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Le dichiarazioni di Certan portano a una verifica politica

Le dichiarazioni di Certan portano a una verifica politica

Non accenna a quietarsi la tempesta politica scatenata dalle affermazioni di Chantal Certan sull’obbligo di vaccinazione.

Dopo che la minoranza (il Partito democratico per primo, chiedendo le sue dimissioni, e poi Union valdôtaine ed Epav, chiedendo che la Giunta si dissoci) ha espresso il proprio parere, arriva il momento di ascoltare anche la maggioranza.
Union valdôtaine progressiste, per voce di Luigi Bertschy (che è assessore alla Sanità ma anche presidente uscente di Uvp) afferma che “il comportamento di Certan è da verifica politica, una verifica della quale parleremo prima all’interno del gruppo, poi del Movimento e infine proporremo agli alleati“.
Leonardo La Torre, coordinatore di Pour notre Vallée, ci dice: “Sono dichiarazioni che non condividiamo e non vogliamo commentare. Per quanto riguarda la verifica richiesta dall’assessore alla Sanità, ben venga, i temi sul tavolo da trattare sono molti tra i quali Casino, Ferrovia e legge elettorale“.
Il richiamo a problematiche assai più ampie rispetto alle esternazioni di Certan viene anche da Mouv’ e dal suo coordinatore politico, Damien Charrance: “Quelle di Certan sono dichiarazioni antiscientifiche e non consone a una persone che ricopre quel ruolo. Richiediamo anche noi una verifica politica e non riguarderà solo questo tema“.
Non si esprime il presidente della Regione, mentre Carlo Marzi, segretario di Stella alpina, ci ha detto: “Da un punto di vista amministrativo, Stella Alpina ha dimostrato col voto sull’iniziativa nel Consiglio comunale di Aosta la propria sensibilità alla tematica, votando a favore delle vaccinazioni ancora prima uscisse l’attuale decreto. Da un punto di vista politico, questa è una maggioranza di prospettiva che sta governando bene e si sta assumendo responsabilità anche non proprie. I momenti di confronto sono continui e, in piena trasparenza, ci sono stati ci sono e continueranno ad esserci“.
Infine, questo il punto di vista di Alexis Vallet, presidente di Alpe: “Chantal ha espresso una posizione personale di obiezione di coscienza. Possiamo non essere d’accordo sui toni, ma sui contenuti possiamo discuterne e sono certo che lei saprà argomentare le proprie tesi. Però continuo a non capire se stiamo parlando del decreto o della vaccinazione. È chiaro che se ci sarà un decreto lo rispetteremo, ma è altrettanto ovvio che la libertà di opinione va tutelata“. Arrivando alla verifica, Vallet si esprime con assoluto favore: “Mi spaventerebbe il silenzio, perché non dobbiamo tirare a campare: o affrontiamo la sfida politica che abbiamo di fronte oppure possiamo anche alzare bandiera bianca. Io sono sicuro che siamo in grado di farlo. Se ci sono nodi da far venire al pettine, bene che vengano”.

Pubblicato / aggiornato il 09/06/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute