I commenti al rigetto della sospensiva
Non appena si è appreso, martedì 9 maggio, che il Tar aveva rigettato la richiesta di sospensiva presentata da Ego Perron nel’ambito del proprio ricorso contro la validità della seduta del Consiglio Valle del 10 marzo, sono iniziati i commenti delle forze politiche.
I lavori del Consiglio regionale sono stati sospesi e, alla ripresa, dopo aver concluso il punto in trattazione, il presidente Andrea Rosset ha dato comunicazione dell’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale.
Sulla comunicazione, si è sviluppato un dibattito.
Il Capogruppo di Pour notre Valle, Antonio Fosson, si è «felicitato per questa sentenza il cui esito incombeva sui risultati della politica valdostana. Questo rigetto ci dà l’opportunità di continuare a lavorare e ci assumiamo ulteriormente la responsabilità di andare avanti con un progetto che porterà benefici alla Valle. Responsabilità che non si sono assunte i gruppi dell’allora maggioranza, con una Giunta quasi completamente dimissionaria, quando hanno deciso di non partecipare alle sedute di Consiglio, che hanno poi generato il cambio di maggioranza.»
Per il Capogruppo dell’UV, Ego Perron, «la difesa dell’avvocato Fosson è fuori luogo: il deposito di ciò che è avvenuto dice semplicemente che è stata respinta la richiesta di sospensiva. Noi abbiamo chiesto ad un organo terzo di pronunciarsi su di quella che per noi era una violazione di regolamento. Oggi non possiamo che prendere atto del rigetto della sospensiva. Il tutto viene rimandato alla discussione nel merito, fissata per il 12 settembre, la prima data utile, dove si conosceranno le determinazioni del Tribunale.»
Il Capogruppo dell’UVP, Alessandro Nogara, ha ribattuto che «nessuno vuole entrare nel merito, ma c’è una soddisfazione per il fatto che il TAR abbia respinto la richiesta di sospensiva e quindi riconosciuto corretto l’operato del Presidente Rosset, che è stato denigrato dalla minoranza, mentre a nostro parere ha fatto quello che doveva fare: ha assicurato l’attività democratica del Consiglio che la mancata partecipazione dei gruppi consiliari dell’attuale minoranza pregiudicava.»
Le Chef de groupe de Alpe, Patrizia Morelli, a ajouté: «Permettez-nous une appréciation pour ce qui a été fait par la nouvelle majorité: une assomption de responsabilité quand quelqu’un d’autre ne voulait pas se présenter dans cette salle. C’était une décision opportune de donner cours à l’activité du Conseil et de permettre aux nouveaux Conseillers d’accéder à leurs fonctions. C’est une satisfaction prudente, mais elle va permettre au Gouvernement de poursuivre son activité.»
Per il Vicecapogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, «uno degli argomenti che ha generato il ribaltone è stata la Casa da gioco e la poca condivisione del Consiglio: oggi, con l’Assessore Chatrian che gestisce il Casinò la centralità dell’Assemblea è morta. Quindi fare l’esegesi del Consiglio e della democrazia è inopportuno.»
I commenti sono proseguiti per il tramite dei comunicati stampa diffisu dai partiti e dai movimenti politici. La prima presa di posizione è stata quella di Union valdôtaine progressiste. “L’UVP prend acte de la décision du T.A.R. qui confirme le bien fondé de la conduite des travaux du Conseil de la Vallée de la part du Président Andrea Rosset“.
Più articolato il commento di Stella alpina, che : “coglie la notizia del rigetto della sospensiva da parte del TAR per sottolineare la debolezza politica di chi fa ricorso a strumenti legali e giuridici per combattere battaglie politiche che vanno invece svolte nelle loro sedi, nell’aula consiliare e nella società.
Stella Alpina rileva inoltre la vitalità del sistema politico valdostano che in un contesto di crisi e di instabilità è stato capace di elaborare e di avviare un cambiamento di visione e di indirizzo alla politica della Valle d’Aosta, e di costituire una nuova maggioranza e un nuovo governo il 10 marzo scorso, per affrontare le urgenze economiche e sociali a cui sono confrontati i cittadini valdostani e le loro famiglie“.
Pour notre Vallée cita quando riportato dai giudici :“In caso di disposta sospensione (per recepimento di effetti di una condanna penale) i soggetti che non ricoprono (provvisoriamente) più una carica non possono essere computati nel ‘quorum strutturale’ dell’organo; ciò al fine di evitare che tali soggetti (sospesi) possano influenzare comunque con la loro assenza, l’operatività dell’organismo…Ad un esame sommario tipico della trattazione cautelare, i quattro componenti sospesi, non avendo titolo giuridico per poter partecipare alle sedute Consiglio, non potevano essere computati nel quorum strutturale, il quale, per l’effetto, non poteva più essere parametrato al numero di componenti di carica ordinaria (35), ma doveva essere considerato in riferimento al numero dei soggetti che potevano effettivamente ‘disporre’ della carica, con relativo ‘abbassamento’ del quorum” e poi esprime “soddisfazione per la decisione dei giudici che sottolinea il corretto operato del Presidente del Consiglio Regionale Andrea Rosset in un difficile momento per la democrazia valdostana. In quella seduta consiliare si è permesso alla Valle d’Aosta di andare avanti e al Consiglio regionale, il più alto luogo di vita democratica della nostra Regione, di poter proseguire con i suoi lavori. Si è permesso quindi ad una nuova Giunta di dar corso ad una nuova fase storica della vita politica valdostana, portando quel cambiamento tanto atteso da molti.
Questo rigetto ci sprona ancora di più a continuare sulla strada del cambiamento per portare avanti quelle azioni concrete volte a migliorare la vita dei valdostani. Da oggi con il dopo Rollandin inizia una nuova era politica“.
Alpe “accoglie con gran piacere l’ordinanza emessa dal TAR oggi, perché dice due concetti chiari e inoppugnabili, che sfidiamo chiunque a negare: il Consiglio regionale deve poter operare anche se affetto da una patologia (la sospensione dei Consiglieri regionali) e i Consiglieri sospesi, poiché impossibilitati a far parte del Consiglio, non dovrebbero essere in grado di influenzare il voto dell’adunanza nemmeno in modo indiretto.
Questi due concetti sono inattaccabili per la tutela dell’organo. Eppure c’è chi, pur di impedire una mozione di sfiducia costruttiva, ha cercato di forzare lo Statuto della Valle d’Aosta per i propri scopi personali, enunciando un principio di autonomia statutaria a scapito del funzionamento dell’organo rappresentativo. E c’è chi, non pago di tale abuso, ha portato l’Ufficio di Presidenza della Regione in un’aula di tribunale a difendere il ruolo di garanzia che ha tenuto.
Il TAR, anche se solo in forma cautelare, ha, secondo noi di Alpe, segnato un punto fondamentale. Speriamo che chi ha abusato del proprio ruolo e dei propri poteri ne faccia tesoro e inizi a comportarsi da adulto e da rappresentante dei cittadini valdostani“.
Mouv’ esprime: “soddisfazione per il mancato accoglimento della sospensiva, che consente alla Giunta regionale in carica e alla sua maggioranza di proseguire il proprio lavoro. Ribadisce come si sarebbe dovuto evitare tutto quanto senza il tentativo dell’attuale opposizione di far mancare il numero legale e senza il successivo ricorso al TAR. L’ordinanza, infatti, dà una valenza alla norma della Severino di “principio di riforma nazionale” e ciò preoccupa perché darebbe ad intendere che una legge ordinaria possa comprimere una norma statutaria di rango costituzionale. Ma lo stesso TAR ricorda che le Speciali possono legiferare in materia. A MOUV’ pare che la strada più opportuna possa essere per evitare situazioni analoghe una norma di attuazione dello Statuto.
Questa vicenda dimostra quanto sia decisivo per il futuro della Valle d’Aosta il ripristino di un clima di confronto costruttivo su temi cruciali, cui MOUV’ dedica tutto il suo impegno e le sue energie“.
Pubblicato / aggiornato
il 10/05/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
