70, è connotata come una comunità educante strettamente collegata alla comunità sociale a cui si rivolge il suo servizio – conclude Fosson -. La professione docente è connotata dalla collegialità e non dalla competizione sfrenata per aggiudicarsi un misero bonus”.

Pubblicato / aggiornato il 05/01/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute