Inizia il percorso del referendum contro la scuola polmone. Centoz ci vede debolezza della maggioranza regionale
Sabato 29 aprile si è costituito il Comitato promotore per il Referendum consultivo contro la realizzazione del nuovo polo scolastico (già scuola polmone) previsto in località Tsambarlet di Aosta.
Il Comitato – i cui referenti sono Antonio Botti e Nina Alda Cottone – è costituito da insegnanti, genitori, studenti e dalle forze politiche all’opposizione in Consiglio comunale.
I proponenti il Referendum intendono consultare la popolazione “circa la sciagurata e costosissima (circa 25 mln di euro) scelta della precedente maggioranza regionale di cementificare parte del polo sportivo regionale di loc. Tsambarlet e di abbandonare l’edificio di Via Torino che ospitava il Liceo M. Adelaide“.
I proponenti il Referendum intendono consultare la popolazione “circa la sciagurata e costosissima (circa 25 mln di euro) scelta della precedente maggioranza regionale di cementificare parte del polo sportivo regionale di loc. Tsambarlet e di abbandonare l’edificio di Via Torino che ospitava il Liceo M. Adelaide“.
Sabato 29 aprile è stata anche depositata in Comune l’istanza, al Sindaco, per l’avvio dell’iter referendario, che prevede la costituzione della Commissione tecnica che, entro 30 giorni, dovrà valutare l’ammissibilità del seguente quesito:
Volete voi che l’area a servizi individuata nel Piano Regolatore Generale di Aosta, denominata “Sp3”, localizzata nella sottozona Fa01 – Area sportiva Tsambarlet, destinata allo sport e al tempo libero, mantenga tale destinazione?
Il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, ha affidato a Facebook le proprie riflessioni sul tema: “Le manifestazioni di democrazia sono sempre segno di partecipazione soprattutto in merito a scelte così importanti per la nostra comunità.
Qualche dubbio, però, sorge spontaneo.
Tra i proponenti vi sono le forze politiche di minoranza in comune e, in particolare, vi figura l’Alpe che però, da circa un paio di mesi è anche nella nuova maggioranza di Governo regionale, degnamente rappresentata da tre Assessori: alle Attività produttive e Ambiente, al Bilancio e Partecipazioni societarie e alla Cultura e Pubblica istruzione.
E subito ci si potrebbe chiedere: ma se l’Alpe è contraria (come in effetti lo è sempre stata) alla costruzione di un polo scolastico nella zona di Tzamberlet e oggi ricopre importanti ruoli nel governo regionale perché non decide di sospendere quei lavori? perché non trova le soluzioni più idonee per individuare un luogo ritenuto più appropriato per il polo scolastico? se il nuovo polo scolastico che ospiterà scuole superiori – cioè istituzioni scolastiche di competenza regionale – non è ritenuto funzionale per il nuovo Assessore regionale all’istruzione perché il governo regionale non interviene? perché non decide, come è sua competenza fare, di ristrutturare l’attuale M. Adelaide? quanto costerà, in termini di penale, interrompere l’iter di costruzione del nuovo polo scolastico?
Tutte domande che ad oggi sono senza risposta.
Non sarà che nell’attuale maggioranza regionale non tutti sono d’accordo nel sospendere quei lavori e quindi, per non entrare subito in crisi, si preferisce delegare ad altri la decisione?
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
Nel frattempo, visto che il Governo regionale non vuole occuparsi della questione pur essendo di sua stretta competenza, si interrogano i cittadini. Ma non si chiede loro – come giustamente dovrebbe essere – se vogliono un nuovo polo scolastico in regione Tzamberlet, se preferiscono ristrutturare l’attuale scuola M. Adelaide, oppure ancora se preferirebbero dislocare l’istituzione scolastica altrove.
No, perché un quesito così chiaro e diretto non sarebbe ammissibile visto che stiamo parlando di politiche scolastiche di competenza della Regione. Si svicola e si chiede ai cittadini se vogliono mantenere la destinazione urbanistica sportiva nell’area Tzamberlet perché questo – di fatto – impedirebbe di costruire il polo scolastico. E intervenire direttamente come Regione non sarebbe più semplice e coerente?
A me sarebbe piaciuto di più un incontro/confronto con il nuovo Governo regionale per discutere insieme sulle scelte strategiche della nostra città come avvenuto con il precedente e utilizzare questo importante strumento di partecipazione democratica per coinvolgere i cittadini sulle scelte future della nostra città.
Intanto, oltre ad avviare l’iter referendario, occorrerà trovare tra le pieghe del bilancio circa 120 – 150 mila euro per la consultazione elettorale con il rischio che non si possa svolgere per la concomitanza delle imminenti elezioni politiche“.
Il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, ha affidato a Facebook le proprie riflessioni sul tema: “Le manifestazioni di democrazia sono sempre segno di partecipazione soprattutto in merito a scelte così importanti per la nostra comunità.
Qualche dubbio, però, sorge spontaneo.
Tra i proponenti vi sono le forze politiche di minoranza in comune e, in particolare, vi figura l’Alpe che però, da circa un paio di mesi è anche nella nuova maggioranza di Governo regionale, degnamente rappresentata da tre Assessori: alle Attività produttive e Ambiente, al Bilancio e Partecipazioni societarie e alla Cultura e Pubblica istruzione.
E subito ci si potrebbe chiedere: ma se l’Alpe è contraria (come in effetti lo è sempre stata) alla costruzione di un polo scolastico nella zona di Tzamberlet e oggi ricopre importanti ruoli nel governo regionale perché non decide di sospendere quei lavori? perché non trova le soluzioni più idonee per individuare un luogo ritenuto più appropriato per il polo scolastico? se il nuovo polo scolastico che ospiterà scuole superiori – cioè istituzioni scolastiche di competenza regionale – non è ritenuto funzionale per il nuovo Assessore regionale all’istruzione perché il governo regionale non interviene? perché non decide, come è sua competenza fare, di ristrutturare l’attuale M. Adelaide? quanto costerà, in termini di penale, interrompere l’iter di costruzione del nuovo polo scolastico?
Tutte domande che ad oggi sono senza risposta.
Non sarà che nell’attuale maggioranza regionale non tutti sono d’accordo nel sospendere quei lavori e quindi, per non entrare subito in crisi, si preferisce delegare ad altri la decisione?
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
Nel frattempo, visto che il Governo regionale non vuole occuparsi della questione pur essendo di sua stretta competenza, si interrogano i cittadini. Ma non si chiede loro – come giustamente dovrebbe essere – se vogliono un nuovo polo scolastico in regione Tzamberlet, se preferiscono ristrutturare l’attuale scuola M. Adelaide, oppure ancora se preferirebbero dislocare l’istituzione scolastica altrove.
No, perché un quesito così chiaro e diretto non sarebbe ammissibile visto che stiamo parlando di politiche scolastiche di competenza della Regione. Si svicola e si chiede ai cittadini se vogliono mantenere la destinazione urbanistica sportiva nell’area Tzamberlet perché questo – di fatto – impedirebbe di costruire il polo scolastico. E intervenire direttamente come Regione non sarebbe più semplice e coerente?
A me sarebbe piaciuto di più un incontro/confronto con il nuovo Governo regionale per discutere insieme sulle scelte strategiche della nostra città come avvenuto con il precedente e utilizzare questo importante strumento di partecipazione democratica per coinvolgere i cittadini sulle scelte future della nostra città.
Intanto, oltre ad avviare l’iter referendario, occorrerà trovare tra le pieghe del bilancio circa 120 – 150 mila euro per la consultazione elettorale con il rischio che non si possa svolgere per la concomitanza delle imminenti elezioni politiche“.
Pubblicato / aggiornato
il 30/04/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
