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I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 14 luglio

I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 14 luglio

Nella seduta consiliare del 14 luglio, il Consiglio Valle ha espresso parere favorevole all’unanimità sullo schema di decreto legislativo per la norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di coordinamento e di raccordo tra finanza statale e regionale.

Il provvedimento, approvato il 23 giugno scorso dalla Commissione paritetica Stato-Regione e composto di otto articoli, rafforza l’autonomia finanziaria della Regione Valle d’Aosta attraverso la definizione di un quadro più chiaro e certo dei rapporti con lo Stato, che permetterà una migliore programmazione delle risorse finanziarie disponibili, tenendo presenti gli svantaggi strutturali permanenti propri del territorio montano, come previsto dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In particolare, la norma contiene disposizioni che consolidano le competenze regionali in materia di istituzione dei tributi propri e autonomia nella determinazione delle relative aliquote, ma anche in materia di tributi locali, così come viene attribuita alla Regione anche la competenza in materia di tasse automobilistiche.
Il Presidente della prima Commissione “Istituzioni e Autonomia”, Alberto
Bertin (ALPE), ha illustrato il provvedimento, ricordando che «si inserisce in un discorso più generalizzato che il Consiglio aveva affrontato con l’approvazione di un ordine del giorno che riguardava la zona franca prevista dall’articolo 14 dello Statuto speciale e che chiedeva di concentrarsi sulla manovrabilità fiscale della Regione. Un documento importante che avrà degli effetti positivi negli anni a venire, che darà maggiore stabilità ai rapporti finanziari Stato-Regione, che fornirà strumenti efficaci per orientare lo sviluppo economico della Valle e che consentirà di adattare i tributi alla nostra realtà. Si tratta di una norma senza oneri per lo Stato che accrescerà la nostra autonomia. A maggiore autonomia corrisponde maggiore responsabilità: l’autonomia non è soltanto sul versante della spesa ma anche su quello delle entrate e dovremo avere la capacità di utilizzare in maniera intelligente questa manovrabilità fiscale.»
Per il Consigliere dell’UVP Nello
Fabbri l’approvazione di questa norma «è un passaggio importante per l’autonomia della nostra Regione: questa norma vede applicare il principio di autonomia in un settore dove lo Stato aveva sempre esercitato una totale supremazia, con interventi brutali sui nostri bilanci. Finalmente potremo intervenire sui tributi locali, creando una fiscalità di vantaggio, attraverso la razionalizzazione dei tributi stessi. È una sfida impegnativa: come UVP, siamo particolarmente soddisfatti anche perché avevamo sollecitato di affrontare il problema producendo studi sul tema della fiscalità e della zona franca al fine di dare piena attuazione all’articolo 14 dello Statuto. Ci auguriamo che l’iter si concluda rapidamente in Consiglio dei ministri. Per noi la zona franca non è uno slogan, ma un obiettivo da perseguire cercando nuove vie a livello europeo
Il Capogruppo di AC-PNV, Antonio
Fosson, ha affermato che «si tratta di un riconoscimento della specialità geografica e sociale della Valle d’Aosta in quanto territorio montano, di un consolidamento della nostra autonomia per quanto riguarda i tributi propri nonché di un maggiore autonomia sui tributi locali. Non è l’attuazione della zona franca ma è un passo in avanti nell’autonomia finanziaria della Valle d’Aosta. Quando si discute con Roma in modo corretto c’è la possibilità di un accordo e di un lavoro proficuo
Il Consigliere del Gruppo Misto Elso
Gerandin ha espresso «compiacimento per l’approvazione della norma da parte della Commissione paritetica in una fase di grande difficoltà nei rapporti con lo Stato. Apriamo una strada importante perché in questo momento il concetto di zona franca viene messo in discussione dalle direttive europee. Fondamentale la neutralità finanziaria dello Stato nei confronti della Regione: come ha detto il Presidente della Paritetica Louvin si tratta di un catalogo di opportunità. L’autonomia politica diventa reale se vengono riconosciute le competenze e l’autonomia finanziarie della nostra Regione
Il Consigliere dell’UV Augusto
Rollandin ha sottolineato che «quello delle norme di attuazione è un tema delicato che ha sempre avuto percorsi accidentati. Ricordo a titolo di esempio la norma sul catasto che, a sei anni dalla sua approvazione, non ha ancora trovato applicazione. Questa norma sul coordinamento della finanza era pronta da un anno, ma il suo iter si era fermato a causa del cambio di governo a livello nazionale. Il provvedimento ci potrà garantire competitività in alcune materie, come ad esempio prevedere facilitazioni per gli insediamenti industriali in Valle d’Aosta. Dare attuazione a questa norma va quindi nella logica di utilizzare al meglio determinate risorse tenendo conto anche delle disponibilità di bilancio. Seguiremo il percorso con molta attenzione
L’Assessore alle finanze Albert
Chatrian ha definito questa norma «una nuova opportunità per la nostra Autonomia e per tutta la nostra comunità. Questa offerta nuova quindi è importante sia per i suoi principi fondanti, sia per la sua concretezza. Ma questa norma porta con sé anche una grande responsabilità: i suoi nuovi elementi ci danno la possibilità di ampliare il perimetro e la manovrabilità della tassazione. Si potranno quindi creare importanti condizioni per il rilancio del settore agricolo che noi consideriamo un settore di rilevanza fondamentale per la nostra Regione, anche da un punto di vista turistico e culturale, e anche quello produttivo naturalmente, il cui saldo dovrà essere invariato, creando le condizioni per ristrutturare le aziende modificando le aliquote. Altro aspetto importante è la possibilità di consolidare la programmazione finanziaria, quanto meno quella possibile, per garantire comunque certezza nel prossimo triennio. È importante evidenziare le facilitazioni potenziali: ci sarà una sfida finanziaria e culturale perché possiamo disporre di un bilancio armonizzato per far crescere la nostra fragile economia. Con questa norma potremo garantire alle comunità con più difficoltà i servizi essenziali
L’Assesseur à l’agriculture, Laurent
Viérin, a affirmé: «On a lancé l’idée de reparler de zone franche comme UVP dans cette salle il y a deux ans, car cet acte nous permet de relancer l’idée d’avoir une autonomie financière et une autodétermination. De la ‘zona franca’ on a parlé seulement au temps des élections, puis on a oublié les intérêts des Valdôtains. Nous avons uni les forces, nous avons travaillé pour l’actualisation de la zone franche. Les mouvements politiques sont très importants, c’est à travers la politique qu’on peut intervenir pour trouver des solutions. C’est à travers un point commun qu’on démontre d’avoir des objectifs communs à mener afin d’aider notre communauté. Cet acte est l’exemple qu’on a été concrets pour affirmer certains principes.» Per l’Assessore, «questa norma di attuazione rappresenta anche un segnale importante per un settore delicato come l’agricoltura. Segna un passo di sviluppo della nostra autonomia in senso moderno e dà la possibilità di deduzioni anche totali in materia di tassi e tributi relativi all’agricoltura. Un grande risultato per il settore, che è in difficoltà
Il Presidente della Regione, Pierluigi
Marquis, ha puntualizzato: «Oggi è importante poter pianificare la crescita del territorio, anche dal punto di vista economico. Questa norma è uno strumento evoluto, che richiede responsabilità, un cambio culturale che differenzia le politiche di approccio rispetto alla contribuzione individuale. Potremo avere maggiori possibilità per favorire i territori svantaggiati, anche creando politiche differenziate a seconda delle zone per quanto attiene ai tributi e alle imposte. Il lavoro della Commissione paritetica è stato impegnativo ma è stato condotto rapidamente, e di questo non possiamo essere che grati. È uno strumento che ci consentirà di recuperare dei ritardi, anche nei confronti di altre regioni a Statuto speciale che hanno già la possibilità di intervenire su quelle imposte il cui gettito va al 100% direttamente alle regioni stesse, penso in particolare all’IRAP, che è leva molto importante per lo sviluppo delle attività produttive e attrarre investimenti dall’esterno. Strada da fare ce n’è ancora: per applicare i contenuti della norma occorre che questa proposta sia approvata dal Governo centrale. Nei prossimi giorni, quando sarà attivato il tavolo di confronto con lo Stato in materia fiscale porteremo la questione della manovrabilità fiscale e chiederemo l’accelerazione dell’approvazione dello schema di norma. Presiederemo l’iter anche con il contributo dei Parlamentari valdostani
Lo schema di norma di attuazione dovrà ora essere trasmesso al Ministro per gli affari regionali per il prosieguo del suo iter, che si concluderà con l’approvazione del decreto legislativo da parte del Consiglio dei ministri.


Sollecitare il Parlamento e il Governo a impedire l’entrata in vigore in Italia del Trattato CETA, l’accordo di libero scambio commerciale tra Unione europea e Canada, adottando ogni iniziativa necessaria a ostacolarne la sua applicazione anche in via provvisoria e invitando i Parlamentari valdostani ad esprimere voto contrario alla ratifica del Trattato. È quanto chiede al Governo regionale una mozione approvata dal Consiglio Valle nella seduta del 14 luglio 2017. Il testo, presentato dal gruppo UVP e così emendato su proposta dei Consiglieri Cognetta (M5S), Testolin (UV) e Lanièce (EPAV), ha ottenuto 31 voti favorevoli e 2 astensioni (PD-SVdA).
L’Assessore all’agricoltura, Laurent
Viérin (UVP), ne ha illustrato i contenuti: «Abbiamo fatto nostro l’ordine del giorno presentato dalla Federazione regionale Codiretti della Valle d’Aosta volto a garantire un commercio libero e giusto e per un’Europa libera dal CETA (Comprehensive and Trade Agreement), il trattato che prevede l’abolizione dei dazi doganali e che contiene dei rischi per l’originalità e la qualità dei prodotti, in particolare nel settore dell’agroalimentare, con ricadute che potrebbero essere estremamente negative. Anche la Valle d’Aosta, che ha prodotti riconosciuti e garantiti, che è OGM free, ha il dovere di impegnarsi per contrastare questo trattato, sia per difendere i consumatori sia per tutelare la qualità e le denominazioni dei nostri prodotti. Non siamo contro il libero scambio, ma crediamo che questa sia una mozione di principio per affermare che una comunità è attenta all’identità, alla provenienza e alla qualità ed è contraria allo spregio delle regole che tutelano la salute e la qualità della vita delle persone.»
Il Consigliere del M5S Roberto
Cognetta ha annunciato il voto positivo, ricordando che il suo Movimento si batte a tutti i livelli per contrastare questo trattato che «contrappone le grosse multinazionali ai piccoli produttori a danno di questi ultimi. Proporrei all’Assessore un emendamento alla mozione per invitare i Parlamentari valdostani a votare contro il trattato di ratifica quando sarà portato in Parlamento.»
Per il Consigliere di EPAV André
Lanièce, «l’accordo presenta aspetti preoccupanti per il settore agricolo e per il consumatore. L’abbattimento quasi totale dei dazi attiverà l’importazione di quantità rilevanti di prodotti canadesi di basso costo, figli di regole, tradizioni e sicurezza alimentare diversi che comporteranno danni all’agricoltura italiana e valdostana. Da qui la piena sintonia con l’azione di Coldiretti sulla necessità di difendere le nostre produzioni, espressione di un’identità territoriale non riproducibile altrove, realizzate sulla base di specifici disciplinari di produzioni e sotto un rigido sistema di controllo. La tutela dell’agroalimentare locale è una scelta che la Regione percorre da tempo: ecco perché oggi, assieme a Coldiretti e al mondo agricolo valdostano, vogliamo sollecitare il Governo italiano a non ratificare il Trattato in cui su 291 denominazioni di origine solo 41 sono tutelate. È una questione di rispetto per i nostri agricoltori, per il loro lavoro, per l’identità produttiva della nostra e delle altre regioni italiane e per la sicurezza alimentare e la salute dei cittadini.»
Il Consigliere Renzo
Testolin (UV) ha evocato «le varie iniziative realizzate nel tempo a tutela della specificità dei territori, della cultura, delle regole della produzione, della tutela dei consumatori e delle piccole realtà operanti in regione. Già nel 1952 è attivo il Consorzio per la tutela della fontina, mente in tempi più recenti, nel 2014, si è approvata l’IG (indicazione geografica) Génépy: sono solo esempi del lavoro svolto per tutelare l’autenticità dei nostri prodotti di qualità, dell’attenzione alle nostre produzioni particolari, alla valorizzazione delle materie prime. Si è lavorato per garantire le prerogative del prodotto nella realtà valdostana. Nel 2015 è stata anche attivata una sperimentazione innovativa per la tracciabilità dei prodotti, la loro autenticità e originalità. Sempre nel 2015, anno dell’Expo Milano, la Valle d’Aosta ha emanato la legge regionale sul divieto assoluto di coltivazioni OGM, facendo così diventare la nostra la prima Regione ‘OGM free’ in Italia. Questo trattato eliminerebbe tutto questo lavoro svolto dalla comunità valdostana. Anche se siamo molto piccoli dobbiamo far sentire la nostra voce. Le nostre produzioni non andranno a incidere sul commercio tra Europa e Canada, ma va tenuto presente che le più grandi esportazioni verso il Canada sono costituite proprio da vini, formaggi e prosciutto (quattro delle nostre cinque DOP). Anche la biodiversità sarebbe posta decisamente in secondo piano con questo trattato. Avremmo gradito, nelle premesse della mozione, un intervento che portasse all’attenzione anche altre valutazioni per rafforzare quelle della Coldiretti. Per questo, proponiamo due emendamenti per sottolineare le incongruenze di atteggiamenti europei e da parte statale, oltre che per sollecitare il coinvolgimento dei Parlamentari valdostani e lavorare in sinergia con altre regioni. Questo è un trattato che fa tutto tranne proteggere le produzioni locali, che spesso rappresentano l’arma più spendibile per mantenere le popolazioni nei nostri territori. La nostra regione è piccola ma lavora attivamente in favore di realtà peculiari che possono davvero fare la differenza.»
Il Consigliere Andrea
Padovani (GM) ha concordato sul fatto che questo trattato «colpirebbe l’agricoltura valdostana, causando gravissimi danni alle produzioni di qualità. Il rischio è che molte brutte copie entrino nel commercio europeo facendo concorrenza agli originali. È preoccupante anche l’aspetto degli investimenti, che prevede l’istituzione di un arbitro privato per regolare le cause tra privati e enti pubblici. In questo tribunale le cause possono essere unilaterali, ovvero possono fare causa alle istituzioni pubbliche i privati che si ritengono lesi da leggi che tutelano il bene pubblico. Non solo, questo trattato riduce i diritti del lavoro, non dà garanzia sul mantenimento dei diritti in Europa, mette a rischio il principio di precauzione, mette in pericolo i servizi pubblici, fa rientrare dalla finestra il trattato TTTIP, ad oggi congelato. Il mio voto favorevole alla mozione è convinto: se le regioni si fanno sentire al Parlamento, forse ci potrà essere un ripensamento sull’approvazione di un trattato così pericoloso per la nostra economia.»
Il Presidente della terza Commissione “Assetto del territorio” Alessandro
Nogara (UVP) ha riferito: «Nel corso dei recenti lavori dell’APF, il rappresentante del Canada ha affermato che per sostenere l’agricoltura il suo Stato spende 2 miliardi 800 milioni all’anno, che vengono impegnati per far fronte ai danni causati da condizioni meteo avverse, ma soprattutto per aiutare le aziende del settore per acquistare e usare sostanze vietate nel nostro Paese. E continuano a produrre formaggi denominati fontina, asiago, parmesan, senza porsi problemi sull’originalità, e tantomeno sulle conseguenze sulla salute legate all’uso di antibiotici e sostanze tossiche. Noi invece questi problemi ce li poniamo, e siamo seriamente preoccupati. Un impianto industriale perduto può conoscere una sua rinascita, mentre un allevamento o insediamento agricolo che si spegne non torna più. E questo può capitare nella nostra Valle d’Aosta.»
La Capogruppo di ALPE, Patrizia
Morelli, ha parlato di inopportunità che l’Italia ratifichi l’accordo internazionale con il Canada: «Innanzitutto perché il Canada non ha firmato le convenzioni sulla protezione dei diritti dei lavoratori, che per noi sono fondamentali, e questo genera una concorrenza sleale nei confronti di quei paesi che invece lo hanno fatto; in secondo luogo, questo Paese ha regole meno ristrettive sulla produzione agroalimentare e questo può comportare rischi per la salute dei consumatori; infine, il CETA colpisce il Made in Italy agroalimentare, e non possiamo accettare che i canadesi possano produrre impunemente la Fontina usurpando un marchio di tradizione per la cui produzione sono state fissate regole restrittive. Una regione come la nostra che ha sempre cercato di garantire dignità agli agricoltori non può non pronunciarsi contro un trattato che andrebbe ad acuire le diseguaglianze.»
Il Consigliere del PD-SVdA Paolo
Cretier ha osservato: «Il contenuto del CETA è molto pesante da sostenere, soprattutto per le realtà di montagna come la nostra. Le maglie dei controlli sono molto aperte rispetto a quelle italiane. È il consumatore che decide: nei momenti di crisi i prodotti di qualità vengono scartati per mancanza di denaro. Ritengo che ci si sarebbe dovuti confrontare prima in Commissione sulla questione del libero scambio. Non solo: essendo difficile valutare l’impatto dei cambiamenti previsti da questo trattato, abbiamo ancora tempo per un approfondimento in Commissione. Senza questo passaggio, mancano elementi di valutazione precisi, è pertanto difficile esprimersi su questa mozione.»
L’Assessore al turismo e commercio, Claudio
Restano, ha osservato che «l’identità, la qualità, la tracciabilità, la denominazione dei nostri prodotti sono i pilastri rispetto ad una strategia di promozione del territorio dal punto di vista turistico e commerciale. La caratterizzazione dei prodotti enogastronomici e la qualità ci permettono, infatti, di fare un’azione di marketing molto importante a favore della Valle d’Aosta. Il compito che dobbiamo svolgere è quello di tutelare le corrette pratiche commerciali, perché sono queste che penalizzeranno i nostri piccoli produttori. Il nostro compito è quello di rimarcare la nostra particolarità e la nostra autonomia prendendo una posizione forte su questo argomento.»
L’Assessore all’agricoltura, Laurent
Viérin, nella replica, ha osservato che «voler prendere tempo è una scusa per non decidere: l’argomento, per chi era interessato, è stato dibattuto nelle Commissioni. Se non approviamo oggi la mozione, la nostra posizione arriverà a “babbo morto”, ossia a trattato ratificato dal Parlamento. Io credo che per la comunità conti che il Consiglio Valle si esprima e assuma una posizione, in un modo o nell’altro.»


Al termine dell’adunanza, il Consiglio Valle ha approvato, con 33 voti a favore e il voto contrario del Consigliere del M5S Cognetta, una risoluzione in merito alla quotazione in borsa della Compagnia Valdostana delle Acque, la società partecipata dalla Regione per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il testo, depositato in Aula dai gruppi UV, UVP, ALPE, AC-PNV, EPAV e PD-SVdA, impegna il Governo regionale a comunicare a CVA spa, per il tramite della finanziaria regionale Finaosta, la necessità che i documenti necessari all’eventuale quotazione e alla valorizzazione delle azioni della società, ovvero il Piano industriale, il Piano strategico e il Prospetto informativo siano predisposti secondo le best practices di mercato senza che agli stessi siano apposte scadenze; ad acquisire, esaminare e valutare attentamente i risultati qualitativi del Piano strategico e del Piano industriale elaborati da CVA spa; a effettuare, sulla base di questi risultati, tutti i dovuti approfondimenti sia in merito alla percentuale ottimale di azioni da immettere sul mercato sia in relazione alle migliori modalità di impiego delle entrate conseguenti alla vendita della percentuale di azioni, aprendo il dibattito a livello politico e con piena condivisione dei risultati con il Consiglio regionale; a rendere edotta la popolazione valdostana di tutte le valutazioni e i benefici illustrando le eventuali modalità di attuazione; a valutare la nomina di un advisor da parte di Finaosta spa o direttamente da parte dell’Amministrazione regionale che possa fornire un adeguato supporto all’azionista nella valutazione dell’operazione nel suo complesso.
Il Consigliere dell’UV Augusto
Rollandin ha evidenziato: «Riprendiamo questo importante tema specificando le criticità e le esigenze da valutare, tenendo anche conto della possibilità di nominare un advisor che possa fornire adeguato supporto all’azionista. Non si tratta di rivedere la posizione sulla quotazione, ma dobbiamo avere ben chiari tutti gli elementi. È importante che, sulla base delle risultanze collegate al piano strategico e al piano industriale, ci sia la possibilità di valutare l’insieme della questione. È una risoluzione che precisa meglio gli atti da attivare per escludere dubbi sui passi successivi
La Capogruppo di ALPE Patrizia
Morelli ha precisato: «Non diamo per scontata la quotazione in borsa di CVA, ma concordiamo nel voler fare un percorso di valutazione, di informazione, per permettere di giungere alla decisione che sia la più corretta, consapevole e comprensibile per i cittadini, che vada in un senso o un altro
Il Consigliere del M5S Roberto
Cognetta ha affermato: «Queste valutazioni arrivano tardive. Non voterò questa mozione
Il Capogruppo dell’UVP Alessandro
Nogara ha annunciato il voto favorevole: «Ribadiamo l’esigenza di valutare nell’immediato tutti i documenti che porteranno alla quotazione in borsa di CVA. È importante rendere edotta la popolazione su questo passo così rilevante per la nostra regione. Bisogna anche capire l’utilizzo dei soldi che deriveranno da questa operazione
Il Consigliere Elso
Gerandin (GM) ha dichiarato: «Non ho firmato la mozione perché qualsiasi ipotesi sull’operazione non è a mio avviso attuabile, perché prima bisogna disporre di tutti i documenti. L’impegnativa riprende preoccupazioni che avevamo già espresso, come l’inserimento della figura dell’advisor; è un’impegnativa non completa, che comunque voterò perché bisogna fare tutte le valutazioni opportune nell’interesse dei valdostani
Il Capogruppo del PD-SVdA Jean-Pierre
Guichardaz ha motivato il voto favorevole: «Questa mozione consente un approfondimento che giudichiamo importante. Teniamo conto che stiamo parlando di risorse che appartengono comunque ai valdostani, anche se in disponibilità della Giunta attraverso le sue controllate. Invochiamo la massima trasparenza di questo processo
Il Consigliere del gruppo Misto Andrea
Padovani ha condiviso «i dubbi sull’avvio della quotazione in borsa e sui benefici che ne potrebbero derivare. Auspico uno stop, un approfondimento politico su un processo che non è affatto concluso. La politica deve confrontarsi coi valdostani per poter giungere ad una decisione condivisa. Il mio voto alla mozione è dunque favorevole
Il Presidente della Regione, Pierluigi
Marquis, ha evidenziato: «La mozione fa alcune puntualizzazioni sul processo di quotazione in borsa: chiede che i piani (pur riferiti al massimo ad un quinquennio) non abbiano scadenze perché sono di prospettiva e per questo suscettibili a cambiamenti e aggiornamenti. Quando questi documenti saranno resi disponibili al Consiglio potremo esprimerci sull’opportunità di proseguire in questo percorso importante per lo sviluppo delle aziende e del nostro territorio


I lavori dell’Assemblea sono terminati. Il Consiglio tornerà a riunirsi mercoledì 26, giovedì 27 e venerdì 28 luglio, alle ore 9.




Pubblicato / aggiornato il 14/07/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione