La risposta a Cognetta sulla dermatologia arriva prima del Consiglio Valle
“La fase di trasformazione e di criticità derivano, da un lato, dall’evoluzione dei livelli di erogazione dei servizi sanitari (LEA – Livelli essenziali di Assistenza) e, dall’altro, dalla obiettiva contrazione delle risorse finanziarie disponibili e destinate ai servizi alla persona” scrive Bertschy in una nota, dove aggiunge: “Sin dalla seconda metà del 2016 è stata avviata una risposta al problema delle liste d’attesa, in particolare in ambito dermatologico e dell’erogazione puntuale e corretta delle prestazioni previste dal servizio sanitario regionali, secondo i codici di accesso. A fine 2016 e a inizio 2017 sono stati pubblicati due avvisi: il primo destinato al reperimento di specialisti ambulatoriali tramite le convenzioni uniche nazionali, il secondo al reclutamento di liberi professionisti disponibili a collaborare con l’Azienda stessa. Gli avvisi pubblici non hanno avuto però esito favorevole, a causa dei limiti tariffari stabiliti a livello statale. L’Azienda USL Valle d’Aosta ha quindi erogato, per alcune settimane, alcune prestazioni ambulatoriali, le cosiddette ‘prime visite’, con l’unico professionista incaricato, garantendo in ogni caso, con congrui tempi di attesa, la correlata attività chirurgica e, soprattutto, le attività specialistiche connesse al pronto soccorso“.
L’Azienda USL della Valle d’Aosta ha avviato contatti con strutture sanitarie private accreditate con il Servizio sanitario regionale per sopperire alla momentanea carenza in organico con medici idonei a svolgere tale attività: entro il mese di maggio, saranno stipulati i necessari contratti di servizio.
È stata infine confermata la necessità di bandire un concorso pubblico per medici specialisti in dermatologia, che sarà espletato a carico dell’Azienda.
Bertschy ha una risposta anche per l’Associazione Amici per la Pelle, che aveva lamentato il fatto che fosse stata necessaria una così forte presa di posizione politica per porre mano al problema: “Per superare le difficoltà di questa fase critica, occorre un clima costruttivo capace di proporre soluzioni anche nel dibattito aperto tra operatori, corpi intermedi e associazioni, che tenga conto dell’importanza e della delicatezza dell’intero mondo sanitario, degli operatori e delle persone in cura“.
Pubblicato / aggiornato
il 15/04/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
