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La politica di opposizione commenta l’arresto di Longarini

La politica di opposizione commenta l’arresto di Longarini

I gruppi politici di minoranza in Consiglio Valle hanno espresso le loro valutazioni a seguito dell’arresto del procuratore aostano Pasquale Longarini.

«Il sistema Valle d’Aosta sta implodendo e il Presidente della Regione preferisce non rilasciare dichiarazioni, così come la sua Giunta», scrivono i consiglieri dei gruppi Alpe e Mouv’  e proseguono: «L’escalation di fatti gravi e di notizie dirompenti delle ultime settimane stanno delineando un quadro regionale le cui storture vanno ben aldilà di quanto di deleterio si potesse supporre. Giorno dopo giorno, emergono in modo sempre più chiaro legami, commistioni, traffici e comportamenti dubbi che percorrono e collegano i palazzi regionali del potere politico, giudiziario ed economico in una grande rete, nella quale anche la ‘ndrangheta ha buon gioco

«Quanto da tempo sosteniamo – proseguono i Consiglieri di Alpe e Mouv’ – ha trovato conferma nelle rivelazioni fatte in seconda Commissione consiliare sui conti del Casino di Saint-Vincent e del Grand Hotel Billia, con lavori edili costati 120 milioni di euro e acquisti degli ultimi anni, sempre del Grand Hotel, che hanno favorito spudoratamente pochi privilegiati, tra cui spicca il Caseificio Valdostano, fornitore di punta anche di un altro colosso para-pubblico come il Forte di Bard

«Così come è avvenuto per un altro tema a noi caro, venuto alla ribalta sempre in seconda Commissione: l’operazione CVA, costata 60 milioni di euro, di fornitura e posa delle oltre trenta giranti cinesi, rivelatesi scarsamente performanti e, in alcuni casi, addirittura pericolose e tali da compromettere seriamente la sicurezza di chi lavorava nei loro pressi. Giranti deficitarie al punto da indurre i tecnici CVA a non certificarne la resa effettiva e a ripristinarne alcune vecchie, con gravissimo danno per l’azienda

Per i consiglieri dei gruppi Alpe e Mouv’, «a completare il quadro di un sistema malato e pernicioso, è giunta la notizia dell’arresto del Procuratore capo facente funzione e del titolare del Caseificio Valdostano – lo stesso che abbiamo già menzionato -, fornitore praticamente in esclusiva di quelle società partecipate rette dai fiduciari nominati dal Governo regionale, che direttamente al Presidente si sono sempre rapportati. Un intreccio mica da ridere, che sta facendo aprire gli occhi a tanti Valdostani. Eppure il Presidente della Regione si rifugia nel no comment, afferma di non conoscere la vicenda e non vuole dire assolutamente nulla. Così come tace la Giunta

«‘Des deux l’une’ – concludono i consiglieri di Alpe e del Mouv’ -: se il Presidente è veramente ignaro e non si sente nemmeno in dovere di dichiarare che bisogna andare a fondo nella questione, in particolare per quanto riguarda possibili coinvolgimenti delle partecipate regionali, è palesemente inadeguato al suo ruolo; se, al contrario, è a conoscenza di qualcosa e si trincera dietro al no comment, così come la sua Giunta, allora la questione è gravissima
Sarcastico, come sua abitudine, il consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Cognetta: “
Mentre il Palazzo trema per le notizie che arrivano dagli organi di informazione sull’inchiesta, che coinvolge imprenditoria e magistratura, il Governo regionale si dimentica di presentare, come invece avrebbe dovuto fare, un piano di ristrutturazione del casino. Certo che il Consiglio regionale ha assegnato un compito impossibile al Governo e cioè quello di risolvere nel giro di pochi giorni una situazione creata in anni di sprechi, acquisti di materiale e servizi da fornitori amici degli amici, assunzioni e avanzamenti di amici e parenti. Con una società che perde più di 50.000 euro al giorno il Governo si sta ancora domandando che cosa fare.

La Sacra Grolla Unita ringrazia per lo sfacelo al quale, stiamo assistendo e ringrazia anche chi negli anni, doveva vigilare e invece ha dormito sonni tranquilli, sbraitando alla luna senza fare azioni di denuncia concrete o difendendo seriamente le prerogative del consiglio regionale. Ora si svegliano e dichiarano che non sapevano nulla, che non potevano fare altro e che non avevano gli strumenti.

Il vero problema è che se andassimo a votare domani mattina la Sacra Grolla Unita farebbe, di nuovo, il pieno di voti, perché le 3 preferenze e lo spoglio dei piccoli comuni sono cose che permettono lo stesso controllo del consenso che c’è stato finora.

Se qualcuno ha davvero voglia di cambiare le cose, prima di fare proclami nell’esclusivo interesse elettorale personale, si tiri su le maniche e si impegni a aprire tutti i cassetti a denunciare tutto e tutti quelli coinvolti e a cambiare le regole del gioco con chi ci sta. Solo dopo si vada a votare perché altrimenti si continua, nei fatti, a fare il gioco della Sacra Grolla Unita che sentitamente ringrazia.

Ritengo che sarebbe una manna per noi del M5S andare al voto subito, quindi se dovessi pensare solo all’interesse elettorale non sarei qui a dire certe cose. Il punto è che questo sistema marcio deve finire e può finire solo se si tira fuori tutto e si denuncia e infine si smontano i sistemi di controllo che hanno asfissiato la vita politica ed economica di questa regione. Valdostani rialzate la testa e cominciate a pensare seriamente al futuro dei vostri figli, basta con le rendite di posizione basta con i favori e con gli amici degli amici che hanno affogato la nostra regione nella mediocrità e nel malaffare, basta con i politici da passerella o con gli occhi foderati di prosciutto e soprattutto basta con la Sacra Grolla Unita!“.

 

Pubblicato / aggiornato il 01/02/2017 alle 12:00
Categoria: Salute