Lavori del Consiglio Valle sospesi per mancanza del numero legale
Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è riunito, martedì 23 maggio. In aperturra è stato ricordato il 25° anniversario della strage di Capaci ed è stata deprecata la strage di Manchester
Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo ALPE ha voluto conoscere le azioni messe in atto dal Governo regionale a seguito di un incendio doloso verificatosi nella sera del 12 maggio scorso presso il Campeggio di località Teppe a Quart.
«Ci chiediamo anche cosa si intenda fare per contrastare il fenomeno – ha specificato il Consigliere Alberto Bertin -, tenuto conto dei numerosi incendi dolosi verificatisi in Valle d’Aosta alcuni anni fa ed il tentativo di estorsione da parte della ‘ndrangheta.»
Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha precisato: «In relazione all’incendio del 12 maggio scorso presso il Campeggio in località Teppe a Quart, la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per danneggiamento a carico di ignoti. A far luce sulle modalità e sulle motivazioni di quanto avvenuto saranno quindi le indagini coordinate dalla Magistratura, mentre nell’ambito delle funzioni prefettizie che ci sono attribuite continua lo stretto raccordo con le Forze dell’Ordine, che mantengono in particolare un’elevata attenzione sul contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata, per assicurare il controllo di quanto avviene sul territorio valdostano.»
«Come Governo regionale – ha evidenziato il Presidente Marquis -, il nostro sforzo non può che essere incentrato sulle azioni di prevenzione e di educazione alla legalità rivolte alla nostra comunità e in particolare alle giovani generazioni, affinché la legalità, il senso della cosa pubblica e dell’interesse comune diventino un’abitudine di tutti i giorni. Si tratta di un percorso di lungo periodo, ma crediamo che sia l’unico modo per far sì che la criminalità organizzata non trovi terreno fertile nella nostra Regione. In questa direzione vanno anche i convegni, i momenti di riflessione recentemente organizzati: è importante parlare di questi temi, in modo da creare le condizioni per la crescita della consapevolezza alla lotta alla criminalità.»
Il Consigliere Bertin ha replicato: «Si tratta di reati spia, che non vanno assolutamente sottovalutati. La presenza della ‘ndrangheta è ormai innegabile nella nostra regione. Le Forze dell’Ordine fanno il loro lavoro, ma ognuno di noi deve contribuire per le proprie piccole responsabilità. Concordo sul fatto che sia un lungo percorso, ma bisogna agire in modo efficace anche nel presente, mantenendo alta l’attenzione su questi aspetti, che rischiano di condizionare pesantemente il nostro futuro.»
Il tema della gestione della raccolta dei rifiuti durante le manifestazioni organizzate dalle Pro Loco è tornato all’attenzione dell’Aula con un’interrogazione posta dal gruppo dell’Union Valdôtaine.
I Consiglieri, preso atto che il Piano regionale gestione rifiuti prevede la realizzazione dell’iniziativa di educazione ambientale “Ecolo-Fêtes”, ovvero della conduzione di una corretta raccolta di rifiuti durante lo svolgimento di sagre e feste di paese, hanno voluto conoscere il numero delle manifestazioni che si sono avvalse dell’iniziativa dal 2015 ad oggi e se l’Assessore abbia previsto di continuare la sensibilizzazione nelle Pro Loco e nelle altre associazioni organizzatrici di feste paesane, anche con congrui finanziamenti.
L’Assessore all’ambiente, Fabrizio Roscio, ha risposto che «tutte le iniziative di “Ecolo-Fêtes” si inseriscono in una strategia più ampia di prevenzione dei rifiuti, per la quale la Regione si è dotata di un piano sin dal 2010. Oggi, occorre valutare l’opportunità di intervenire su questo piano i cui contenuti iniziano ad essere datati.»
Riguardo alle manifestazioni organizzate nell’ambito di “Ecolo-Fêtes, «nel 2015 sono state 11, nel 2016 32 e, nei primi mesi del 2017, 8. Il trend risulta positivo, sul sito internet della Regione si trovano tutte le informazioni per organizzare le sagre per fare in modo che queste non si sovrappongano le une con le altre. L’informazione è importante, perché mentre per i giovani il problema non si pone grazie al programma di educazione ambientale portato avanti nelle scuole, le generazioni adulte sono meno sensibilizzate: l’intenzione dell’Assessorato è quella di portare avanti campagne informative e implementare la dotazione già presente sul sito per feste di valenza ecologica. Bisognerà anche inviare una nuova circolare ai Comuni, alle Pro loco e alle associazioni per ricordare e spiegare il protocollo da seguire nell’organizzazione delle “Ecolo-Fêtes.»
Il Consigliere Paolo Contoz ha replicato: «Alle buone parole devono seguire i fatti: bisogna quindi continuare su questa strada perché si tratta di un’iniziativa importante che va mantenuta, anche se sui contributi è stato risposto che i soldi non ci sono e questo non è un buon segnale.»
I gruppi PD-SVdA, UV e EPAV sono tornati ad affrontare il tema dell’edilizia scolastica. I Consiglieri hanno infatti voluto sapere quante risorse siano già state spese e impegnate per il progetto del nuovo polo scolastico di Tzamberlet; il costo complessivo dell’opera e l’entità dei contributi non regionali previsti e/o erogati a tale scopo. Hanno poi chiesto di dettagliare il cronoprogramma dei lavori di ristrutturazione e riadeguamento relativi sia al nuovo polo scolastico sia all’ex Liceo Maria Adelaide di Via Torino.
L’Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha risposto: «I costi già sostenuti per la progettazione ammontano a poco più di 117 mila euro lordi, mentre le somme stanziate per l’espletamento delle successive fasi progettuali (quella definitiva già predisposta e quella esecutiva) ammontano a circa un milione 125 mila euro lordi.»
Entrando nel merito dell’aggiudicazione definitiva dell’intervento, l’Assessore Borrello ha riferito: «Il costo complessivo per l’esecuzione dei lavori ammonta a circa 20 milioni di euro, cui vanno aggiunti 21 milioni 853 mila euro comprensivi, tra le altre, delle già dettagliate somme per la progettazione, delle spese per la pubblicazione della gara (4 mila euro), per la Commissione di gara (51 mila euro), per gli incentivi (190 mila euro), per le somme a disposizione (95 mila euro).Per la realizzazione dell’opera è stato ottenuto un finanziamento statale di circa 6 milioni 651 mila euro, oggetto di apposito contratto di mutuo tra la Regione e la Cassa depositi e prestiti, con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato.»
«Per quanto riguarda l’ex sede del Regina Maria Adelaide – ha concluso l’Assessore Borrello -, ad oggi non è previsto alcun tipo di intervento sulla struttura, e di conseguenza non esiste alcun cronoprogramma. Per quanto concerne invece i lavori del nuovo polo scolastico, posso fornire indicazioni sui soli tempi in termini assoluti fissati dal bando di gara per la redazione del progetto esecutivo (90 giorni dalla consegna del servizio) e la realizzazione dei lavori (730 giorni), considerato che al momento la procedura è temporaneamente sospesa in attesa dell’esito dei ricorsi presentati al TAR.»
Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha replicato: «Il nostro gruppo sin dall’inizio ha sostenuto la necessità di una nuova struttura scolastica posizionata appena fuori la città. Una posizione, questa, che si allinea a quella che avevamo assunto sull’ospedale, perché per noi strutture del genere devono essere decentrate e facilmente accessibili. Una scuola deve essere moderna, a impatto zero, non ospitata in un edificio costruito con criteri antelucani. Tzamberlet è la zona ideale, vicina ad impianti sportivi e a un’area verde che non verrà assolutamente intaccata dal nuovo polo scolastico. Ribadisco che l’area della nuova scuola era fino a qualche anno fa occupata da una rivendita di laterizi e da un campetto di pratica del maneggio. Testimonio che alcuni genitori, inizialmente contrari allo spostamento del Regina Maria Adelaide, oggi hanno capito che stare nel nuovo è meglio che stare in una struttura vecchia, concepita con logiche diverse. Riteniamo, infine, ragionevole che nella nuova struttura possa essere inserita, oltre al Regina Maria Adelaide, un’Istituzione scolastica quale il Liceo musicale, ad oggi alle prese con problematiche logistiche.»
Con un’interpellanza, il Movimento 5 Stelle ha voluto fare il punto dotazioni organiche per l’anno scolastico 2017/2018. «Dalla pubblicazione, lo scorso 4 maggio, delle dotazioni – ha affermato il Consigliere Roberto Cognetta – emergono evidenti contrazioni di cattedre: da 31 a 20 di tecnologia e da 140 a 131 di italiano e storia. Mi preme sottolineare come gli impegni contenuti nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 28 luglio 2016 siano stati disattesi. Ricordo che la Giunta regionale e l’allora Assessore competente avrebbero dovuto valutare entro la fine dell’autunno 2016 con le Organizzazioni sindacali scolastiche un futuro piano di assunzioni nella scuola, valutare la possibilità di introdurre, a partire dall’anno scolastico 2017/2018, un contingente di risorse per il potenziamento delle competenze informatiche degli studenti della scuola secondaria di primo grado, nonché concordare entro l’autunno 2016 con l’Università della Valle d’Aosta l’attivazione di un tirocinio formativo attivo sul sostegno a condizioni economiche favorevoli per dare risposte e alternative sul piano occupazionale al personale docente. Mi chiedo quindi quali siano le ragioni che non hanno portato a compimento questi impegni e dall’Assessore vogliamo sapere se intende assolvere a quanto votato in quest’Aula.»
L’Assessore all’istruzione e cultura, Chantal Certan, ha evidenziato: «Conosco bene la tematica avendo scritto e condiviso l’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’Aula ad aprile 2016, ma dal momento del mio insediamento non ci sono stati i tempi tecnici per intervenire sulle dotazioni organiche per l’anno scolastico 2017-2018, perché questo avrebbe significato modificare la legge regionale n. 18 del 2016 entro la fine del mese di marzo 2017 quando non vi erano nemmeno le Commissioni consiliari formate. L’impegno che abbiamo assunto con gli insegnanti e le Istituzioni durante gli incontri effettuati in questo mese è quello di fare tutte le valutazioni al fine di produrre le possibili modifiche alla legge regionale entro il mese di febbraio 2018: servirà una approfondita analisi per l’individuazione delle professionalità necessarie per la concreta realizzazione del potenziamento della scuola secondaria di primo grado e per le modalità di formazione del personale docente. Modifiche che sono peraltro subordinate al reperimento delle risorse finanziarie necessarie: non si tratta, infatti, solamente del potenziamento delle competenze informatiche della scuola media, il ragionamento deve essere più ampio e dovrà riguardare “les adaptations” nel loro complesso, con valutazioni sui diversi livelli di insegnamento.»
Riguardo all’attivazione di un tirocinio formativo attivo sul sostegno a condizioni economiche favorevoli, 500 euro in media in meno rispetto alle altre regioni, l’Assessore ha risposto che «la Sovrintendenza agli studi ha fornito all’Università della Valle d’Aosta il fabbisogno di personale docente specializzato (70 posti) e il 26 aprile scorso l’UniVdA ha emanato il bando per 70 posti. Al 22 maggio, le domande sono 63, così suddivise: primaria 32 domande su 25 posti previsti dal bando, secondaria di primo grado 13 domande su 15 posti previsti, secondaria di secondo grado 18 domande su 30 posti previsti. Il contributo chiesto agli iscritti è di 2600 euro da versare in tre rate invece delle due previste a livello nazionale.»
Nella replica, il Consigliere Cognetta ha osservato: «Smettiamola di riferirci sempre a quello che non ha fatto la passata amministrazione. L’Amministrazione è sempre una e ai cittadini interessa la sostanza dei fatti: per il prossimo anno scolastico non si è potuto fare nulla, mentre per il prossimo, forse, si potrà fare. Come Movimento 5 Stelle avevamo votato contro les adaptations: speriamo che le modifiche alla legge regionale 18 siano fatte in un certo verso, altrimenti il nostro voto sarà nuovamente contrario. Riguardo alle ore di tecnologia, forse bastava mettere dei fondi: invito l’Assessore a chiedere le risorse a qualche collega di Giunta, perché scuola e sanità sono sicuramente i settori fondamentali di una società. La conclusione, intanto, è che alcuni professori non lavoreranno per un anno.»
Mentre si stava per trattare il nono punto all’ordine del giorno, ovvero l’interpellanza sulla condivisione dell’indirizzo politico di realizzazione della scuola in Regione Tsambarlet, il proponente Mauro Baccega ha chiesto una verifica del numero legale. Dopo l’appello, durante il quale i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula, è stata riscontrata la presenza di 17 consiglieri, insufficienti per proseguire i lavori. Che sono stati dunque sospesi e la seduta è stata riconvocata per le ore 11.
Alla ripresa, il punto è stato trattato. Il Capogruppo di EPAV, Mauro Baccega, nell’illustrare l’iniziativa, ha ricordato «la scelta fatta dalle diverse amministrazioni che si sono succedute al Comune di Aosta e in Regione in merito alla pianificazione degli interventi sugli edifici delle scuole superiori presenti sul territorio cittadino che prevede, in particolare, la realizzazione di una nuova scuola nell’area di Tzamberlet con l’obiettivo di avere un polo unico più moderno e funzionale. Visto che il Capogruppo ALPE in Comune di Aosta ha chiesto l’indizione di un referendum consultivo contro la sua concretizzazione, tenuto conto della recente petizione che chiede il mantenimento dell’Istituto Manzetti nell’attuale sede e visto che i lavori sono già stati affidati e potranno iniziare dopo la pronuncia del TAR sui due ricorsi presentati, vorremmo sapere se gli indirizzi politici – che si possono definire “Operazione scuole sicure” – approvati dal precedente Governo nell’aprile 2016 sono ancora validi o, in caso contrario, come si intende procedere.»
Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha risposto: «Il tema è di grande attualità all’interno di questo Consiglio, così come nell’opinione pubblica. Nel 2016, con la deliberazione della Giunta regionale n. 572, sono stati approvati gli indirizzi che hanno delineato gli interventi da effettuare in un orizzonte temporale decennale per la riorganizzazione e la riqualificazione degli edifici scolastici di istruzione secondaria di secondo grado, nell’intento di migliorare la sicurezza degli stabili, l’offerta formativa per la crescente popolazione scolastica, oltre che per razionalizzare i costi. Tra questi interventi, figura la realizzazione della scuola di Regione Tzambarlet per cui si è proceduto all’individuazione dell’operatore economico per la sua realizzazione. I ricorsi al TAR presentati successivamente hanno congelato il procedimento e in questo contesto alcuni esponenti della cittadinanza hanno avviato delle riflessioni presso l’opinione pubblica su questa intenzione, arrivando alla proposta di un referendum al Comune di Aosta in merito alla realizzazione di questo edificio scolastico. Ritengo che questo percorso avrebbe a suo tempo meritato un maggiore coinvolgimento della popolazione, sempre molto sensibile ad argomenti che riverberano sulla vita economica e sociale. Ad oggi quindi, non siamo nelle condizioni di pensare a modifiche, anche per non rischiare di cagionare dei danni in un contesto ancora in fase di definizione, auspicando che la sentenza fornisca anche degli elementi utili per meglio inquadrare la questione.»
Il Consigliere Baccega, nella replica, ha lamentato «una non risposta, perché il Presidente ha dimostrato un senso di irresponsabilità. Abbiamo bisogno di scuole moderne per dare risposte importanti ai nostri studenti, che necessitano di nuovi spazi e di aule tecniche. Questa Giunta non sa se vuole offrire ai nostri ragazzi scuole sicure: siamo molto preoccupati e faremo tutto il possibile per proseguire nel percorso politico già tracciato. Saremo molto attenti alle scelte che farà il Governo regionale.»
Il Consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Cognetta, con un’interpellanza, ha voluto fare il punto sulla gestione dei rifiuti in Valle d’Aosta che ha definito «trovarsi in uno stato di evidente emergenza.»
In particolare, il Consigliere ha voluto sapere se siano in previsione, coinvolgendo anche la Commissione consiliare compente, modifiche alla legge regionale n. 63/1987 (costituzione di una società per azioni per la gestione dell’impianto di Brissogne) «che individua un gestore unico per la discarica e quindi per la gestione dell’intero flusso di rifiuti nel territorio valdostano, il cui appalto trentennale è ormai in scadenza»; ha anche chiesto delucidazioni sull’appalto di gestione in scadenza, nonché sui termini e i costi del nuovo appalto.
L’Assessore all’ambiente, Fabrizio Roscio, ha ricordato che «l’attuale terzo lotto della discarica raggiungerà la saturazione entro la metà del 2018, mentre a inizio 2018 non avremo più il gestore perché la convenzione è in scadenza. Ma la notizia vera è che gli impianti necessari e previsti dal piano regionale hanno bisogno di due anni di tempo per essere realizzati. Siamo quindi di fronte ad una possibile fase di discontinuità gestionale che potrebbe costare ai cittadini. L’obiettivo nostro è quello di dare una risposta definitiva a questa situazione entro la fine dell’anno. Partiremo da quanto indica il piano regionale dei rifiuti: trattamenti esclusivamente a freddo che dovranno trattare il rifiuto indifferenziato e dare vantaggi economici per la parte di raccolta del multimateriale. Questa è la base, ma ci sono altri aspetti che si potrebbero implementare, quali ad esempio il flusso dell’organico. Riguardo all’affidamento della gestione – in scadenza – stiamo facendo alcune valutazioni e le decisioni dovranno essere assunte entro giugno di quest’anno, proprio per contenere al minimo i tempi di transazione gestionale: la Commissione consiliare sarà coinvolta in tutti i passaggi del caso. Posso assicurare che intendiamo dare corso al piano regionale dei rifiuti senza caricare il cittadino di costi supplementari. Entro un mese e mezzo saprò rispondere con maggiore precisione alla domanda sulla gestione futura e sui suoi costi.»
Il Consigliere Cognetta, nella replica, ha dichiarato: «Parlare di discontinuità gestionale mette ansia: il problema rifiuti esploderà perché dall’approvazione del piano rifiuti a dicembre 2015 è stato fatto ben poco. Ora l’Assessore sta facendo valutazioni politiche, ma da qui alla realizzazione degli impianti, i costi aumenteranno a carico dei cittadini. Oggi, possiamo affermare che siamo in piena emergenza rifiuti. Auspico che non venga prorogata l’attuale gestione di altri dieci anni, ma mi sembra di capire che tutto andasse in quella direzione visto che non si è pensato ad una soluzione alternativa.»
I gruppi PD-SVdA e EPAV, con un’interpellanza, hanno trattato la questione della formazione di figure professionali per il sostegno alle famiglie colpite da lutto prenatale. Come ha spiegato il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, «il lutto prenatale è il lutto legato alla perdita del bambino durante tutta la gravidanza; il lutto perinatale è, invece, l’insieme delle reazioni psicofisiche legate alla perdita di un bambino nella seconda metà della gravidanza e nelle settimane successive alla nascita. La morte di un bambino in gravidanza genera uno shock emotivo di grande intensità che produce un lutto profondo che può durare dai 6 mesi fino ai 2 anni.» Il Consigliere ha quindi chiesto se esista una banca dati dettagliata delle casistiche di questi eventi traumatici, oppure se si vogliano standardizzare protocolli di ricerca sulla madre e sul bambino completi ed esaurienti; se si svilupperanno interventi per la formazione di una figura professionale per il sostegno delle famiglie colpite e la realizzazione di assistenza all’intero gruppo familiare. «Ci chiediamo anche se vi sia l’intenzione di coinvolgere attivamente le associazioni e dei soggetti riconosciuti a supporto della struttura pubblica, oltre che incentivare la partecipazione della USL e di eventuali altri soggetti interessati alla giornata mondiale della consapevolezza prevista per il 15 ottobre di ogni anno.»
L’Assessore alla sanità e politiche sociali, Luigi Bertschy, sottolineata «l’umanità sottesa a questa interpellanza, che parla di vite spezzate, di sogni interrotti e di famiglie traumatizzate, chiedendo di porre la dovuta attenzione», ha risposto: «Ad oggi i dati di questi eventi sono raccolti per alimentare il flusso informativo sulla base di regolamenti ministeriali. Nell’ultimo quinquennio le nostre strutture hanno registrato una percentuale di morte prenatale e perinatale dello 0.2%; un numero che rientra nella media nazionale. Tutte le coppie colpite dall’evento possono usufruire del sostegno psicologico durante tutto il periodo del ricovero. Nel 2015 è nato, dalla collaborazione tra le strutture di Ostetricia e ginecologia e Psicologia, è nato uno specifico programma di formazione. Vogliamo favorire modalità di relazione tra eventi e i familiari. Tutte le strutture coinvolte stanno lavorando a un protocollo che standardizzi un metodo di accompagnamento e sostegno. È necessario costruire percorsi di lavoro che aiutino a migliorare i servizi resi in ambito pubblico. Ribadisco la fortuna che abbiamo, ovvero poter contare su una sanità in cui operano professionisti qualificati ma anche su tante associazioni che operano sul territorio. Cogliere le loro suggestioni, confrontarsi, non può che essere positivo e sarà bene farlo anche in questo caso. Concordo infine sull’adesione alla Giornata mondiale della consapevolezza, ma è opportuno che avvenga con la collaborazione di tutti i soggetti interessati e delle famiglie.»
Il Capogruppo Guichardaz ha replicato: «Il fenomeno purtroppo è estremamente diffuso ed è importante avvalersi della collaborazione di persone che hanno vissuto questo dramma. Uno degli obiettivi della politica è rendere visibili certe necessità e, in questo senso, l’adesione alla “Giornata mondiale della consapevolezza” offre lo spunto per parlare di una tematica spesso nascosta o trascurata. Non si tratta di un problema della mamma, della famiglia, ma di un evento di cui la sanità si deve fare carico. Queste famiglie vanno sostenute, offrendo la possibilità di seguire un percorso per agevolare il superamento del lutto.»
Con un’interpellanza, i gruppi Union Valdôtaine e Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano, hanno voluto parlare delle modalità attuative delle indicazioni formulate nel parere pro veritate dagli esperti in merito al finanziamento previsto per la Casa da gioco.
«A seguito di reiterate richieste scritte e orali – ha spiegato il Consigliere Augusto Rollandin -, è stato finalmente consegnato il parere pro veritate richiesto ai consulenti con delibera del febbraio 2017, i quali danno risposte molto puntuali e precise in merito al finanziamento alla Casinò de la Vallée previsto dall’allora Governo e di quello in attuazione della legge 2 del 2017. Ora vogliamo sapere le valutazioni fatte e come si intende dar seguito alle indicazioni previste e proposte dagli esperti.»
L’Assessore al bilancio e società partecipate, Albert Chatrian, ha precisato che «il parere, datato 4 maggio 2017, è stato inviato da Finaosta alla Regione l’8 maggio: lo stesso giorno ho firmato la lettera di trasmissione del parere al Consigliere Perron che ne aveva fatto richiesta. Non si capisce perché si parli di reiterate richieste cui non è stata data risposta: non potevamo certo trasmettere un parere che non avevamo.»
Venendo ai contenuti, l’Assessore ha riferito che «gli avvocati, nel parere, ritengono che gestire una casa da gioco, in regime di sostanziale privativa nazionale, rappresenti una concreta possibilità per la Regione di assicurarsi importanti entrate economiche sia dirette che indirette: la scelta di procedere al sostegno finanziario meditante una legge regionale si pone quindi in continuità con il pregresso operato regionale ed è ritenuto sia legittimo sia opportuno, nell’ottica di riqualificare la società, preservando gli investimenti sin qui effettuati. Le conclusioni del parere confermano, pertanto, la correttezza dell’impostazione della legge regionale 2/2017, con la quale è stato previsto il piano di ristrutturazione aziendale finanziato su più annualità e subordinato alla verifica, da parte del Consiglio regionale, del concreto ed effettivo stato di attuazione delle azioni indicate. Un passaggio non secondario del parere dice che non sono ammissibili interventi tampone a fondo perduto senza prospettive di medio e lungo periodo, così come non tentare di salvare la società con un serio e concreto piano di rilancio potrebbe determinare responsabilità in capo alla società concedente e rappresenterebbe con molta probabilità un danno erariale.»
In sede di replica, il Consigliere Rollandin ha osservato: «Avremo modo di discutere del parere, ma il riferimento non è solo alla legge regionale 2 del 2017, ma anche a quella proposta che il Governo precedente aveva suggerito di inserire in finanziaria: il parere conferma che questa proposta non solo era legittima ma era la strada maestra da percorrere.»
Pubblicato / aggiornato
il 23/05/2017 alle 12:00
Categoria:
Salute
