Il caso D’Anna torna nel Consiglio comunale di Aosta
I lavori del Consiglio comunale di Aosta si sono aperti, giovedì 27 luglio, con la discussione della mozione presentata dal consigliere Andrione e dai gruppi Lega Nord e L’Altra Valle d’Aosta sulla richiesta di rimborso delle spese legali sostenute da Donatella D’Anna.D’Anna era stata nominata segretario generale dal sindaco al momento del suo insediamento, ha ricordato Étienne Andrione, “ed è diventata il terreno del contendere fra Centoz e Rollandin, salvo poi essere abbandonata quando il dissidio si è ricomposto”. D’Anna ritiene – giustamente, a parere dei proponenti della mozione, che hanno chiesto al Consiglio di censurare il sindaco – di aver compiuto la propria difesa non in quanto persona fisica bensì in qualità di segretario generale e che, quindi, le spese sostenute per la vicenda legale conclusasi a suo sfavore debbano esserle rimborsate. Fra l’altro, ha ricordato Andrione, il decreto di nomina non è mai stato revocato.
Fulvio Centoz ha affermato di sentirsi politicamente e umanamente responsabile di quanto accaduto ma anche che ogni scelta è stata condivisa con D’Anna, la quale peraltro ha deciso di non accettare la mediazione che le era stata proposta dal giudice per chiudere il contenzioso. Ha anche ricordato che la prima richiesta di rimborso è stata formulata il 16 agosto 2016 e che, da allora e sino al 24 luglio, per tre volte è stato chiesto all’assicurazione di farsi carico di questo risarcimento ma, per tre volte, l’istanza è stata respinta poiché priva dei presupposti di copertura. Centoz ha invitato il Consiglio ad astenersi, in sede di voto.
Le responsabilità del sindaco sono state ribadite, nei loro interventi, dagli altri firmatari. Nicoletta Spelgatti ha ricordato che è stata le Lega Nord a sollevare la questione. Ha poi sostenuto che questo risarcimento è dovuto e ha detto di auspicare D’Anna vada sino in fondo affinché questi soldi le siano restituiti. Patrizia Pradelli ha invece invitato il sindaco a ripensare la propria posizione e a intervenire. Andrea Manfrin ha ribadito che il sindaco merita l’atto di censura poiché pienamente responsabile dell’accaduto vista la pervicace insistenza nel mantenere la posizione assunta. Luca Lotto ha definito il sindaco arrogante per aver voluto compiere una scelta senza verificarne la legittimità. “La macchia di responabilità non sarà lavata neppure se la maggioranza deciderà di supportare il sindaco, perché il patto di correttezza fra due persone non può venire meno“, ha concluso. Carola Carpinello ha invece detto che Centoz considera la città “cosa sua” e la sua immagine “al di sopra di tutto il resto“. Però, ha previsto, “quando il Comune risulterà soccombente in questa vicenda, gli oneri non sarà lui a pagarli“. In chiusura di dibattito, Andrione ha aggiunto che il sindaco dovrebbe, sentendosi responsabile, almeno condividere il pagamento conseguente.
La mozione è stata respinta con 17 astensioni e nove voti favorevoli.
Fulvio Centoz ha affermato di sentirsi politicamente e umanamente responsabile di quanto accaduto ma anche che ogni scelta è stata condivisa con D’Anna, la quale peraltro ha deciso di non accettare la mediazione che le era stata proposta dal giudice per chiudere il contenzioso. Ha anche ricordato che la prima richiesta di rimborso è stata formulata il 16 agosto 2016 e che, da allora e sino al 24 luglio, per tre volte è stato chiesto all’assicurazione di farsi carico di questo risarcimento ma, per tre volte, l’istanza è stata respinta poiché priva dei presupposti di copertura. Centoz ha invitato il Consiglio ad astenersi, in sede di voto.
Le responsabilità del sindaco sono state ribadite, nei loro interventi, dagli altri firmatari. Nicoletta Spelgatti ha ricordato che è stata le Lega Nord a sollevare la questione. Ha poi sostenuto che questo risarcimento è dovuto e ha detto di auspicare D’Anna vada sino in fondo affinché questi soldi le siano restituiti. Patrizia Pradelli ha invece invitato il sindaco a ripensare la propria posizione e a intervenire. Andrea Manfrin ha ribadito che il sindaco merita l’atto di censura poiché pienamente responsabile dell’accaduto vista la pervicace insistenza nel mantenere la posizione assunta. Luca Lotto ha definito il sindaco arrogante per aver voluto compiere una scelta senza verificarne la legittimità. “La macchia di responabilità non sarà lavata neppure se la maggioranza deciderà di supportare il sindaco, perché il patto di correttezza fra due persone non può venire meno“, ha concluso. Carola Carpinello ha invece detto che Centoz considera la città “cosa sua” e la sua immagine “al di sopra di tutto il resto“. Però, ha previsto, “quando il Comune risulterà soccombente in questa vicenda, gli oneri non sarà lui a pagarli“. In chiusura di dibattito, Andrione ha aggiunto che il sindaco dovrebbe, sentendosi responsabile, almeno condividere il pagamento conseguente.
La mozione è stata respinta con 17 astensioni e nove voti favorevoli.
Pubblicato / aggiornato
il 27/07/2017 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione

