Stella alpina e Uv: non c’è accordo
Niente di fatto da entrambe le parti.
Union valdôtaine ha voluto incontrare l’alleato delle elezioni regionali 2013 per proporre di ripartire dalla maggioranza originaria di 18 consiglieri (anche se modificata nella formazione 11 Union valdôtaine, 5 Stella alpina, 2 PD) e poi di vedere chi altro, eventualmente, vorrà condividerne il progetto.
Stella alpina ha voluto incontrare l’alleato per proporre il rilancio dell’alleanza a 27 (quella che Stella alpina dice di aver subito mentre l’Union ha voluto) e per chiedere a Union valdôtaine di portare al tavolo delle consultazioni una proposta apicale alternativa.
Già solo esponendole, le posizioni appaiono inconciliabili e, infatti, l’incontro mattutino è stato sereno ma totalmente inconcludente.
E poi niente di fatto anche nel pomeriggio, all’interno della segreteria politica di Stella alpina. La contrapposizione fra Marquis-Borrello-Viérin e Baccega-Lanièce, palesatasi in occasione proprio della firma alla risoluzione per chiedere a Rollandin di dimettersi da presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, potrebbe riproporsi mercoledì 1° marzo, quando si tratterà di votare la mozione di sfiducia a Ego Perron. Il gruppo si riunirà ancora mercoledì mattina, per cercare una conciliazione fra le diverse sensibilità, ma se i cinque non troveranno un’intesa, sono stati lasciati liberi dalla segreteria di votare secondo coscienza. “La cosa più importante è l’unità del partito”, dice il segretario, Carlo Marzi.
Sempre più difficile capire, nella politica valdostana, chi tiene in scacco chi ma, soprattutto, quale possa essere l’epilogo di tutto ciò. Uno è evocato da tutti a parole ma non – per ora – nei fatti: diciotto lettere di dimissioni ed elezioni anticipate.
Pubblicato / aggiornato
il 28/02/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
