Champorcher, St-Vincent e St-Rhémy attendono approvazione progetto Sprar
Giovedì 20 aprile, un gruppo di 26 migranti è giunto in Valle d’Aosta. Hanno trovato accoglienza ad Aosta, Châtillon, Morgex, Nus, Saint-Christophe, Saint-Marcel, Sarre, Verrès, Villeneuve e, per la prima volta, a Donnas.

Sulla questione, prende posizione Lega Nord con una propria nota stampa, nella quale si legge: “L’arrivo di 26 nuovi finti profughi da sfamare nella nostra regione è l’ennesimo segnale che né l’amministrazione regionale precedente né quella attuale hanno a cuore la tutela e la salvaguardia dei cittadini valdostani, e che l’interesse non è proteggere la nostra regione da questa invasione, ma essere silenti spettatori o, nella peggiore delle ipotesi, complici. Le notizie vere e sicuramente positive, però, sono due. La prima arriva da Donnas, dove sono stati eseguiti i primi controlli urbanistici sulle strutture che dovevano ospitare circa 20 migranti. La Lega Nord aveva raccolto moltissime firme per chiedere queste verifiche che hanno avuto un esito positivo, riducendo gli arrivi a 12. La notizia più importante però arriva da Saint-Vincent, dove la Lega aveva chiesto, con più di 500 firme, di fare approfonditi controlli sull’albergo oggetto del progetto di centro di accoglienza. È notizia di giovedì 20 aprile, da canali non ufficiali, che la cooperativa avrebbe rinunciato al progetto in quanto gli adeguamenti necessari erano troppi e troppo costosi. Rivendichiamo quindi con forza questo risultato che dimostra come con il buonsenso, l’applicazione delle norme esistenti e la perseveranza, unitamente alla discussione in commissione portata avanti con la prima commissione del Comune di Saint-Vincent, abbiano scongiurato, almeno per ora, l’invasione ed il degrado di questo Comune. Invitiamo quindi tutte le amministrazioni valdostane che hanno a cuore il futuro, il benessere e la sicurezza dei propri cittadini, di fare altrettanto per scongiurare l’arrivo di decine di finti profughi nullafacenti che non possono rappresentare altro che un problema ed una provocazione per i tanti cittadini che vivono in situazione di difficoltà e disagio reali“.
Per quanto riguarda Saint-Vincent, il sindaco Mario Borgio dichiara che la questione non lo compete e “riguarda esclusivamente il rapporto fra proprietario delle struttura e cooperativa“. Conferma invece di attendere l’accoglimento del progetto Sprar presentato assieme ai Comuni di Champorcher e Saint-Rhémy-en-Bosses. Alessandro Glarey, sindaco di Champorcher, in riferimento all’accoglienza migranti spefica: “non avevamo ritenuto accoglibile la petizione proposta da Lega Nord poiché mancavano i dati dei firmatari. In relazione al’arrivo di migranti, in considerazione della presentazione da parte nostra di un progetto Sprar, la cooperativa ha rinunciato al contratto“.
In relazione alla questione Sprar interviene il Conseil de direction di Union valdôtaine progressiste scrivendo: “La notizia del ritiro da parte di una cooperativa locale dei progetti inerenti l’accoglienza dei migranti nei comuni di Champorcher e Saint-Vincent è tra i primi effetti dell’adesione al progetto SPRAR da parte di tre comuni valdostani. Se le cooperative interessate si allontanano dai comuni che hanno scelto un modello diverso da quello adottato finora in Valle, non significa certo che questi ultimi non accolgano i rifugiati e i richiedenti asilo o che esulino da queste responsabilità, ma che abbiano cercato di farlo in modo più organizzato e consono al proprio territorio ed alle comunità residenti. L’Union Valdôtaine Progressiste, attraverso il gruppo di lavoro designato per questa tematica, puntava proprio in questa direzione: dare ai comuni più opportunità di scegliere come gestire la politica dell’accoglienza. La drammatica situazione che vede il flusso continuo e sempre più numeroso di ormai intere popolazioni costrette ad abbandonare il proprio Paese non può più essere ignorata da nessun popolo civile degno di tale aggettivo; nessuno potrà ritenersi esente da quello che diventerà un obbligo per tutti, utile quindi per ogni comunità, ovvero scegliere quale sia il progetto di accoglienza migliore da adottare tutelando al meglio la propria comunità“.
Pubblicato / aggiornato
il 21/04/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
