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1° maggio a Verrès

1° maggio a Verrès

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Savt e Uil si sono date appuntamento a Verrès, per celebrare la Festa dei Lavoratori.

Il discorso è stato unitariamente tenuto dal segretario confederale di Cisl, Jean Dondeynaz. Ha aperto il proprio intervento citando la Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società“.
Esprimono, secondo Dondeynaz “Due concetti molto chiari:  il primo che senza lavoro non c’è realizzazione personale, nessun obiettivo a lungo termine è possibile, il secondo che il lavoro mediante un meccanismo compartecipato tra tutti i lavoratori contribuisce allo sviluppo economico dello Stato“.
Ha poi ricordato che non in tutti i Paesi del mondo è possibile celebrare serenamente e liberamente il 1° maggio. Poi il suo discorso è inevitabilmente virato sulla crisi. Una crisi che “ha  dato la possibilità e forse anche la scusa a governi Nazionali ed Europei di mettere in cantiere riforme sociali che hanno fortemente indebolito il mondo del lavoro, cancellando, le conquiste frutto di decenni di lotte sindacali e di sacrifici per ottenere condizioni di lavoro  più eque e maggiori garanzie occupazionali.
Le conseguenze di questa miopia sono visibili a tutti, e l’Europa non quella dei popoli, ma quella della finanza, ha fatto germogliare tanti egoismi nazionalistici dove ancora una volta il più forte reprime il più debole  o quello in maggior difficoltà. E lì dove si dovrebbe discutere di rilancio economico e di politiche di ampio respiro non si parla di lavoro, e  di  investimenti necessari affiche si possa guardare al futuro con ottimismo“.
Ma il lavoro non si crea con una legge, bensì con “politiche attive per il lavoro, forti investimenti nei settori strategici che per noi sono quelli  industriale,  quello agricolo, quello del  terziario e  del turismo e dell’edilizia“.
Basta all’austerità, dunque, pensando invece “a modelli di sviluppo sostenibile, coerenti con il  nostro  Territorio che è da preservare e da valorizzare e che rappresenta il nostro vero valore aggiunto. Come vincente e sfidante allo stesso tempo, sarà   arrivare ad una compartecipazione tra  aziende, territorio dove i lavoratori sono gli attori protagonisti,  dove si fanno sacrifici quando le cose non vanno bene e si è premiati quando si hanno profitti. Purtroppo una raffigurazione lontana  dalla realtà,  sì i sacrifici   vengono  richiesti basti pensare alla riduzione di orari e stipendio peccato che quando le cose vanno meglio  non vi sia nessuna prospettiva di riconoscimento“.
Il riferimento implicito è alla trattativa in corso al Casino de la Vallée, ma non è che un passaggio. Dondeynaz, a nome anche di domenico falcomatà, Guido Corniolo e Ramira Bizzotto, ha proseguito: “Qui servirebbero da subito politiche specifiche  per i giovani, servizi sociali mirati per contrastare la povertà, favorendo l’inclusione insomma una regia che affronti le tematiche a 360gradi. Al riguardo, riteniamo, che  i problemi occupazionali non  vadano  affrontati a comparti stagni, c’è bisogno di tanta  innovazione, di politiche attive per il lavoro, di  effettiva alternanza scuola lavoro. Prova ne è che in Europa le aziende che hanno adottato un metodo compartecipato e premiante  sono anche quelle più produttive e vincenti. Perché in Italia mai si parla di motivazione e produttività, o meglio si parla unicamente di produttività, tralasciando completamente l’aspetto motivazionale, quello per  intenderci di sentirsi importanti per quello che si fa o per come lo si fa“.
Sono stati richiesti maggiori investimenti in cultura,  formazione e istruzione professionale, utilizzando la flessibilit come risorsa e non come ricatto sociale.
Le Organizzazioni sindacali Confederali valdostane hanno dettato le loro priorità, chiedendo di “dare luogo ad un vero e proprio nuovo piano di politica industriale per rilanciare l’occupazione e per fare fronte alla grave crisi che attanaglia l’industria della nostra Regione; mantenere gli stanziamenti sugli ammortizzatori sociali ed a sostegno del reddito degli individui, delle famiglie e dei pensionati; bloccare le esternalizzazioni  e combattere il precariato nella pubblica amministrazione; mantenere il welfare del nostro territorio accessibile e di qualità, con la tutela e la difesa delle fasce più deboli della popolazione, quali gli anziani e la prima infanzia; ripensare il modello progettuale del settore agricolo-forestale, con la tutela lavorativa anche dei più svantaggiati fisicamente ed economicamente; tutelare la scuola pubblica e contrastare la dispersione scolastica, concordare le politiche educative ed i contenuti formativi per rilanciare la formazione professionale, soprattutto giovanile per permettere l’accesso qualificato dei giovani nel mondo del lavoro;  concordare un piano di sviluppo edilizio eco-sostenibile, che preveda la riqualificazione energetica degli edifici civili per il rilancio del settore fortemente compromesso  ormai giunto all’estremo della sopravvivenza; vigilare sul rispetto delle regole che presiedono alla democrazia sui posti di lavoro. Avere una partecipazione attiva dei lavoratori alla vita del sindacato. Senza la sua base il sindacato non esiste e non può tutelare i diritti del lavoro faticosamente  conquistati sin qui“.
Lo slogan conclusivo è stato: “Al Lavoro, le nostre radici il nostro futuro. Radici per non dimenticare la nostra storia fatta di conquiste sindacali, il futuro, un futuro migliore per tutte le persone, donne e uomini, giovani, pensionate e pensionati oggi in grave  difficoltà“.

Pubblicato / aggiornato il 01/05/2017 alle 12:00
Categoria: Salute