Arci: in VdA aree grigie di indifferenza e di tolleranza complice
Le associazioni ARCI, Legambiente, Libera, Valle Virtuosa, Decrescita Felice e ATTAC s’interrogano – e interrogano la politica – su cosa sta succedendo in Valle d’Aosta.
“Lo scandalo che ha colpito la Procura di Aosta, è solo l’ultimo di una serie di episodi che svelano l’inquietante sistema di intrecci tra potere e malaffare valdostano“, scrivono le associaizoni in un comunicato stampa che proseguono: “non possiamo far finta di non vedere che politica, imprenditoria e persino magistratura risultano permeabili alle lusinghe di mafie e massonerie deviate“.
Di fronte a questo drammatico contesto, le associaizoni sostengono che la società debba reagire: e chiedono un impegno concreto e immediato ai cittadini e alle istituzioni valdostane.
Al Consiglio Valle, in particolare, chiedono di: “modificare la legge elettorale, prevedendo l’abrogazione del sistema delle tre preferenze. Un’unica preferenza rispetta il diritto del cittadino a scegliere i propri rappresentanti, ponendo un freno ai fenomeni del clientelismo e del voto di scambio: cancri che da troppo tempo avvelenano la politica valdostana. Attivare finalmente l’Osservatorio permanente sulle associazioni criminali di tipo mafioso, che, con l’ausilio di esperti del settore, affronti anche la questione dei rapporti tra mafie e massoneria. Predisporre una proposta di revisione dell’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale 7 settembre 1945, n. 545 e successive modifiche ed integrazioni, che prevede la somma di due importanti cariche, Presidente della Regione e Prefetto, nelle mani della stessa persona. Questa norma, anziché risultare un presidio a difesa dell’autonomia e delle libertà dei cittadini valdostani, ha invece accresciuto l’influenza della cattiva politica e non garantisce, in un contesto inquinato dalla criminalità organizzata, una risposta efficace sul piano della legalità“.
Pubblicato / aggiornato
il 03/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
