Girasole e Dosio chiedono un impegno dal Comune di Aosta per implementare le vaccinazioni
Partendo dalla considerazione che il Ministero della salute indica il 95% come soglia limite per garantire una copertura efficace in grado di contrastare l’insorgere di malattie che si pensavano ormai debellate ma che tale soglia, nel 2015, non è stata raggiunta per nessuno vaccino: né obbligatorio né raccomandato. Infatti il maggior numero di vaccinazioni si è avuto contro la poliomielite (93,4% dei bimbi entro i 24 mesi di età), mentre quello meno praticato è stato quello antipneumococco (88,46%).
Sono numerosi gli impegni che Girasole e Dosio intendono chiedere al sindaco e alla Giunta.
Innanzitutto a divulgare con urgenza il nuovo piano nazionale delle vaccinazioni, promuovendo la collaborazione del personale comunale, con quello sanitario, delle istituzioni scolastiche, delle università e dei mass media, per promuovere la cultura vaccinale, mediante l’organizzazione di incontri con i genitori, convegni tematici, interventi mirati nell’ambito dei corsi di preparazione alla nascita, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e per informare gli adulti sulle vaccinazioni e sui
richiami da effettuare nel corso della propria vita, anche attraverso l’operato del medico di famiglia, attivando un percorso di informazione permanente.
Poi a intervenire presso la Regione autonoma Valle d’Aosta e l’Azienda U.S.L. Valle d’Aosta perché investano risorse per migliorare i servizi di prevenzione sanitaria e di adesione ai programmi vaccinali, anche per favorire la protezione di persone che non possono essere vaccinate per condizioni di salute che creano impedimenti o controindicazioni.
Inoltre a valutare l’opportunità di promuovere provvedimenti atti a ripristinare un livello accettabile di sicurezza sanitaria, mediante il mantenimento di elevate coperture vaccinali, considerando la possibilità di modificare le regole di accesso agli asili nido con la previsione di condizionare l’accettazione dell’iscrizione alla pratica vaccinale.
Ancora, ad individuare modalità di disincentivazione del sostegno, diretto o indiretto, da parte dell’Amministrazione comunale ai gruppi di oppositori alla pratica vaccinale (ad esempio non concedendo patrocini o spazi gratuiti per l’organizzazione di incontri con la popolazione), così come a implementare, in collaborazione con la Regione, il monitoraggio continuo dell’omessa
vaccinazione (per dimenticanza, o per ragioni mediche, ideologiche, religiose, psicologiche, eccetera) allo scopo di identificare coloro che necessitano di essere incoraggiati verso un percorso vaccinale anche attraverso azioni informative specifiche, evidenziando eventuali insufficienze nella copertura vaccinale con particolare riferimento alle bambine e ai bambini.
Infine, a proporre l’estensione dell’obbligo vaccinale per quelle malattie che sono più rilevanti ai fini della tutela della salute pubblica (per esempio Morbillo, Haemophilus Influenzae, Pneumococco, Meningococco B e C).
Pubblicato / aggiornato
il 13/04/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
