Vai al contenuto

Aosta, verifica di maggioranza da concludere entro agosto

Aosta, verifica di maggioranza da concludere entro agosto

È stato respinto, con 9 voti favorevoli, 11 contrari e 9 astensioni, giovedì 27 luglio, l’ordine del giorno mirante a fare chiarezza su quale maggioranza sia attualmente al governo della città di Aosta.

Ciò nonostante, l’obiettivo della minoranza è stato raggiunto: dopo la pubblica celebrazione della spaccatura, avvenuta con la trattazione dell’ordine del giorno che chiedeva il ritiro delle deleghe allo sport all’assessore Carlo Marzi (vedasi articolo linkato in fondo alla pagina), sarà impossibile non procedere all’identificazione delle priorità dell’azione di governo da qui a fine consiliatura e alla verifica di quali forze sono disponibili a portarle avanti.
Il sindaco Fulvio Centoz si è detto fiducioso che “si possa riprendere in mano politicamente la maggioranza, sciogliere dei nodi rimasti irrisolti in questi mesi e proseguire il cammino iniziato due anni fa“. 
Andrea Manfrin, al contrario, ha sostenuto che l’unico collante di questa maggioranza è il desiderio di non abbandonare la poltrona, mentre non vi sono contenuti, idee, progetti a beneficio della città da condividere con il Consiglio.
L’altro dato politico significativo della giornata lo ha evidenziato Nicoletta Spelgatti: “Alpe è passata dalla minoranza alla maggioranza e, con la sua astensione al voto per ritirare le deleghe a Marzi, segretario di Stella Alpina e alleato di Alpe in Regione, ne ha decretato il salvataggio“.
Delio Donzel ha cercato di stemperare la gravità della situazione definendo la maggioranza semplicemente “un’auto che, dopo due anni, ha bisogno di un tagliando” e affermando che – nel documento politico firmato da Union valdôtaine, PD-PSI ed Epav – non c’è scritto che Stella alpina deve abbandonare la compagine di governo. Anzi, ha detto, si tratta di un documento inclusivo.
Ma Étienne Andrione, conscio del disappunto che pervade Epav, non ha mancato di sottolineare che a questo movimento fanno capo tre consiglieri: proprio quanti ne servono per completare le firme necessarie a rendere valida una mozione di sfiducia. E infatti Luca Girasole ha accettato l’astensione in sede di voto ma ha affermato che la situazione deve essere definitivamente chiarita. “Se no valuteremo l’opportunità di azzerare tutto“.

Pubblicato / aggiornato il 28/07/2017 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria: Politica e Amministrazione