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Parte da un’opera di Nuvolari il Memoriale che Aosta vuole dedicare alle vittime di femminicidio

Parte da un’opera di Nuvolari il Memoriale che Aosta vuole dedicare alle vittime di femminicidio

L’installazione: Cominciamo da Elena, di Patrizia Nuvolari, sarà inaugurata ad Aosta, in occasione della Festa della Donna 2017, ed è il primo passo di un percorso che vede all’orizzonte la realizzazione di un Memoriale dedicato alle vittime di femminicidio.

Un sacrario dove riflettere sulla sofferenza subita da un genere. Il più debole. Il più escluso dalla Storia. I Memoriali sono dedicati ai caduti in guerra, ma anche le morti per femminicidio sono causate da una guerra, più sottile, quasi silente, che dura da sempre. Una strage assurda di cui è colpevole una cultura basata sul dominio e sul possesso. Diventa allora giusto e doveroso che anche alle vittime di questa “guerra intima” sia dedicato un luogo alla Memoria.
L’arte serve anche a questo. Serve a far riflettere e invita a non dimenticare, crea un’opportunità per realizzare un prodotto artistico che, trasformando la tragedia quotidiana in un momento di profonda riflessione, possa contrastare una cultura ancora connotata da forte maschilismo.
Cominciamo da Elena presenta il ritratto di Elena Ceste da bambina, una donna di Torino uccisa dal marito nel gennaio del 2014. La prima fotografia che l’artista ha raccolto.
Un ritratto solo per richiamare l’attenzione verso l’iniziativa che ha come obiettivo finale la raccolta del più alto numero di fotografie di donne uccise per la creazione di un auspicabile Memoriale.
I ritratti che si intende raccogliere partendo da questa installazione, che si spera diventi itinerante lungo l’intera Penisola, non presenteranno delle donne, ma delle bambine. Il passato darà alla morte il significato di una dolorosa profezia. Un destino segnato dal sesso. Quei volti e quei giovani corpi saranno più eloquenti di qualsiasi altra immagine. Comunicheranno il furto straziante di un avvenire interrotto. Un futuro rubato solo e unicamente perché donna. Il presente sarà indicato dal nome della vittima stampato sull’immagine insieme all’età e alle cause della morte. Paradosso temporale. Lo spettatore si troverà di fronte ai ritratti di bambine inconsapevoli. Ignare. E proprio questa incoscienza conferirà alle icone l’orrore che si nasconde dietro a una patologica forma d’amore.
L’installazione consisterà in una scatola di colore blu all’interno della quale verrà collocata l’immagine, in B/N e sempre su fondo blu, di Elena Ceste con il suo sorriso di bambina. Un’icona contemporanea preziosa come lo sono le antiche reliquie dei santi. Il pubblico guarderà quel viso ignaro e conoscerà il suo destino tradito da un falso amore. Basterà questo per fare male. Per indurre a pensare e a chiedere giustizia per le vittime e per i loro orfani.
L’installazione sarà presentata l’8 marzo nella saletta san Grato alle ore 17,30.

Pubblicato / aggiornato il 07/03/2017 alle 12:00
Categoria: Salute