UVP: gli enti locali si riapproprino delle competenze sull’accoglienza migranti
Il gruppo di lavoro appositamente costituito da Union valdôtaine progressiste e guidato da Nadia Noro, ha completato il proprio lavoro per suggerire una diversa modalità di accoglienza dei migranti in Valle d’Aosta.
“Un sistema ordinato e istituzionalizzato – hanno scritto nella relazione conclusiva – è l’unica via d’uscita per affrontare, con maturità e serietà, il tanto stigmatizzato tema dei Migranti. La comunità è consapevole delle cause profonde che costringono queste persone a lasciare il proprio Paese in condizioni d’incertezza e a rischio della propria vita. Non avendo la possibilità di agire per rimuovere tali cause, è dovere comunque di ogni istituzione, ciascuna per il ruolo che le compete, attivarsi per lenire gli innegabili impatti che il fenomeno dei flussi migratori produce sulle comunità che accolgono i migranti. Le ricadute sono maggiori poi nelle situazioni in cui i numeri degli ospitati sono sproporzionati rispetto alla popolazione residente. Occorre pensare e programmare in termini di modello, far uscire l’accoglienza dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica. I Comuni devono avere voce in capitolo sul numero e la tipologia di migranti che sono disposti ad ospitare, sulle modalità dell’accoglienza“.
Secondo UVP “è tempo di delineare un’assunzione di responsabilità da parte degli Enti Locali su cui oggi ricadono le scelte di altri. In VdA, ad oggi, l’accoglienza è gestita solo attraverso i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) definiti sulla base delle indicazioni della Prefettura. Occorre che le Amministrazioni locali si approprino nuovamente delle strategie e degli interventi di welfare, contestualizzandole con le caratteristiche e le peculiarità del territorio. Questo vorrebbe dire dare la possibilità al Comune di scegliere la tipologia di progetto di accoglienza da realizzare individuando i destinatari da prendere in carico; creare un sistema che sia fondato sui piccoli numeri, che permetta l’applicazione di criteri di proporzionalità in relazione alla popolazione del territorio, per facilitare la gestione, il controllo ed i processi d’integrazione, sulla scorta delle esperienze pregresse di Regioni virtuose in tale ambito“.
Il modello valutato dal Gruppo di lavoro è lo SPRAR: un servizio coordinato dal Ministero degli Interni in collaborazione con ANCI che è stato attivato espressamente per gli Enti Locali, in un quadro di trasparenza amministrativa, e che si può organizzare rispettando le particolarità geografiche e demografiche della Valle d’Aosta. “Si tratta di un servizio che rimette la governance in mano al Sindaco, che può quindi tornare a decidere, insieme alla sua comunità, i numeri, le modalità e i soggetti da coinvolgere per organizzare l’accoglienza sul suo territorio“.
Pubblicato / aggiornato
il 04/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute