Già sospesi o non ancora? Giunta e Consiglio si scontrano sull’applicazione della Legge Severino
È partita da Aosta, verso Roma, la comunicazione della sentenza della Corte d’Appello di Torino in base alla quale i consiglieri regionali Donzel, Fontana, La Torre e Marco Viérin devono essere sospesi dalle loro funzioni.
La Presidenza del Consiglio dei ministri dovrà prenderne atto ed emettere il decreto di sospensione, poi trasmetterlo al Consiglio Valle, che dovrà attuarlo nella prima seduta utile.
Sulla retroattività del provvedimento si è aperto un confronto a mezzo comunicato stampa fra il presidente del Consiglio Valle e il presidente della Regione.
Andrea Rosset ha scritto: «Sulla base degli approfondimenti ad oggi effettuati, a noi non risulta che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri abbia effetto retroattivo. Al momento, al Consiglio regionale non è stato notificato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e non abbiamo quindi in mano alcuno strumento giuridico per impedire ai quattro Consiglieri di partecipare alle sedute di Consiglio e alle votazioni negli organi regionali. Siamo a conoscenza di situazioni analoghe in altre Assemblee legislative dove, dalla pronuncia della sentenza di condanna alla notifica del DPCM di sospensione, i Consiglieri hanno continuato a svolgere la loro attività istituzionale senza ripercussioni sugli atti adottati.»
Un’ora e un minuto dopo, è arrivata la replica dell’ufficio stampa del secondo piano di Palazzo regionale: “Con riferimento al comunicato stampa del Presidente del Consiglio regionale, la Presidenza della Regione ritiene importante precisare che in nessun momento si è inteso sostenere che i Consiglieri regionali in carica condannati dalla Corte di Appello di Torino non possano pienamente partecipare alle sedute del Consiglio regionale, fino a quando non saranno notificati i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri in merito alla sospensione dei Consiglieri stessi. La questione è invece relativa al fatto che i suddetti Decreti accerteranno la sospensione dei Consiglieri dalla data della sentenza, ovvero dal 14 febbraio 2017. Poiché, l’articolo 8, comma 3, della Legge Severino prevede che, nel periodo di sospensione, i soggetti sospesi ‘non sono computati al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata’, è necessario avere certezza in ordine alle conseguenze di tale previsione sugli atti adottati con il voto determinante dei Consiglieri oggetto di sospensione“.
Sulla retroattività del provvedimento si è aperto un confronto a mezzo comunicato stampa fra il presidente del Consiglio Valle e il presidente della Regione.
Andrea Rosset ha scritto: «Sulla base degli approfondimenti ad oggi effettuati, a noi non risulta che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri abbia effetto retroattivo. Al momento, al Consiglio regionale non è stato notificato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e non abbiamo quindi in mano alcuno strumento giuridico per impedire ai quattro Consiglieri di partecipare alle sedute di Consiglio e alle votazioni negli organi regionali. Siamo a conoscenza di situazioni analoghe in altre Assemblee legislative dove, dalla pronuncia della sentenza di condanna alla notifica del DPCM di sospensione, i Consiglieri hanno continuato a svolgere la loro attività istituzionale senza ripercussioni sugli atti adottati.»
Un’ora e un minuto dopo, è arrivata la replica dell’ufficio stampa del secondo piano di Palazzo regionale: “Con riferimento al comunicato stampa del Presidente del Consiglio regionale, la Presidenza della Regione ritiene importante precisare che in nessun momento si è inteso sostenere che i Consiglieri regionali in carica condannati dalla Corte di Appello di Torino non possano pienamente partecipare alle sedute del Consiglio regionale, fino a quando non saranno notificati i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri in merito alla sospensione dei Consiglieri stessi. La questione è invece relativa al fatto che i suddetti Decreti accerteranno la sospensione dei Consiglieri dalla data della sentenza, ovvero dal 14 febbraio 2017. Poiché, l’articolo 8, comma 3, della Legge Severino prevede che, nel periodo di sospensione, i soggetti sospesi ‘non sono computati al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata’, è necessario avere certezza in ordine alle conseguenze di tale previsione sugli atti adottati con il voto determinante dei Consiglieri oggetto di sospensione“.
Insomma: la soluzione alla crisi politica si gioca anche a colpi di cavilli legali, visto che gli equilibri numerici sono ancora in equilibrio instabile e variabile.
Pubblicato / aggiornato
il 03/03/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
