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I lavori del Consiglio Valle nella giornata dell’11 gennaio

I lavori del Consiglio Valle nella giornata dell’11 gennaio

Il mantenimento dell’allestimento del Marché Vert Noël per ospitarvi eventuali attività collegate alla Fiera di Sant’Orso è stato l’argomento di un’interrogazione a risposta immediata posta dal gruppo Alpe nella seduta consiliare di mercoledì 11 gennaio.

Il consigliere Patrizia Morelli ha evidenziato «il successo riscosso anche quest’anno dal Marché Vert Noël allestito nell’area del Teatro Romano» e ha chiesto «se si sia valutato di mantenere del tutto o in parte questo allestimento, in vista dello svolgimento della Fiera di Sant’Orso, aggiungendo così una pregevole area alla superficie normalmente coinvolta dalla storica manifestazione.»L’Assessore alle attività produttive, Raimondo Donzel, ha precisato: «Il successo del Marché Vert Noël è andato oltre ogni aspettativa e dovrà essere ulteriormente implementato, continuando nella proficua collaborazione tra il Comune di Aosta e Assessorati regionali. Facendo un raffronto con altri mercatini, pensiamo che quello di Strasburgo, con i suoi 300 stand e attivo dal 1570, dura dal 25 novembre al 31 dicembre; stessa tempistica di apertura per quello di Colmar, con oltre 100 stand; i mercatini di Trento e Bolzano si spingono invece fino all’Epifania. Hanno tutti quindi una loro caratterizzazione estrinseca, ovvero di essere il mercato natalizio. Da anni stiamo riflettendo su questo aspetto, si è anche ragionato nella prospettiva della Millenaria, per la quale ribadiamo di voler valorizzare la tipicità dell’artigianato e della sua essenza culturale e tradizionale. Gli artigiani del settore tradizionale sono e devono restare il cuore pulsante della Fiera. Va anche tenuto in considerazione che la Fiera insiste storicamente nell’asse centrale di Aosta. Vanno anche valutati problemi legati alla sicurezza e ai flussi di transito che non devono penalizzare gli artigiani. Peraltro, il padiglione enogastronomico di Piazza Plouves è in continua e costante crescita. I due eventi non devono confondersi, ognuno deve assolutamente mantenere la propria identità culturale.»  Morelli, nella replica, ha sottolineato: «Non ho parlato di prolungare il Marché o riaprirlo il 30 e 31 gennaio. Dato che le installazioni montate dall’Assessorato all’agricoltura caratterizzano con uno spirito alpino tanto apprezzato dalla gente, il mio intento era quello di suggerire di coinvolgere nell’ambito della Fiera di Sant’Orso anche quest’area, come peraltro accade per alcune piazze di Aosta. È una proposta costruttiva che chiediamo di prendere in considerazione, non certo per far confliggere i due eventi, ma per far fruire quest’area di assoluta bellezza ai visitatori.»Il gruppo Alpe, con un’interpellanza, è tornato sul tema della prevenzione del rischio di corruzione e infiltrazioni criminali per l’affidamento di lavori, servizi e forniture. Constatato che «per la prima volta il Tribunale di Aosta ha disposto un decreto per l’applicazione dell’Amministrazione giudiziaria ad una società edile valdostana, la Edilsud dei Fratelli Tropiano», il consigliere Alberto Bertin ha voluto conoscere «l’ammontare dei trasferimenti finanziari effettuati, a diverso titolo dall’Amministrazioni regionale, nei confronti delle società riconducibili agli impresari coinvolti (Edilsud e Saint-Bernard srl) e se la Regione intenda dotarsi di ulteriori misure di prevenzione da applicare alle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture.»L’Assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, ha risposto: «Nelle banche dati dell’osservatorio regionale dei lavori pubblici non sono stati rilevati affidamenti di lavori con riferimento alla ditta Saint-Bernard srl, mentre gli affidamenti alla ditta Edilsud sono i seguenti: 9 affidamenti per lavori pubblici, di cui 4 della Regione, 1 del Comune di Aosta, 1 del Comune di Roisan, 1 della Comunità Montana Grand Paradis, 1 dell’ARER e 1 del Complesso Ospedaliero Umberto Parini srl, dal 2000 al 2012, per un importo totale di 14 milioni di euro. Segnalo anche l’acquisto immobiliare dalla società Saint-Bernard srl del parcheggio interrato dell’Ospedale, quindi non classificabile come lavoro pubblico, pari a 18 milioni di euro, IVA compresa, effettuato a luglio 2013.»«Gli aspetti relativi alla prevenzione del rischio corruzione sono indicati nel Piano triennale di prevenzione della corruzione che è aggiornato annualmente – ha aggiunto l’Assessore Baccega -. Le finalità generali del Piano sono quelle di individuare il livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e di definizione degli interventi organizzativi volti a prevenire tale rischio. Comunque, in ogni affidamento per un lavoro pubblico, le strutture regionali eseguono, prima della sottoscrizione del contratto di appalto, tutte le verifiche riguardanti le possibili cause di esclusione previste dall’articolo 80 del Codice dei contratti, compresi i tentativi di infiltrazioni mafiose. La prevenzione delle infiltrazioni criminali è oggetto del corposo decreto legislativo 159/2011 nella quale sono riassunte tutte le misure amministrative, penali e giudiziarie che possono essere adottate dall’Amministrazione, quali l’informativa antimafia, l’interdittiva antimafia o il sequestro preventivo dei beni. Poiché la materia è di competenza dello Stato non sono immaginabili specifici interventi regionali, mentre è a carico dell’Amministrazione regionale il rispetto puntuale delle procedure nell’operatività quotidiana.»«Al di là delle questioni formali – ha concluso Baccega – l’attenzione è massima e tutte le strutture sono adeguatamente sensibilizzate su tali argomenti. Il lavoro svolto per il nuovo piano triennale di prevenzione della corruzione, così come la puntuale applicazione della disciplina antimafia, sono segnali tangibili dell’attenzione che tutte le strutture hanno per questi argomenti, passaggio fondamentale per la lotta ai fenomeni mafiosi.»Bertin, nella replica, ha parlato di «risposta formale e burocratica che illustra la normativa esistente, ma dall’efficacia piuttosto dubbia e che lascia perplessi. Gli strumenti che abbiamo a disposizione non bastano: infatti, l’Assessore ha confermato che 32 milioni di euro sono stati trasferiti ad una società che si è rivelata condizionabile da un’associazione criminosa tant’è che è stata sottoposta ad amministrazione giudiziaria. Inoltre, ricordo che sono stati affidati lavori per 10 milioni ad altre società colpite da interdittiva antimafia. Un totale di oltre 40 milioni trasferiti dal sistema pubblico a imprese edili in qualche modo sottoposte a limitazioni dall’autorità giudiziaria per la loro particolare situazione. Queste cifre devono far riflettere. Certi fenomeni tipici delle associazioni mafiose sono poco visibili nel nostro territorio, tuttavia c’è un’infiltrazione nell’economia, con reati meno evidenti ma altrettanto preoccupanti: una strategia per tenere tranquilla la Valle d’Aosta e penetrare nel tessuto economico in maniera subdola.»La realizzazione di un deposito fiscale di carburanti è stato l’argomento di un’interpellanza depositata congiuntamente dal Gruppo Misto e da ALPE.Il consigliere del gruppo Misto Elso Gerandin, ricordato che la legge regionale n. 15/2016, prevede la realizzazione di un deposito fiscale di carburanti e olii combustibili, con un onere stimato di 6 milioni di euro, da affidare in gestione a terzi, ha chiesto «se Finaosta abbia concluso lo studio e la predisposizione del dossier in merito, se sia intenzione del Governo rivedere i tempi e gli obiettivi, in attesa di una verifica ed un approfondimento a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme previste in Finanziaria dello Stato 2017-2019.»Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha specificato: «La nuova normativa non sembra avere conseguenze sul prosieguo del progetto di deposito fiscale: in effetti, da un esame effettuato in sinergia con Finaosta è emerso che le novità normative introdotte dalla legge di bilancio dello Stato preesistevano nella disciplina prevista con circolare dell’Agenzia delle Dogane e del Monopoli. Finaosta ci ha informato che il dossier in merito alla valutazione della prevista acquisizione delle quote societarie è in fase di redazione definitiva e verrà trasmesso all’Amministrazione regionale per le decisioni successive.»Il Presidente Rollandin ha poi ricordato: «L’articolo 4 della legge regionale n.15/2016 prevede che l’attuazione del progetto sarà effettuata con deliberazione della Giunta regionale previo parere della Commissione consiliare competente. La normativa presenta a tutt’oggi delle difficoltà interpretative che sono oggetto di valutazione. Tengo a precisare che la Regione è orientata cautelativamente ad acquisire esclusivamente partecipazioni in società se già in possesso delle previste autorizzazioni all’esercizio del deposito fiscale.»Gerandin ha ribadito: «Da una prima analisi ritengo che nella normativa delle differenze sostanziali ci siano: prima in effetti si parlava di una capacità minima superiore ai tremila metri cubi, mentre ora è passata a non essere inferiore ai diecimila. Oggi riscontriamo che, nonostante i mesi trascorsi, non c’è nulla di concreto e mi auguro che ci sia la volontà di approfondire e soprattutto non di spendere ulteriori soldi pubblici se il progetto non è destinato a concretizzarsi. Chiedo di tenerci informati, confermando la mia preoccupazione per l’articolo della finanziaria, che rappresenta un cattivo presagio per l’istituzione di questo deposito fiscale.»L’insediamento di società nell’area ex Tecdis di Châtillon è stato l’argomento di un’interpellanza depositata congiuntamente da ALPE e dal Gruppo Misto. Il capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, ha voluto sapere se sia stato concluso l’accordo con la società che si è dichiarata disponibile all’insediamento nell’area ex Tecdis: «Vorremmo capire cosa preveda tale accordo, quale sia il valore dell’investimento privato e del sostegno pubblico, quali ricadute occupazionali siano previste. Nel caso invece che l’esito di questo accordo non sia stato positivo, chiediamo di conoscere i motivi che hanno impedito di giungere ad una conclusione favorevole. Abbiamo avuto la sensazione che il sito di Châtillon sia stato un po’ abbandonato in questi ultimi anni.»L’Assessore alle attività produttive, Raimondo Donzel, ha evidenziato che «il sito è assolutamente strategico e merita la massima attenzione. Lo sforzo complessivo che stiamo compiendo è quello di cambiare il modello di sviluppo, lavorando su di un’idea sostenibile e attenta all’ambiente e guardando anche al modello sudtirolese che ha integrato nello sviluppo turistico lo sviluppo industriale, che ha dimostrato di essere capace di superare i momenti di crisi. La società VdA Structure ha capito la necessità di un maggior dinamismo nell’approccio ai problemi: grossi sforzi sono stati compiuti e c’è stato un evidente cambio di passo anche se alcuni ritardi permangono.»Entrando nello specifico del tema, l’Assessore Donzel ha detto: «Quello di Châtillon è uno stabilimento molto rigido, realizzato su di una specifica tipologia di produzione: cambiare la destinazione comporta, quindi, interventi non marginali. Alcuni imprenditori hanno visitato personalmente il sito: ad oggi, presso VdA Structure c’è una manifestazione di interesse, che va pre-perfezionata rendendo chiari gli interventi che devono essere realizzati da parte di VdA Structure, con precisi canoni di affitto. Esistono, e non sono meno importanti, manifestazioni di interesse informali. Siamo in una fase di trattativa: lo sforzo che stiamo facendo è quello di collaborare tra tutti i soggetti (Regione, VdA Structure, Comune di Châtillon) al fine di non agire individualmente. Abbiamo chiesto i business plan per verificare se ci sono le condizioni per addivenire ad un accordo. Gli imprenditori hanno assunto l’impegno di redigerli in tempi stretti: pur non avendo la certezza delle date, presumo che entro la fine dell’inverno arrivino e che la fine del 2017 veda l’insediamento auspicato. C’è bisogno di un investimento forte, con ricadute occupazionali su quella porzione di territorio che può sviluppare una positiva interazione anche con le scuole di formazione professionale.»Chatrian ha replicato: «Il momento è capitale perché per la prima volta in dieci anni c’è un reale interesse nei confronti di questo stabilimento. Siamo consci delle difficoltà relative ad una sua potenziale ristrutturazione, ma vorremmo evidenziare l’importanza che VdA Structure sia più efficiente e più rapida nell’agire nei confronti degli imprenditori esistenti, creando le condizioni per poter investire e per suscitare interesse. Chiediamo quindi all’Assessore di tenere il fiato sul collo della nostra società in house su questo dossier, affinché la zona di Châtillon e della media Valle, che in questo momento ha fame di posti di lavoro e di sviluppo, trovi finalmente un suo percorso di crescita.»Con un’interpellanza, il Movimento 5 Stelle ha chiesto notizie in merito all’attività svolta dal Collegio sindacale della SITRASB, la società di gestione del Traforo del Gran San Bernardo.Il consigliere Roberto Cognetta ha spiegato: «A seguito di una mia richiesta di accesso agli atti, è risultato che mancano i verbali delle riunioni del 2016 del Collegio sindacale della SITRASB che, in base al codice civile, deve riunirsi periodicamente e consegnare il verbale. La stessa società ha poi conferito ad una società esterna l’incarico di effettuare la revisione contabile del bilancio d’esercizio, creando di fatto una duplicazione, oltre a comportare inefficienze in termini sia di maggiori costi sia di maggior carico di lavoro per il comparto amministrativo.» Il Consigliere ha quindi voluto conoscere la composizione del Collegio sindacale, la sua durata, le sue funzioni e i compensi annuali, oltre ai dettagli di conferimento dell’incarico alla società di revisione. «Inoltre, mi chiedo se il Governo regionale sia a conoscenza dell’assenza di riunioni e se intenda sostituire i membri attuali con altri professionisti.»Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha specificato: «Gli attuali componenti di parte regionale del Collegio sindacale sono stati nominati con deliberazione della Giunta nel maggio 2015 per un triennio, cioè fino all’approvazione del bilancio di esercizio 2017. La Giunta regionale ha nominato Stefano Mazzocchi alla carica di Presidente del Collegio per il terzo e ultimo mandato e Corrado Caputo alla carica di Sindaco effettivo, anche in questo caso per il terzo e ultimo mandato. Il socio privato, la SAV spa, ha nominato come Sindaco effettivo Lucia Scaglione. In base all’ultimo bilancio disponibile del 2015, il compenso complessivo riconosciuto al Collegio sindacale è stato pari a 65 mila euro, al netto di IVA e cassa previdenziale. Il sindaco effettivo nominato dalla Regione ha percepito poco meno di 20 mila euro, sempre al netto di IVA e cassa previdenziale.»«Il 2 aprile 2014, l’Assemblea dei soci ha conferito alla società KPMG l’incarico per gli anni 2014, 2015 e 2016 solo per la certificazione del bilancio, prevista dalla legge n. 498 del 1992, che impone alle società concessionarie autostradali questa certificazione da parte di una società di revisione iscritta al relativo albo. Il compenso percepito da KPMG nel 2015 è stato di 13 mila 300 euro.»«Il Presidente del Collegio sindacale – ha proseguito il Presidente Rollandin – ha confermato che nel 2016 il Collegio, oltre ad aver partecipato a tutti i dieci Consigli di amministrazione, ha svolto regolarmente la propria attività, tenendo 4 riunioni trimestrali per il controllo contabile e per l’attività di vigilanza, oltre agli incontri con la società KPMG e l’Organismo di vigilanza. L’attività è stata regolarmente verbalizzata, anche se i relativi documenti non sono ancora stati trascritti nel relativo registro.»Il Presidente della Regione, spiegato che «non vi è nessun esborso economico maggiore legato all’incarico della società esterna», ha annunciato: «Il decreto legislativo 175 del 2016 in materia di società pubbliche ha previsto che la revisione contabile non possa più essere affidata al Collegio sindacale, per cui già per il bilancio 2017 l’Assemblea dei soci della SITRASB dovrà assumere le necessarie determinazioni. L’attività affidata al Collegio sindacale – di cui non abbiamo motivo per dubitare della competenza e della professionalità – è stata pertanto regolarmente svolta e i verbali saranno certamente trascritti quanto prima nel relativo registro e la SITRASB ne potrà fornire copia.»Nella replica, Cognetta si è detto «ironicamente soddisfatto della risposta, perché è emerso che qualcosa non andava e dal 2017 si cambierà rotta. Sono davvero curioso di leggere i verbali che in un anno non si è avuto tempo di trascrivere Sono invece in disaccordo con il numero dei mandati dei componenti il Collegio sindacale.»Il gruppo ALPE, con un’interpellanza, ha voluto fare il punto sulla situazione delle domande di assegni di studio per studenti universitari. In particolare, il consigliere Chantal Certan si è focalizzato sulla difformità della data di scadenza delle domande di assegni di studio per studenti frequentanti Università fuori Valle e l’Università della Valle d’Aosta oltre che l’anticipo della scadenza di presentazione delle domande per gli assegni al diritto allo studio.«Il bando di concorso, riferito all’anno accademico 2015-2016, è scaduto il 14 ottobre 2016, mentre per gli studenti dell’Università della Valle d’Aosta e per l’Istituto Pareggiato della Valle d’Aosta è scaduto il 30 dicembre 2016. Per l’anno accademico precedente, però, la scadenza era il 30 ottobre 2015. Chiediamo allora quali siano le ragioni del cambio della data di scadenza fra il 2015 e il 2016 e quante siano state le richieste di assegno per i due anni accademici.»L’Assessore all’istruzione e cultura, Emily Rini, ha riferito: «La variazione della data di scadenza dal 30 ottobre 2015 al 14 ottobre 2016, che si riferisce a studenti frequentanti Università fuori Valle, è dovuta esclusivamente a motivi tecnici. L’anticipo della scadenza dal 30 al 14 ottobre non ha comunque influito sul numero delle domande presentate, che rispetto all’anno accademico precedente è stato, tra l’altro, superiore. La scadenza non può essere la stessa, in quanto i bandi si riferiscono ad Atenei e ad anni accademici diversi. In particolare, la scadenza del 30 dicembre 2016 per gli studenti dell’Università della Valle d’Aosta e dell’Istituto Musicale Pareggiato è relativa al 1° bando dell’anno accademico 2016-2017 (bando che deve rispettare la normativa statale, in quanto finanziato con fondi statali oltreché con fondi regionali) e non è cambiata rispetto al passato, mentre la scadenza del 14 ottobre 2016 per gli studenti iscritti ad Università fuori Valle è relativa al bando dell’anno accademico 2015-2016. Si rammenta, tra l’altro, che per quest’ultimo bando, dall’anno accademico 2013/2014 è cambiato il riferimento temporale per il conseguimento del merito, che non si riferisce più, come in passato, ai crediti già maturati, ma a quelli che dovranno essere conseguiti entro la fine dell’anno accademico cui si riferisce la domanda.»Per quanto riguarda il numero delle domande, l’Assessore Rini ha consegnato i dati alla Consigliera: le richieste di assegno di studio sono state 357 nel 2014-2015 e 373 nel 2015-2016 dagli studenti frequentanti Università fuori Valle, mentre sono state 271 nel 2014-2016 e 253 nel 2015-2016 dagli studenti di Atenei valdostani (primo e secondo bando); le domande per il contributo alloggio sono state 286 nel 2014-2015 e 299 nel 2015-2016 dagli studenti frequentanti Università fuori Valle, mentre sono state 87 nel 2014-2015 e 106 nel 2015-2016 dagli studenti di Atenei valdostani (primo e secondo anno).Certan si è detta in parte soddisfatta della risposta: «Ci chiediamo però perché non si possa uniformare la situazione tra studenti dell’Università della Valle d’Aosta e quelli frequentanti Atenei fuori Valle. A noi sono state segnalate diverse problematiche sul cambio di data: se le motivazioni erano tecniche era necessaria una maggiore e più capillare informazione, perché alcuni studenti sono stati penalizzati non essendo stati informati dell’anticipo. Chiediamo all’Assessore di trovare soluzioni più performanti per i prossimi anni accademici.»Nella seduta, l’Assemblea regionale ha preso atto della relazione sull’attività dell’Osservatorio permanente sulla criminalità organizzata in Valle d’Aosta, le cui funzioni sono state assegnate alla prima Commissione consiliare “Istituzioni e Autonomia” a gennaio 2016.Il resoconto è stato presentato all’Aula dal Presidente della prima Commissione, Stefano Borrello (SA), il quale ha ricordato il percorso individuato al fine di attuare un approfondito esame del fenomeno in Valle d’Aosta. «Allo scopo di identificare i settori maggiormente esposti al rischio di penetrazione della criminalità organizzata in Valle d’Aosta – ha riferito Borrello -, la Commissione ha individuato quelle figure istituzionali che, sulla base delle rispettive funzioni, fossero in grado di fornire contributi utili all’acquisizione di elementi conoscitivi in ordine al presente fenomeno. È stato predisposto un programma di audizioni che ha visto, quale primo atto del lavoro di analisi del fenomeno in questione, l’incontro, il 29 settembre, con il Comandante del Corpo forestale della Valle d’Aosta. L’attività di ricognizione e di ascolto è proseguita il 13 ottobre con l’audizione del Questore, della referente dell’Associazione Libera Valle d’Aosta e del Presidente della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales. Sono poi seguite, il 20 ottobre, l’audizione del Comandante del Comando regionale della Guardia di finanza e, il 3 novembre, quella del Comandante del Gruppo dei Carabinieri di Aosta. Alla luce di quanto emerso dal percorso ricognitivo e conoscitivo si è prodotta la relazione al Consiglio, al fine di permettere ai Consiglieri di aumentare il grado di consapevolezza e di conoscenza. La Commissione è sempre stata attenta a non sovrapporsi alle funzioni degli organi di polizia e giurisdizionali: la volontà è quella di mantenere alto il livello di attenzione su questa tematica dando un segnale importante alla comunità sul monitoraggio di queste problematiche.»Il Consigliere Alberto Bertin (ALPE) ha rimarcato: «Una Commissione non può essere un Osservatorio, non ne ha le caratteristiche, in primis le competenze tecniche. La prima Commissione ha svolto diligentemente il proprio compito, ma un Osservatorio, nel vero senso della parola, avrebbe avuto un’utilità ben maggiore. Nella nostra regione le organizzazioni criminali di stampo mafioso operano soprattutto in ambito economico tentando di infiltrarsi nel tessuto produttivo. Le attività che creano allarme sociale, quali ad esempio l’usura e le estorsioni, nella nostra regione sono esercitate in misura minore. Si tratta di una scelta strategica per non creare allarme e lasciare la Valle d’Aosta apparentemente tranquilla dedicandosi ad infiltrare l’economia. Rivelatrici da questo punto di vista le quattro interdittive antimafia emesse nei confronti di altrettante imprese edili valdostane e la recente amministrazione giudiziaria disposta per un’altra società. È un quadro preoccupante, che può avere effetti molto negativi. Bisogna davvero stare attenti, è su questo che si gioca il futuro della Valle d’Aosta. Il principio di legalità deve essere ritenuto una priorità.»La procedura di aggiudicazione della fornitura di materiali di ricambio per le centrali della società CVA è stata al centro di una mozione presentata dal gruppo Movimento 5 Stelle. Il testo, che è stato approvato all’unanimità dopo una modifica proposta dalla maggioranza, impegna la Commissione consiliare ad audire entro trenta giorni, i vertici e i tecnici di CVA al fine di fornire i dati di rendimento certificati, che devono rimanere riservati, delle centrali ante l’installazione di materiale WGP e post installazione di materiale WGP e a fornire ulteriori chiarimenti rispetto alla prassi anomala di aggiudicazione della fornitura.Nell’illustrazione, il consigliere Roberto Cognetta ha ripercorso la vicenda ricostruita attraverso una richiesta di accesso agli atti: «La CVA nel 2012 ha indetto una gara per la fornitura di giranti di ricambio per impianti vari suddivisa in 3 lotti, il cui importo è stimato in 4.150.000 euro. A presentare l’offerta sono state chiamate cinque ditte, ma questa prassi è una forzatura, in quanto CVA, essendo in ambito europeo, avrebbe dovuto pubblicare il bando di gara e lasciare che ditte referenziate partecipassero, tenuto anche conto del fatto che l’importo supera la soglia di trattativa a chiamata. Inoltre, la gara è stata aggiudicata all’azienda WGP, dopo che è stato richiesto alla ditta Voith – che aveva formulato la miglior offerta economica e tecnica – di rivedere l’offerta perché la tecnologia utilizzata era troppo avanzata e dopo aver comunicato a WGP il nuovo importo presentato dalla Voith. C’è però un’incongruenza visto che l’offerta di quest’ultima azienda era inferiore a quella riformulata da WGP, la cui proposta non era assolutamente vicina, dal punto di vista tecnico, a quella della Voith.» Il Consigliere ha poi evidenziato che le giranti di Valpelline «hanno dato segni di invecchiamento precoce e le successive prove hanno confermato che la fornitura non rispecchia la specifica tecnica» e ha richiamato una serie di dati secondo cui «i rendimenti degli impianti a seguito di queste forniture presentano una differenza negativa. La mia richiesta è quella di avere i dati di rendimento corretti e nel caso non fossero forniti di pretendere le dimissioni di chi si è occupato di questa operazione.»Il consigliere dell’UVP Alessandro Nogara ha osservato che «queste tematiche sono sempre state all’attenzione del mio gruppo e ora che siamo in maggioranza continuiamo ad occuparcene. Infatti, qualche risultato c’è stato: in Commissione, anche su nostra sollecitazione, i vertici di CVA hanno ribadito che la Compagnia è uscita da WGP e ora si fanno delle gare pubbliche.»Il presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha replicato che «riguardo alla procedura di affidamento, la gara indetta nel 2012 si è svolta senza alcuna forzatura, in quanto avviata e conclusa in base alla decisione dell’Unione europea 403 del 2010, recepita in Italia con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 5 agosto 2010 che, in sostanza, esentava CVA dall’applicazione del Codice dei contrati pubblici per tutti quegli appalti che riguardano impianti che non beneficiano di incentivazioni e non godono di priorità di dispacciamento. CVA ha quindi dato applicazione al patto parasociale esistente, che prevedeva che qualora l’offerta economica di WGP “si assestasse su livelli più onerosi rispetto alle offerte presentate da competitors, CVA riconoscerà a WGP il diritto di effettuare un’ulteriore offerta che sia almeno pari al prezzo meno oneroso applicato a CVA, quale risultante dalle altre offerte ricevute, diminuito di un punto percentuale”.»Riguardo ai dati relativi al rendimento delle giranti, il presidente Rollandin ha riferito che «CVA contesta la correttezza dei dati riportati nel testo della mozione, segnalando che si tratta comunque di informazioni industriali potenzialmente riservate che non sarebbe il caso di riportare su documenti pubblici. La mozione confronta valori di rendimenti massimi di turbina con rendimenti ponderali di gruppo o con valori di rendimento approssimativi utilizzati per attività di formazione interna di CVA risalenti al 2006, pertanto il confronto, come già illustrato alla quarta Commissione, è matematicamente e concettualmente errato. CVA ribadisce la completa disponibilità a confrontarsi nuovamente in IV Commissione su documenti e dati di cui si conoscano la fonte e i metodi di elaborazione.»Il consigliere Cognetta ha osservato che «il contratto parasociale è valido in presenza di parità di fornitura tecnica e non come invece è accaduto dove le offerte tecniche erano diverse, altrimenti c’è qualcosa che non funziona. Sulla questione del rendimento, i dati non sono stati forniti alla Commissione, tuttavia c’è da rilevare che le giranti dopo due anni sono state sostituite. La documentazione è arrivata da CVA, ma io voglio conoscere i dati sul rendimento.»Il consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha aggiunto che «è dovere di CVA fare chiarezza su questo tema. Riguardo ai criteri di aggiudicazione, questo sistema fa sì che non ci sia più nessuno che partecipa alle gare anche perché l’accordo parasociale toglie ogni possibilità di prendervi parte. La sensazione è che WGP fosse stata creata ad arte proprio per non dover sottostare al Codice dei contratti.»Il capogruppo di ALPE Albert Chatrian ha annunciato il voto favorevole: «Innanzitutto perché dobbiamo avere contezza di quanto succede nella società pubblica; secondo perché l’abc di una società controllata deve essere quello della trasparenza e dell’efficacia, cosa che invece non è successo. Le zone d’ombra aumentano riguardo all’azione gestionale della CVA. Chiedo al Consiglio di votare questa mozione perché è importante verificare attraverso dati oggettivi che le scelte compiute siano giustificate perché portano a risultati positivi.»Dopo una sospensione richiesta dal Consigliere Nogara dell’UVP per una riunione di maggioranza, è stato depositato un nuovo testo di modifica dell’impegnativa della mozione che è poi stato approvato all’unanimità.Il Consiglio regionale ha poi approvato all’unanimità una mozione, presentata congiuntamente da ALPE e Gruppo Misto, volta ad impegnare la Giunta regionale a riferire nella Commissione consiliare competente sulla reale situazione del nuovo contenzioso con Trenitalia, «trasmettendo copia di tutta la documentazione, compresi i verbali dei precedenti incontri intercorsi tra Regione e Trenitalia». «Discutendo una risoluzione, il 29 novembre 2016, l’Assessore Marguerettaz ha negato l’esistenza di un nuovo contenzioso – ha evidenziato nell’illustrazione il consigliere Elso Gerandin (GM) -, invece poi, a dicembre, abbiamo saputo di un decreto ingiuntivo concesso dal Tribunale di Roma nei confronti della Regione Valle d’Aosta in cui Trenitalia chiede la somma di 40 milioni di euro alla Regione per mancati pagamenti di fatture negli anni dal 2011 al 2015.»L’Assessore ai trasporti, Aurelio Marguerettaz ha precisato: «Proprio rispondendo alla risoluzione dello scorso novembre, avevo già anticipato la possibilità di un contenzioso, esprimendo inoltre la mia disponibilità a venire a riferire in Commissione. Oggi ribadisco quanto detto e voteremo a favore questa mozione.»Il consigliere Gerandin ha replicato: «Non si era mai parlato dell’importo, la cui quantificazione ci ha lasciati stupiti. Contribuiremo alla battaglia per evitare questo esborso e aspettiamo di esaminare la documentazione, oltre che di sentire in Commissione l’Assessore.»In chiusura, è stata ritirata la risoluzione presentata dalla minoranza e morante a far cessae, entro la fine di gennaio, l’attività della Commissione speciale per le riforme istituzionali.Su altre tematiche trattate nei lavori consiliari, si vedano gli articoli e i videoservizi specifici.

Pubblicato / aggiornato il 11/01/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute