Arrestato l’amministratore di fatto della fallita Stolemberg
A conclusione di articolate indagini, anche tecniche, condotte nei mesi scorsi dal Reparto operante, il G.I.P. presso il Tribunale di Aosta, Davide Padalino, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del sessantenne per violazione degli artt. 110 del C.P. e 223, 216 e 219 della Legge Fallimentare.
La vicenda, particolarmente complessa, risale agli anni 2013 – 2014 e ha come sfondo gli eventi societari della STOLEMBERG s.r.l., società che a suo tempo acquistò l’immobile della vecchia stazione della seggiovia, in località Staffal a Gressoney-La-Trinité. I Finanzieri hanno quindi ricomposto i tanti tasselli di diversi accadimenti societari, che hanno visto l’arrestato divenire sostanzialmente amministratore di fatto, nel periodo indicato, della società citata, oggi in fallimento, mentre l’amministratore di diritto risultava Pantaleone Parlato, attualmente detenuto quale mandante dell’omicidio di Salvatore Germanò, del quale fu l’esecutore materiale Vittorio Ierinò.
Il provvedimento del G.I.P. contesta a G.R. non solo la distruzione e l’occultamento delle scritture contabili della società fallita ma soprattutto il fatto di aver concluso con la stessa e con il suo amministratore dell’epoca, Pantaleone Parlato, un contratto di consulenza del valore di 200mila euro, che viene ritenuto sostanzialmente privo di contenuti professionali, non avendo G.R. alcun tipo di professionalità specifica in materia aziendale o finanziaria, se non già i citati specifici precedenti penali.
È stato quindi dimostrato che Parlato – amministratore di diritto – e G.R. – qualificato come amministratore di fatto -, in concorso fra di loro e in danno della società amministrata, approntarono il contratto di consulenza al fine di distrarre dal patrimonio sociale, che già versava in precarie condizioni finanziarie, una cospicua somma di denaro. L’articolato disegno criminoso è poi proseguito con l’utilizzo del contratto di consulenza del valore di 200mila euro, che fu riversato in un decreto ingiuntivo, a cui il proprietario e nuovo amministratore della STOLEMBERG s.r.l. non fece opposizione, spaventato dal fatto che la persona a cui si era in precedenza rivolto per avere “protezione”, ovvero Salvatore Germanò, fosse stato assassinato proprio su mandato di Parlato.
Altri elementi d’indagine raccolti hanno permesso di rilevare che, sempre ricattando il legittimo proprietario d amministratore di STOLEMBERG, con la minaccia di chiedere il fallimento della società, G.R. riuscì a estorcergli un nuovo contratto di consulenza del valore di 100mila euro, utilizzato anche per chiedere l’affidamento ai servizi sociali, quale misura alternativa alla detenzione a cui era costretto presso la Casa Circondariale di Asti, in ragione del cumulo di pena derivante dal passaggio in giudicato di diverse sentenze a suo carico.
Infine, l’epilogo della vicenda ha visto G.R. richiedere il fallimento della STOLEMBERG s.r.l., procedura di per sé non illecita, come osserva il G.I.P. nella sua ordinanza, se non fosse per il fatto che i crediti vantati nei confronti della società sono inesistenti e frutto di un preciso disegno criminoso, desumibile, fra l’altro, dalla “coerenza e sistematicità con cui G.R. ha coltivato questo credito”.
Pubblicato / aggiornato
il 09/07/2017 alle 12:00
Categoria:
Cronaca
