Alpe: noi contrari alle elezioni anticipate e a chi vuole resuscitare il passato
“Alpe nasce da un forte desiderio di rinnovamento della politica in Valle d’Aosta – scrive Vallet –, nella consapevolezza che un modello ormai malato e consolidato nelle sue derive facesse male alla Valle d’Aosta e ai valdostani. Lo abbiamo combattuto e abbiamo lavorato a costruire un modello alternativo, più competitivo, non clientelare, meritocratico e che desse opportunità ai giovani valdostani non derivanti dall’appartenenza, ma dalla competenza.
In Consiglio regionale, nel 2008 erano 8 consiglieri a pensarla così, 17 nel 2013.
Cinque mesi fa si è presentata l’occasione di dare un’accelerata al progetto di una nuova Valle d’Aosta. E noi l’abbiamo saputa cogliere.
Oggi chi rappresenta quel sistema senza futuro, contro cui Alpe è nata, siede scomodo sui banchi della minoranza.
Ci era chiaro fin dal principio che per questa maggioranza, a fronte di un lavoro arduo, gli obiettivi sarebbero stati limitati, ma abbiamo scelto di farne parte lo stesso e anzi ci siamo presi tutte le responsabilità possibili.
Perché non si può lasciar cadere alcuna occasione di cambiamento. E perché, quando si può, bisogna assumere la volontà del fare.
E oggi qualche risultato comincia ad arrivare: abbiamo messo in sicurezza il Casinò, abbiamo rinnovato la legge elettorale. È tanto? È poco? Saranno gli elettori a valutarlo e in questo siamo sereni. Noi pensiamo che, considerate le premesse, i risultati sono rilevanti.
Ma, soprattutto, oggi abbiamo la possibilità di riscrivere il nostro futuro senza i condizionamenti di chi ha governato – e sappiamo come – la Valle negli ultimi 10 anni.
Il libro della Valle che verrà ha ora pagine bianche e tutte da scrivere.
Un’opportunità unica per la nostra Regione. E l’ultima opportunità, a nostro avviso, per salvarne l’autonomia.
Proviamo a mettere un mattoncino di buon senso in questa situazione così complessa.
Noi non pensiamo che anticipare di 4 mesi le elezioni sia un toccasana. Noi crediamo che persone e partiti seri, quando prendono un impegno, lo devono mantenere fino in fondo.
Approviamo il bilancio 2018, un bilancio di cambiamento, e prepariamo in questi mesi il progetto per la Valle del futuro, consapevoli che non può essere chi ci ha guidati fin qui sull’orlo del baratro politico, istituzionale e morale che può rilanciare la valle, ma anche che un quadro politico autonomista troppo frammentato ne rende deboli le istanze.
E nel frattempo, con i nostri rappresentanti nelle istituzioni e nell’amministrazione, facciamo al meglio il nostro lavoro per la Valle d’Aosta.
Se, invece, ci sarà chi si assumerà la responsabilità di far cadere questa maggioranza e di resuscitare il passato, ne prenderemo atto e ci prepareremo a presentare alle prossime elezioni ai valdostani quel modello autonomista moderno con cui non si punti solo a cambiare i musicisti, ma anche a cambiare la musica.
Sicuri della voglia di guardare avanti, e non indietro, dei valdostani“.
Pubblicato / aggiornato
il 04/08/2017 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione
