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Alpe: non stampella di Marzi e non complici di rese dei conti in maggioranza

Alpe: non stampella di Marzi e non complici di rese dei conti in maggioranza

Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Aosta di giovedì 28 luglio, quando è stato votato l’ordine del giorno per chiedere la revoca della delega allo sport a Carlo Marzi, i tre consiglieri di Alpe si sono astenuti.

Tale scelta è stata variamente interpretata ma, per lo più, è stata attribuita all’impossibilità, per Alpe, di esprimere una critica politica forte contro il segretario di Stella alpina, partito alleato di Alpe stessa nel governo della Regione autonoma Valle d’Aosta.
Non che non sia stato un elemento di valutazione – ci ha detto Loris Sartore, capogruppo di Alpe al Consiglio comunale di Aosta – ma sicuramente non abbiamo ricevuto pressioni né dai nostri eletti in Consiglio Valle né dalla presidenza del nostro movimento in tal senso“.
Ma altre pressioni, dice Sartore, sono arrivate. Eccome: “per tutta la mattinata di giovedì ci è stato insistentemente chiesto quale sarebbe stata la nostra posizione di voto“. Da chi? “Dal consigliere Manfrin, primo firmatario dell’iniziativa, certo, ma soprattutto da esponenti della maggioranza“.
La decisione in favore dell’astensione è arrivata dopo pranzo e Sartore non la definisce legata a una particolare causa scatenante bensì frutto della conclusione delle riflessioni con i colleghi Paolo Fedi e Giuliana Lamastra: “quell’ordine del giorno era una bomba innescata dalla minoranza e messa in mano alla maggioranza. Che infatti l’ha fatta esplodere. Ma, alla fine, si è trattato di una resa dei conti fra Union valdôtaine, Partito democratico, Psi, Epav e Stella alpina. Un giochino al quale non abbiamo voluto partecipare”.
Eppure lo scopo dichiarato della minoranza consiliare di Aosta, tutta, è di arrivare allo scioglimento del Consiglio per andare al voto. “ – conferma Sartore – ma il nostro bersaglio è l’intera Giunta, non l’assessore Marzi. Siamo pronti a firmare e votare una mozione di sfiducia sia se presentata dalla minoranza sia se presentata dalla maggioranza”.
Sartore è convinto di aver agito nel modo migliore: “Abbiamo deciso prendendo in considerazione molti aspetti e riteniamo di aver compiuto la scelta giusta“.
La situazione in maggioranza, ora, non è semplice: sia in Union valdôtaine sia nel gruppo Pd vi sono state posizioni di voto diverse e divergenti. In Union valdôtaine, il vicepresidente del mouvement, Cristina Galassi, è stata sostanzialmente messa in minoranza dai colleghi, avendo accanto a sé solo Nicola Prettico e Andrea Edoardo Paron. Ma anche in Giunta vi sono fratture, poiché sia Paron sia Delio Donzel hanno votato a favore del ritiro della delega al collega Marzi. Ora bisognerebbe avviare la fase di confronto per l’individuazione delle priorità di governo sino a fine consiliatura. Donzel ha definito il tavolo “inclusivo e aperto a tutti“. Marzi ci aveva già detto, all’indomani della firma del documento da parte di UV, PS-PSI ed Epav, che non avrebbe problema a sedersi al tavolo per portare il proprio contributo. E allora? “Ci hanno accusati di esserci arrampicati sugli specchi per giustificare la nostra astensione – commenta Sartore –, ora sono curioso di vedere su quali specchi e in che maniera qualcun altro si arrampicherà per uscire dalla situazione che si è creata“.

Pubblicato / aggiornato il 28/07/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione