Sindaco e assessori di Aosta non dovranno scusarsi se si candideranno alle regionali
Con 13 voti favorevoli, due contrari e 13 astenuti, il Consiglio comunale di Aosta ha bocciato l’ordine del giorno presentato dai consiglieri Vincenzo Caminiti e Luca Girasole in materia di stabilità amministrativa.
L’invito al sindaco e agli assessori era di “dichiarare pubblicamente che non si candideranno alle prossime elezioni regionali, garantendo fino al 2020 il loro indispensabile impegno per la città di Aosta, in segno di coerenza e di rispetto nei confronti del mandato ricevuto dai cittadini aostani a maggio 2015”. In alternativa, i firmatari chiedevano loro di rassegnare le proprie dimissioni dal ruolo ricoperto nell’attuale Giunta municipale entro tre mesi dalla data di svolgimento delle elezioni regionali.
“Io voglio continuare a fare il sindaco fino al 2020, prendo l’impegno per me ma non posso obbligare a far rimanere qui chi non vuole – ha commentato subito il sindaco, Fulvio Centoz –. Ecco perché quando ho parlato di stabilità politica ho fatto sempre riferimento al sostegno politico, non a persone fisiche. La stabilità amministrativa passa dalla stabilità della politica che sostiene questa maggioranza. Io mi preoccupo che le forze politiche che hanno sostenuto la mia candidatura continuino a sostenermi”. L’impegnativa tuttavia, nella volontà dei propositori, era indirizzata agli assessori “che comunque rimangono consiglieri”, ha precisato Caminiti, che ha poi aggiunto “è chi gestisce un assessorato che deve avere a cuore il proprio ruolo per il bene della città”. Ad allargare l’invito dell’odg anche ai consiglieri comunali è stato, a titolo personale, il capogruppo unionista, Josette Borre: una proposta andata in discussione per un eventuale emendamento ma poi archiviata dopo una breve riunione, che non ha apportato grandi cambiamenti all’impegnativa se non l’emendamento proposto dal consigliere Pd, Pietro Verducci, che ha chiesto di modificare il principio della dimissione tre mesi prima delle elezioni regionali – definito dallo stesso consigliere “atto utopico” – con un “dal momento dell’iscrizione nelle liste dei candidati”. Verduci ha poi precisato che l’iniziativa non era finalizzata a indebolire il sindaco, bensì a rafforzarlo.
Il documento è stato definito “una farsa” da parte delle minoranze (Alpe e Lega Nord), che lo hanno comunque votato per il fatto che l’impegnativa chiedeva anche che coloro che si fossero candidati senza dimettersi con preavviso chiedessero poi scusa in aula.
Tra gli astenuti anche l’assessore Delio Donzel, di Epav: “Positiva la discussione, anche se una mozione non è cogente, perché ha aiutato a riflettere sul ruolo che ognuno di noi riveste e della responsabilità che ha nei confronti dell’Amministrazione. Spero che ci sia un ulteriore approfondimento da parte delle forze politiche”. Luca Lotto, del M5S, nel votare a favore del documento ha promesso di portare a settembre un ordine del giorno “molto più chiaro e trasparente negli intenti per verificare la coerenza dei consiglieri di questa assise”.
Josette Borre ha motivato infine l’astensione di UV rimarcando ”che la questione rimane un diritto personale”.
Pubblicato / aggiornato
il 27/07/2017 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
