Union valdôtaine: pronto il regolamento per la scelta dei candidati alle prossime elezioni regionali
Si tratta di un documento rilevante poiché, nelle intenzioni del Mouvement, la scelta dei candidati (che dovranno essere qualificati, motivati, impegnati e fedeli ai principi e ai programmi unionisti) sarà strategica nel favorire “les succès souhaités“.
La bozza prevede che la lista sarà stabilita, in larga parte, dalle sezioni. E ciò in ragione della loro presenza sul territorio nonché della necessità di ripartire i candidati in maniera equa. A tal fine, la Valle d’Aosta sarà divisa in quattro macro aree: Aosta farà zona a sé, mentre le altre riuniranno tutta l’Alta Valle e il Grand Combin, la Media Valle da Quart a Saint-Vincent, la Bassa Valle.
Sarà il Comité fédéral a costituire la Commissione politica che, in ogni zona, sarà integrata da due rappresentanti nominati dai presidenti delle sezioni.
I consiglieri uscenti dovranno comunicare ai presidenti delle loro sezioni di appartenenza e al Comité fédéral la loro disponibilità a ricandidarsi ma la decisione in merito spetterà alle zone interessate.
Sarà sempre il Comité fédéral a definire i termini di apertura e chiusura delle candidature nonché le modalità.
I candidati (almeno 11 di genere) dovranno essere rappresentativi della realtà socio-economica locale, stimati per i loro comportamenti, la loro rettitudine morale, il loro impegno al servizio della comunità. Ma anche osservanti dei principi dettati dai primi due articoli dello Statuto unionista. Ricordiamoli: “Article 1 L’Union Valdôtaine, Mouvement politique qui se rattache aux principes du fédéralisme global, a comme finalité d’assurer l’épanouissement du caractère ethnique et linguistique du peuple valdôtain ; d’en servir les intérêts culturels, politiques, sociaux et économiques ; de favoriser la coopération entre les communautés ethniques. Article 2 L’Union Valdôtaine s’engage à réaliser la souveraineté politique du Val d’Aoste par les voies démocratiques afin de seconder l’aspiration du peuple à l’autogouvernement dans le cadre d’une Europe unie des peuples“. Non è indispensabile che, al momento della candidatura di zona, questi individui siano iscritti all’Union valdôtaine: potranno anche essere esponenti della società civile distintisi nella vita culturale, sociale, economica o associativa. Per essere inseriti in lista, però, dovranno invece necessariamente essere iscritti (forse per evitare il ripetersi di casi come quello di Leonardo La Torre, che si era impegnato all’iscrizione ma non l’ha mai formalizzata).
Considerando che vi sono 35 posti a disposizione e presumendo che la lista sia composta di 35 candidati, il Comité fédéral ne indicherà “environ huit” a sua discrezione, mentre un posto sarà riservato alla Jeunesse valdôtaine. Una volta ricevute le candidature, la Commissione politica allargata si riunirà ed effettuerà la propria scelta. Ma il documento, al momento, non specifica se a ogni zona sia attribuito un numero definito di candidature o quale criterio di equilibrio territoriale sarà adottato. Anche perché 35 meno 9 fa 26 e 26 diviso quattro fa 6,5. Quindi è presumibile che qualche zona avrà più candidati di altre.
Infine il regolamento resta generico anche rispetto a uno fra gli aspetti più problematici sinora emersi dagli incontri condotti sul territorio: come garantire la fedeltà dei candidati durante la campagna elettorale ma, soprattutto, in caso di elezione, per i cinque anni successivi? Come evitare che abbandonino l’Union valdôtaine per approdare in altri partiti o, addirittura, per fondarne? E tutto questo senza contravvenire al principio del divieto di mandato imperativo?
Pubblicato / aggiornato
il 25/07/2017 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione
