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Bando anziani: il ballo delle cifre sul passaggio dei dipendenti

Bando anziani: il ballo delle cifre sul passaggio dei dipendenti

Nel pomeriggio di mercoledì 1° marzo, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti di KCS si sono incontrati per firmare l’accordo relativo al passaggio dei dipendenti impegnati nei servizi agli anziani del Comune di Aosta.

Ma la firma è avvenuta in piena polemica.
Infatti, poco prima dell’inizio dell’incontro, Leone Rosso e l’Ati composta dalle cooperative La Sorgente, La Libellula e Esprit à L’Envers hanno diffuso una nota stampa in relazione a “un presunto accordo sindacale tra cooperative valdostane uscenti, Oo.Ss. e Comune di Aosta“.  “Vogliamo precisare – scrivono Cesare Marques e Riccardo Jacquemod – che quanto dichiarato non risponde a verità. Nella giornata di martedì 28 febbraio le cooperative valdostane hanno abbandonato il tavolo delle trattative sindacali perché non ritenevano che ci fossero i presupposti per una adeguata salvaguardia dei livelli occupazionali nella proposta avanzata dalle Oo.Ss. pertanto non è stato siglato nessun accordo con le stesse. Ci stupisce come possa essere stata fatta una dichiarazione palesemente falsa sia sul presunto accordo sia sui mancati licenziamenti che verranno effettuati a causa del taglio previsto dal bando dando l’ennesima illusione a quei lavoratori che già da mercoledì 1° marzo si trovano di fatto disoccupati“.
Aspetti condivisi dal consigliere leghista Andrea Manfrin, che ci ha spiegato: “Oltre ai 14 licenziamenti, che i sindacati dicono che saranno riassorbiti dalle cooperative (e non è vero) e i 7 licenziamenti delle maternità, non considerano quelli a tempo determinato, gli interinali e gli indeterminati del Job act. La realtà è che Kcs, oltre a licenziare sicuramente 3 lavoratrici e mezzo, per altri 23 esuberi con contratto a tempo indeterminato ha ‘scaricato’ la patata bollente alle cooperative valdostane, in base a un calcolo ben preciso: cinque tra Oss e Adest dovrà licenziarli Leone Rosso, altri due saranno licenziati dall’Ati, mentre sette lavoratori a tempo determinato in sostituzione di maternità saranno licenziati al rientro delle lavoratrici neomamme. A questi si aggiungono quattro lavoratori assunti da Leone Rosso a tempo determinato, ai quali non sarà rinnovato il contratto, così come a cinque interinali“. Lega Nord annuncia la presentazione di una mozione “che inchioderà Centoz e Sorbara alle loro responsabilità, sia relativamente alle dichiarazioni, evidentemente false, sia riguardo ai licenziamenti, da noi stimati in circa 40, e che ci faremo latori di una proposta atta a tutelare proprio quei lavoratori e quegli utenti, evidentemente vessati da questa amministrazione“.
Strumentalizzazioni” le definisce il segretario di FP-Cgil Igor Debelli che, a sua volta, spiega: “Nel complesso sono state trattate le situazioni di 140 dipendenti. È stato definito che Leone Rosso dovrà ricollocare cinque tempi pieni mentre due spetteranno all’Ati. Trasformando gli orari in persone, il provvedimento riguarderà tre lavoratori in capo all’Ati e otto in capo a Leone Rosso. Per loro, siamo disponibili a sottoscrivere accordi per l’utilizzo di ammortizzatori sociali. In alternativa, l’Ati potra effettuare licenziamenti per giustificato motivo mentre Leone Rosso (se riterrà che i dipendenti non possano essere occupati in altri loro settori di attività) potrà optare per l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo“.
I toni sembrano comunque salire, presumibilmente anche in relazione alla valenza politica della questione e al fatto che esistono possibilità di tutela dei propri interessi di fronte ai giudici che Leone Rosso ha già avviato. “Alle inesattezza che saranno divulgate siamo pronti a rispondere colpo su colpo, precisa Debelli, che annuncia anche di aver l’intenzione di verificare con attenzione la lista degli occupati presentata da Leone Rosso “poiché, a prima vista, appaiono alcune incongruenze sulle quali è presumibile saranno necessari chiarimenti“.

Pubblicato / aggiornato il 01/03/2017 alle 12:00
Categoria: Salute